mercoledì 13 giugno 2007

Religiosità degli alberi sempreverdi in Basilicata

Abete biancoL’Abete Bianco (Abies alba) vive, misto al faggio, in estese foreste nel versante nord orientale del Pollino, sopravvissute ai massicci tagli dei primi decenni del XX sec., habitat del rarissimo Picchio Nero, presenta pochi altri nuclei relitti nella provincia di Potenza.

L’Agrifoglio (Ilex aquifolium, detto “fruscio”, cioè rumore, forse per la consistenza coriacea delle foglie), nonostante sia generalmente ridotto a pochi esemplari sparsi nel sottobosco di cerro, forma in alcune zone piccole selve compatte spinose ed impenetrabili (il girone dantesco dei suicidi), relitti paesaggistici di epoca Terziaria.

Giovani esemplari di queste due specie vengono utilizzate dai Lucani delle montagne della Basilicata come “cima” nei riti arborei, mentre piccoli rami frondosi di abete vengono scambiati, offerti e utilizzati come ornamenti in occasione della festa della Madonna di Pollino, forse retaggio simbolico benaugurale della rinascita primaverile della vegetazione.
Lorica solareIl Pino Loricato (Pinus leucodermis), è un “fossile vivente” che in Italia vive solo nel Parco del Pollino, sui terreni più aridi e climaticamente difficili dagli 800 ai 2200 metri di quota. Proprio alle quote superiori, gli esemplari millenari, spettacolarmente contorti dagli accidenti climatici, formano un paesaggio unico in Italia. Biagio Longo, un emerito botanico di Laino Borgo nel Pollino, ispirato dalla somiglianza della corteccia di questi con la lorica (corazza) dei soldati romani delle rappresentazioni religiose della Passione di Cristo, per primo nel 1905 lo denominò “Loricato”. Lunghe schegge, ricavate dal legno di questa specie, venivano offerte come lumini votivi per la venerazione dei santi nelle chiese e nei santuari di montagna.

Infine il Tasso (Taxus baccata), del quale non c’è memoria di un utilizzo religioso, velenoso e raro, vive nascosto nell’ombra delle faggete più remote, alle quali conferisce un’atmosfera magica e arcaica.

sabato 5 maggio 2007

Commissariamento politico

La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) - Coordinamento territoriale di Associazioni, Movimenti, Comitati e Cittadini – dichiara la propria insoddisfazione per la nomina di Domenico Pappaterra a Commissario del Parco Nazionale del Pollino. Visti i risultati, non c’è più alcun dubbio che il Ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, nominando un esponente locale e non invece personalità esterne dotate di professionalità e capacità in campo della conservazione della natura– in questa occasione - ha ceduto alle pressioni e al ricatto delle Regioni, che ora dovranno esprimere, come pura formalità, il loro parere di rito. Ancora una volta si è operato nel segno della continuità con la disastrosa gestione Fino e giammai per l’auspicata discontinuità con il passato. Oltre a dare adito ad una “nuova” cattiva gestione del nuovo Ente, che nasce come frutto dei compromessi localistici a discapito delle comunità locali e dell’ambiente, tale vicenda evidenzia responsabilità che possono essere imputate alle rappresentanze istituzionali del partito dei Verdi nelle Regioni Basilicata e Calabria che sanciscono così il loro definitivo allontanamento dalle istanze provenienti dal territorio, dalle associazioni, dai movimenti e dai comitati, rimarcando così, assieme alla deriva del parco, anche il loro stato di solitudine. Ci dispiace constatare come l’appello portato avanti nei mesi scorsi dalle associazioni per mezzo della OLA sia diventato solo un pretesto per un cambio di poltrone che non garantirà per il Parco Nazionale del Pollino l’auspicato salto di qualità. L’attuale nomina non tiene infatti conto della condotta del neo-commissario durante la sua permanenza nelle passate gestioni dell’Ente ed in quanto assessore alla Regione Calabria distintosi, così come viene sottolineato sulla stampa locale, “per aver sostenuto l’ex presidente del Parco del Pollino Fino, per non aver mai assunto posizioni contrarie o critiche rispetto alla realizzazione dell’elettrodotto Laino-Rizziconi, sulla Centrale del Mercure, sul punto vendita al Santuario della Madonna delle Armi, sull’assurda riperimetrazione disegnata senza competenza che vorrebbe escludere aree di pregio come la Valle del Lao e quella del Mercure per consentire l’insediamento di impianti eolici, discariche, cave, centrali e cemento, solo per citare alcuni degli esempi”.

