venerdì 4 dicembre 2009

Laino... odore di Grecia

Lungo un vecchio tratturo che collega Laino Borgo al Santuario della Madonna dello Spasimo, meglio conosciuto come Santuario delle Cappelle, mi sono imbattuto in una casa, semiabbandonata. Sopra una porta in pietra scorgo un affresco mal conservato.
Edicola di San Foca - Laino Borgo

Successivamente incontro un anziano signore, e al fine di raccogliere qualche informazione sull'origine dell'affresco gli chiedo come mai questa località si chiamasse San Foca.

E lui, teneramente mi risponde: "quando fa caudo qua se 'nfoca".

Trattengo a stento una risata, lo ringrazio e finisce qua.

E' evidente come si perda velocemente la memoria storica dei luoghi e dei toponimi.

Ma Laino è un frammento di Grecia che sopravvive in Italia, incastrato all'imbocco di una stretta valle. Terra di nessuno per secoli, dove si scontrarono bizantini e longobardi.

Laino Castello - San Teodoro
E così che a Laino Castello si venera San Teodoro, Legionario dell'Impero Romano in abiti militari, Santo di origine orientale, negletto dalla tradizione cattolica, nella vecchia Chiesa a lui dedicata, dalle evidenti architetture bizantine lasciata incustodita dopo l'esodo dei "lainari" fuggiti inseguendo il sogno del modernismo.

Allo stesso modo San Foca venerato ancora in Calabria, è retaggio di tradizione bizantina, protettore degli ortolani e dai morsi di serpente (evidentemente i primi erano molto soggetti a questo pericolo), rappresentato con un foglia di palma e un serpente. Nell'affresco, seppur molto danneggiato, è ancora evidente la foglia di Palma.

Laino Borgo

Ma Laino è nella Valle del Mercure-Lao, e qui nacque il Mercurion, comunità monastica, che offrì rifugio a migliaia di Monaci di tradizione Greco-Bizantina e tra i più importanti San Nilo da Rossano, fondatore della importante Abbazia di Grottaferrata vicino Roma.

Laino Borgo

Scendendo lungo il sentiero di San Foca si raggiunge Laino Borgo, all'inizio del paese si incontrano, due costruzioni, una chiesa e una casa, mentre nei pressi di Santa Maria "Lo Burgo" si può vedere una bella loggetta con colonne. Le immagini sono più che eloquenti, non hanno bisogno di esser commentate: si sente odore di Grecia.

Loggia - Grecità a Laino Borgo

Infine "lupus in fabula"
Laino: la greca

venerdì 2 ottobre 2009

Sarò Jena, Arpia, Sciacallo

Le Arpie, foto di Biagio De Minco

Sarò Jena
che divorerà il suo cuore,
o Arpia che artiglierà i suoi polsi.
Insoddisfatto,
m’accanirò sul suo corpo
come il peggiore degli Sciacalli
terminando il mio pasto
con i brandelli della sua carne putrescente,
seccata dal sole,
sparsa nel campo,
avvolta da nugoli di Mosche.

Con la bocca putrida
Colma delle sue viscere nauseabonde
tornerò da te, amore mio,
sazio del sangue del suo cuore
che spense il TUO cuore.

e mendicherò da te l’amore
che mi neghi
che da sempre, mi appartiene
che da sempre sarebbe stato mio
l’amore  che
lui ferì,
uccise,
violentò.
L'Arpia del Dolcedorme

mercoledì 23 settembre 2009

Centrale del Mercure: lettera ad un sindaco

Al dott. Roberto Giordano, Sindaco di Castelluccio Inferiore (PZ)

Sindaci precedenti, successivi, limitrofi, che potrebbero sentirsi (giustamente) chiamati in causa



Egregio Signor Sindaco


Le scrivo perché ritengo di chiarire meglio quanto ho espresso in occasione del convegno del 20 Settembre sulla Centrale a Biomasse da Lei organizzato.


Lei conosce le mie ragioni, sono un Operatore Turistico, i turisti vengono qui per vivere un ambiente pulito, diverso da quello che li circonda quotidianamente, ed io per difendere il mio lavoro, sono contrario all’apertura di questa Centrale. Le mie ragioni non fanno una piega mi pare. Se poi la Valle del Mercure dovesse effettivamente essere un’area a vocazione industriale con la possibilità di occupare migliaia di addetti in questo settore, capirei che sono stato io a sbagliare investimento. Chiuderei e andrei altrove o farei altro.



Sinceramente io Le auguro che la Centrale del Mercure, per il suo personale futuro politico non apra mai, perché l’impegno che sta spendendo a favore dell’Enel diventerà per Lei un boomerang.