OLA - Organizzazione Lucana Ambientalista

Coordinamento territoriale di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini

Siteweb: www.olambientalista.it

E-mail: ola@olambientalista.it

domenica 29 aprile 2007

La pesante eredità di Fino

Il presidente del Parco Nazionale del Pollino, Francesco Fino sta finalmente per essere mandato a casa. La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) - Coordinamento territoriale di Associazioni, Movimenti, Comitati e Cittadini - attende adesso che il Ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio nomini un commissario ed amministratori del parco qualificati, all’altezza dei compiti e al di fuori della nomenclatura localistica “imposta” dalle Regioni. 

venerdì 16 febbraio 2007

Sciolto il consiglio direttivo

OLA BASILICATA: SCIOGLIMENTO DEL CONSIGLIO DIRETTIVO DEL PARCO, UNA VITTORIA DELLA SOCIETA’ CIVILE

L’avvio del procedimento di scioglimento del Consiglio Direttivo dell’Ente Parco Nazionale del Pollino, da parte del Ministero dell’Ambiente, è una prima vittoria della società civile Lucana e Calabrese che in tutti questi anni si è battuta contro la degenerazione amministrativa e il degrado ideologico dell’Ente, nonostante l’isolamento del mondo politico e amministrativo e della stampa del servizio pubblico.

martedì 9 gennaio 2007

Madonna di Costantinopoli - Papasidero

Noi Cittadini PAPASIDERESI ed Amici del patrimonio artistico e naturale di PAPASIDERO, accogliendo volentieri l'invito dell'Associazione nazionale ItaliaNostra che, nella persona del presidente nazionale Carlo Ripa di Meana, a cui va tutta la nostra riconoscenza ed affetto, ha manifestato grande attenzione alla situazione del nostro Santuario di S. Maria di Costantinopoli assieme allo storico d'arte Paolo Damiano Franzese, alla prof.ssa Teresa Liguori, consigliere nazionale di ItaliaNostra, al prof. Domenico Maio, presidente della sezione di ItaliaNostra di Fuscaldo, al Dr.Ugo Manco, presidente della sezione ItaliaNostra "Riviera dei Cedri", all’avv. Francesco Bevilacqua, giornalista ambientalista, al Prof. Saverio Napolitano socio della Deputazione della Storia Patria per la Calabria, al giornalista ed ambientalista Francesco Cirillo, al Movimento Ambientalisti del Tirreno, al Co.S.A. (Comitato Salute ed Ambiente) del Pollino, al GruppoArcheologico sez. Pollino, all’Associazione Guide Ufficiali del Parco del Pollino, allo staff di Mecenate.info rivista dei beni culturali, al WWF POLLINO CALABRESE, a Fare Verde Calabria, alla redazione di Arsetfuror, periodico nazionale di cultura artistica e di informazione ed altri ancora......

CHIEDIAMO

agli ENTI preposti che vengano prese tutte le iniziative consone e opportune per la tutela del Santuario di Santa Maria di Costantinopoli, gioiello da salvaguardare nel PARCO NAZIONALE DEL POLLINO, in un territorio che è interessato anche dal Sito di Importanza Comunitaria “Valle del Fiume Lao” oltre che dalla Zona di Protezione Speciale IT9310303, con particolare riguardo al ripristino:
1. della situazione originaria del CAMPANILE con la colorazione originaria riportata nella documentazione fotografica presente al link www.petizionexcostantinopoli.blogspot.com , dato che è quella riportata da tutte le testimonianze fotografiche, cartoline e libri riguardanti Papasidero, colorazione che da sempre abbiamo conosciuto ed a cui siamo affezionati;
2. della ROCCIA per la quale chiediamo la rimozione dei ganci metallici, del cemento o materiale sintetico che la rende di un colore artificiale, anche per permettere alle piante della macchia mediterranea di crescere nuovamente sulla rupe creando la cornice stupenda che rivogliamo.
Questo noi chiediamo dato che non è ammissibile cancellare col cemento o colorazioni non fedeli a quanto memorizzato da sempre nell’immaginario collettivo, il sapore di antico di un luogo che per la nostra comunità ha un significato molto profondo, in nome di una propria teoria di “restauro”.
Invitiamo infine i Calabresi e in generale quanti amano la Calabria innanzitutto a vegliare sul patrimonio storico artistico e naturale di questa terra stupenda e a sostenerci in questa civile battaglia culturale firmando, come stanno già facendo in molti da tutta Italia, la petizione online al link www.petizionexcostantinopoli.blogspot.com .

COMITATO CIVICO PER LA TUTELA DEL SANTUARIO DI S. MARIA DI COSTANTINOPOLI

giovedì 7 dicembre 2006

Un Presidente del Parco Pollino competente

VOGLIAMO UN PARCO CHE FUNZIONA, VOGLIAMO UN PRESIDENTE COMPETENTE


Lupi uccisi, bracconaggio, grifoni avvelenati, cervi fucilati, pini loricati bruciati, incendi, centri visita e punti informativi chiusi, centrali a biomassa, idroelettriche sul fiume Lao, eolico, strade di montagna asfaltate, recinzioni, spazzatura, cementificazione della montagna, sentieri senza segnaletica, mulattiere occupate dai rovi, turisti che si perdono e perdono la vita, rifugi di montagna abbandonati, teatri e gabinetti in montagna, servizi turistici inadeguati, emarginazione dell’associazionismo, emarginazione delle risorse intellettuali, emarginazione culturale delle nuove generazioni dai processi culturali: più che un parco sembra il bollettino di un territorio invaso dai nuovi barbari .


Per migliaia di cittadini il Pollino rappresenta già da tempo una, se non l’unica risorsa economica. Non è vero che il parco non funziona: i numero dei posti letto e ristorazione e la qualità dei servizi offerti dimostrano il contrario. Il Pollino è ormai meta consolidata per turisti provenienti non solo da tutte le regioni italiane, ma anche da molte nazioni europee ed extra europee. Tutto questo nonostante L’ENTE PARCO.


La causa del degrado culturale, etico e morale degli organi del parco è da imputarsi prevalentemente agli amministratori, troppo distratti ad inseguire interessi clientelari, politici e campanilistici a danno di una collettività che invece si dimostra vivace ed intelligente. Sembra che non sia di competenza dell’Ente Parco gestire e controllare il territorio, stimolare l’impiego di energie e risorse intellettuali per la tutela dell’ambiente e la fruizione eco-compatibile del territorio ma piuttosto spartire appalti e affidare consulenze ad amici e parenti. Non è possibile che per promuovere un prodotto tipico o per una consulenza si spenda più di quanto si spenda per salvaguardare il pino loricato, il lupo, l’aquila reale, la lontra, il fiume Lao o la vista sul Santuario della Madonna delle Armi. Questi beni straordinari sono e resteranno l’unico vero motivo per cui esiste il parco capace di invogliare migliaia di turisti a visitare il Pollino.


Le forze politiche lucane si chiedono oggi se il parco sia lucano oppure calabrese. A noi non ci interessa un parco “calabrese o lucano” ma un PARCO NAZIONALE degno di questo nome, che non sia l’ennesimo modello italiano nel mondo di inefficienza, burocratismo, clientelismo e sperpero di denaro. Siamo convinti che ogni sforzo debba essere fatto per raggiungere questo obiettivo. Servono amministratori competenti, sensibili, e disposti a lavorare con le comunità e nelle comunità e che abbiano nel curriculum la conoscenza del territorio e competenze in materia di aree protette. Diciamo basta con le chiacchiere e le sarabande politiche dei partiti, che parlano oggi del Pollino solo a fini elettorali.


Vogliamo da subito che l’Ente Parco e i suoi organi siano costituito da persone competenti, serie, impegnate e che non prevalga invece la loro appartenenza ad un partito o ad un campanile. Siamo convinti che il parco debba essere gestito con intelligenza e spirito creativo favorendo una armonica e duratura crescita del benessere materiale delle popolazioni locali.