Nel suo immaginario ha una visione nostalgica della centrale, di quando Castelluccio con il suo Villaggio Enel ospitava centinaia di dipendenti e le loro famiglie. Non ricordo esattamente i numeri, ma nel periodo più florido e a spese di soldi pubblici, cioè con l’Enel STATALIZZATA, pare che gli addetti alla centrale fossero almeno 300. Le ricordo che quell’ENEL non esiste più, oggi c’è una società privata ENEL SPA che conserva solo il nome di quell’azienda, che con le tasse dei cittadini italiani garantiva migliaia di posti lavoro che oggi ENEL SPA non ha nessun interesse a garantire.



Se i dipendenti erano 300, parliamo di 300 famiglie. Con una media (all’epoca) di 3 figli per famiglia parliamo di 900 giovani che sono cresciuti all’ombra della Centrale del Mercure e che abitavano maggiormente nel suo comune ma un po’ ovunque nella Valle.


A questi 900 giovani, Lei ed altri amministratori e politici che la pensano come LEI, a dispetto dell’ENEL SPA stessa, sta creando la falsa illusione che questa centrale potrà diventare una opportunità di lavoro. A questi numeri aggiunga tutti gli altri NON figli di dipendenti ENEL che avrebbero diritto come gli altri ad un posto di lavoro… all’Enel… a che cifre arriviamo? Me compreso!! Che non vedo loro di fare la fila davanti ad un ufficio di collocamento. E perché mai dovrei essere l’unico stupido con una partita IVA della Valle del Mercure


Cosa succederà se la centrale dovesse aprire? Queste migliaia di giovani, accompagnati da mamme e papà, verranno a chiederle della tanta “sbandierata” occupazione? E’ sicuro che potrà accontentarli tutti?


Ma dove sono questi giovani? A me pare che molti sono fuori, per lavoro e per studio. A me pare che molti di questi non sono stati con le mani in mano ad aspettare questa “grande occasione” ma si sono organizzati in proprio, hanno avviato attività, acquisito competenze e alcuni di loro con sacrificio hanno investito nella loro terra: senza l’aiuto della classe politico-sindacale spesso troppo cieca per seguire il “progresso” culturale della nostra società.


Lei è sicuro che tra il trasporto delle biomasse con camion e navi, ci saranno, spazi occupazionali per loro? Crede veramente che riusciremo ad attivare la coltivazione di biomasse? Crede davvero che un sistema di agricoltura così avanzato, ad alta tecnologia, possa inserirsi immediatamente nel Suo territorio ancor prima che la centrale apra?


Se veramente crede che la coltivazione di biomassa possa diventare una opportunità occupazionale, perché non ha organizzato un convegno con le aziende agricole e con tecnici del settore che potessero illustrarci le implicazioni tecnologiche per passare dal pascolo delle pecore o dalla coltivazione di ortaggi, alla coltivazione intensiva di pioppi, canapa, lino e non so quante altre piante (per la verità con risultati sempre non positivi, basta girare su internet).


L’ENEL SPA l’ha detto: loro le biomasse le comprano, mica le producono. Cosa ha fatto lei per convincere gli agricoltori a convertire le loro colture? O pensa che domani tornerà un suo parente emigrato da Milano e comincerà a farlo?


Mi chiedo come mai Enti come l’ALSIA, l’UNIVERSITA’ di BASILICATA, le COMUNITA’ MONTANE, non hanno avviato seri progetti sperimentali su questo tipo di coltivazione se questa potrebbe rappresentare una opportunità di sviluppo? Lei è a conoscenza di incentivi comunitari per la coltivazione di Biomasse? Ritiene che paesi con agricoltura ad alta industrializzazione come la Germania si sarebbero fatti perdere l’occasione di produrre energia coltivando Biomasse?


In questo senso il convegno è stato deludente, perché vi siete limitati a presentarci le solite ragioni dell’ENEL SPA e qualche frase ad effetto sul “che si potrebbe fare”. Diverso sarebbe stato se lei avesse invitato un agronomo che potesse dirci, numeri alla mano, quanto si spende per avviare una coltivazione di pioppi, quanti anni impiega ad entrare in produzione, quanto si incassa a fine anno e come si potrebbe “campare” nell’attesa del raccolto. Ma avrebbe potuto anche spiegarci che tipo di macchine bisogna acquistare per coltivare e lavorare le biomasse, quanto costa la loro manutenzione, e in quanti anni si recupera il capitale speso. Si perché se l’ENEL SPA non garantisce l’acquisto di biomassa per almeno 20 anni, cosa se ne fa un suo concittadino di una macchina cippatrice? Ci avrebbe spiegato anche che per avere una produzione continua negli anni di biomasse economicamente soddisfacente, bisogna avere una grande azienda dove a rotazione si raccoglie tutti gli anni… grande azienda, grandi investimenti, grandi capitali, grandi imprese, grandi società, cooperative, associazioni produttori... non mi pare che stiamo parlando della Valle del Mercure, non mi pare che facciamo in tempo per l’apertura della Centrale.