Per questo chiediamo la nomina di un nuovo presidente dell’Ente Parco del Pollino che sia competente, in possesso di forti motivazioni ambientali e coerente con gli indirizzi del parco in grado di affermarsi anche a livello europeo per la fruizione dei valori ambientali. Solo in questo modo sarà possibile ridare dignità al parco e recuperare la credibilità delle comunità oggi mortificate da una gestione carente, inefficiente ed incapace.

Le Associazioni e i Movimenti che hanno aderito:
FARE VERDE COSENZA
IL RICCIO CASTROVILLARI
COMITATO SALUTE E AMBIENTE DEL POLLINO
MAP NO SCORIE TRISAIA
ARCA LUCANA PER LA LEGALITA’
COMITATO LUCANO PER ILCONTROLLO DELLE SCELTE ENERGETICHE
ITALIANOSTRA CALABRIA E SEZIONI DI COSENZA, CIRO’, CROTONE, FUSCALDO, SCALEA, VIBO VALENTIA, SIDERNO
ASSOTURISMO CONFESERCENTI BASILICATA
ACCADEMIA KRONOS BASILICATA
ITALIANOSTRA POTENZA
CENTRO STUDI E RICERCHE SULLE REALTA’ MERIDIONALI (CE.ST.RI.M.)
MOVIMENTO AMBIENTALISTA DEL TIRRENO
CENTRO DI ESPERIENZA PER L’EDUCAZIONE AMBIENTALE E LO SVILUPPO SOSTENIBILE CEA POLLINO
FALCONAUMANNI MATERA
ASSOCIAZIONE ITALIANA GUIDE ESCURSIONISTICHE AMBIENTALI COORDINAMENTO BASILICATA
FORUM AMBIENTALISTA CALABRIA
OSSERVATORIO INTERNAZIONALE PER LA TUTELA DEI DIRITTI DEI LUCANI NEL MONDO – ZURIGO
SCANZIAMO LE SCORIE
CICLONATURA BASILICATA
VOLTALACARTA DI VIGGIANELLO
ASSOCIAZIONE GUIDE UFFICIALI DEL PARCO NAZIONALE DEL POLLINO

giovedì 2 novembre 2006

Il Bluff dei Centri Visita

Senza essere esperti di Scienza delle Comunicazioni, credo non sia difficile per tutti noi capire a cosa dovrebbe servire o cosa ci aspetteremmo di trovare dentro un Centro Visita o un Punto Informativo di un Parco. Io mi aspetterei di trovare informazioni generali sul Parco e su tutto quanto è possibile vedere e visitare nel territorio e nelle sue immediate vicinanze.

A Sanseverino Lucano, appena entrati si possono vedere tre cose molto interessanti: 1) un plastico rappresentante un antico opificio ad acqua, sul modello di quello da poco restaurato a Mezzana; 2) un pannello che tratta del Brigantaggio; 3) un pannello dedicato alla festa della Madonna di Pollino.


Se si fa eccezione dell’impreciso e brutto plastico rappresentante il territorio del Parco, con questi tre elementi termina tutto ciò che riguarda il territorio di San Severino Lucano. Proseguendo la visita potrete, ad esempio, farvi un’idea di quanto possa essere vasto il territorio abitato da una Farfalla, che vive in quasi tutta l’Europa, tranne che nell’Italia del Sud. Proprio così, questa farfalla non vive neanche nel Parco Nazionale del Pollino. Ma con tutti gli insetti che abbiamo non si poteva scegliere, ad esempio, una bella e gigantesca Saturnia piry o una bella Papilio macao, così comuni nelle nostre campagne che avrebbero lasciato a bocca aperta il più smaliziato dei visitatori?

Continuando la visita, sembra che il tema portante del Centro Visite sia la Geologia: così potrete farvi una bella idea della storia della Terra dalla sua formazione ad oggi, con un bel campionario di rocce e di fossili. Se andiamo a vedere le rocce una per una, due sono dell’area tirrenica del Parco, in località che distano centinaia di km da San Severino e le altre vengono da tutto il mondo, compreso i due fossili di origine Nord Europea. Un fossile è un calco del famoso “Archeopterix”, l’anello di congiunzione evolutivo tra gli uccelli e i rettili. Se volete vedere “dal vivo” una sola delle cose contenute in questo “museo” tornate a casa e preparate le valige e partite per la Germania. Peccato, perché nel centro visite avreste potuto e dovuto trovare, sempre geologicamente parlando, materiali e informazioni su dove vedere: i “Pillows Lava” di Timpa delle Murge, le Ofioliti del Frido, Le Rudiste di Colle Impiso, L’elefante di Rotonda, La Lignite del Mercure, il Pesce Vela di Latronico, i banchi di argilla a molluschi di Viggianello, la curiosa bolla di lava di Monte Pelato. Magari avreste prolungato la vostra vacanza di qualche giorno “inseguendo” fossili. Ma la cosa più terribile e che non ci sia un solo pannello dedicato alla importantissima popolazione di Lontra del Fiume Peschiera, alle specie arboree comuni e rare del Bosco Magnano. Mentre nonostante gli interessi antropologici, nazionali ed internazionali, della Festa della Madonna del Pollino, questa sia relegata in un unico pannello quasi sottoforma di banale funzione decorativa. L’impressione è che qualcuno ci abbia rifilato una patacca, in cambio di svariati milioni (lire o euro fate voi), svendendoci allestimenti già pronti, per un Aula didattica da realizzare in Germania o in Polonia, tante è vera la loro “universalità”. Se ci spostiamo al Punto Informativo di Viggianello le cose non cambiano. I pannelli ci parlano di Carsismo, senza citare il bello esempio a pochi km in territorio nello stesso comune, di Piano Ruggio e della Sorgente del Mercure. Oppure si espongono in modo esemplare le formazioni rocciose dell’area orientale del Parco, da far pensare che forse questi pannelli avrebbero dovuto essere esposti a Civita o San Lorenzo Bellizzi. E poi per un errore del “Pony Express” sono giunti qui. La chicca più bella è il pannello sulle “Erosioni eoliche”: le più evidenti e “vicine” in Italia che potreste visitare sono in Tunisia. Non dimenticate poi di leggere il pannello che spiega i segni che le ultime glaciazioni hanno lasciato sul Pollino: tutti i toponimi sono in Inglese! Mi chiedo se sia lecito fare una fotocopia di una immagine da un libro in dotazione agli studenti delle Facoltà di Geologia, plastificarla e venderla all’Ente Parco come nuova!

Fermiamoci qua, tanto in generale, tutti i Centro Visita del Parco, sono all’insegna del vuoto spinto, compreso quello di Civita realizzato ex-novo a forma di castello Medioevale che rappresenta un’autentica aberrazione architettonica in un villaggio che medioevale non è mai stato.

In poche parole io chiedere indietro i soldi.

I Punti Parco dovrebbero essere affidati a Guide, Educatori ambientali, Cooperative, società che si avvalgono di quel capitale umano tanto caro al Presidente della Regione, capaci di dare informazioni e offrire servizi per il soggiorno nel Parco: prenotare un albergo, gite organizzate, souvenir, editoria, animazione culturale, ecc. ecc. Date una stanza vuota a chi è competente e provvederà a realizzare istallazioni che possano essere interessanti per i turisti. Invece il Pollino si distingue dal resto del mondo anche per questo: provate a chiedere al Punto informativo del Parco di Aieta da dove parte il sentiero per raggiungere a piedi Tortora, provate a chiedere al Punto informativo di Laino Borgo una carta dei sentieri della Valle del Lao, provate a chiedere a quello di Mormanno se è aperto il Rifugio Colle Ruggio, provate a chiedere a quello di Laino Castello se le guide Ufficiali del Parco organizzano visite guidate, provate a quello di Rotonda a chiedere dove bisogna andare per vedere da vicino un Lupo, provate a chiedere a Frascineto quante aquile ci sono sul Pollino ,provate a Francavilla sul Sinno dove si possono osservare gli aironi e la lontra, provate a chiedere se, a causa del carbonchio, c’erano rischi per gli escursionisti, provate, provate…

Non c’è turista che si lamenti di questi disservizi, ma sembra che questo non riguardi assolutamente le alte sfere dell’Ente.

Le cause di questo disservizio sono da imputare al fatto che si considerano questi spazi interessanti solo nel momento della loro realizzazione (appalti) e successivamente come spazi dove parcheggiare a turno LSU, VOLONTARI DEL SERVIZIO CIVILE, PROLOCO, ASSOCIAZIONI VARIE.