Glielo ho detto pubblicamente, mi sono quasi messo a piangere per lo zelo che ha speso per difendere il progetto dell’ENEL SPA, una società che pur di avere un certificato verde (“ecologico”) disboscherà foreste di mezza Europa e del mondo, creando povertà, fame e deserto, innescando quei processi migratori verso l’Italia che tanto osteggiamo.



Le ho chiesto come mai non ha speso lo stesso zelo, da sindaco e da cittadino di Castelluccio Inferiore per altre più importanti battaglie.


Mi riferisco in particolare ad un Ente Parco che da ormai 15 anni arranca alla mercè di amministratori incapaci. Lei come altri sindaci non ha risposto all’appello della società civile affinchè ad occupare la poltrona di Presidente del parco fosse una personalità di alto profilo culturale e competenza, che potesse avviare quei processi di valorizzazione delle nostre risorse naturalistiche e culturali.


E così il suo comune, come tutti gli altri, accumula gravi ritardi nello sviluppo ecoturistico, e, ahimè, tanti di quei suoi concittadini (appartenenti ai 900 su menzionati) hanno perso e vedono sempre più remota la possibilità occupazionale nel territorio.



Il suo comune, ad esempio, sarebbe potuto diventare capofila di un progetto per la valorizzazione turistica della Ferrovia Calabro Lucana, di cui ogni 2 anni si organizza un convegno, con consequenziale abbuffata, senza realizzare nulla. Si sarebbe potuto candidare un progetto per la realizzazione di un museo dell’ingegneria ferroviaria in uno dei tanti caselli ferroviari abbandonati valorizzando ad esempio un percorso turistico nella famosa galleria elicoidale, qualche cosa nello stile della “grande attrattiva” tipo il VOLO DELL’ANGELO delle Dolomiti Lucane, che ha prodotto un incremento del 20% di visitatori.



Avrebbe potuto, in occasione del MILLENARIO DI SAN NILO, agganciare il suo comune ai flussi turistico-religiosi tra Rossano e Grottaferrata, dato che la sua terra ha ospitato questo grande Santo Greco


Avrebbe potuto promuovere corsi di formazione, affinchè ragazzi di Castelluccio si avvicinassero alla pratica sportiva del rafting, dell’arrampicata, del deltaplano. Lo sa che sul Lao ci sono tanti “extracomunitari” che guidano i gommoni del rafting? E i suoi giovani concittadini che fanno, vanno a guardare?


Ma l’area di Castelluccio non è anche sede di interessanti ritrovamenti archeologici? Possibile che a Castelluccio non ci siano dei ragazzi appassionati di archeologia o laureati nel settore, che con un bel progetto finanziato dal Parco potrebbero avviare una campagna di scavi, di recupero e magari realizzare un parco archeologico per ospitare scuole e realizzare laboratori?



Possibile che Lei ritenga che i sui concittadini siano capaci unicamente di guidare camion e raccogliere ramaglie? Lei pensa che i giovani di Castelluccio sono come i Peones della Patagonia? A me pare diversamente, vedo tanti giovani, anche quelli meno scolarizzati che hanno voglia di fare: Fusion Festival, Kastcartuga… sono esperienze di organizzazione e animazione preziose che valorizzate possono dare grandi risultati.



Lei mi dirà… “ma quelli del Parco non fanno nulla!” e io le rispondo “ e cosa ha fatto allora Lei per scegliere il Presidente del Parco più idoneo e competente?” Si è fermato a verificare se fosse calabrese o lucano, il colore della tessera che aveva in tasca e quali altri “rapporti di forza clientelari” si potevano realizzare con gli altri sindaci? O magari anche la garanzia che questo presidente non avrebbe osteggiato L’ENEL SPA.



Lei mi dirà “perché gli altri sindaci cosa hanno fatto”? e io le rispondo “nulla, come LEI”.


Infatti dopo 15 anni il Parco, che ricordo è sotto il “controllo” diretto dei Sindaci, che possono mettere veti sui bilanci, osteggiare la designazione di Presidenti, direttori, consulenze, proporre idee, non ha realizzato ancora:



1. UN MUSEO DEL LUPO


2. UN MUSEO DELLA FERROVIA CALABRO LUCANA


3. UN PERCORSO CULTURALE SUI LUOGHI DI SAN NILO


4. UN CENTRO STUDIO E RICERCA DELLA LONTRA,


5. UN CENTRO OSSERVAZIONE DEI GRIFONI,


6. UN CENTRO DI DOCUMENTAZIONE DELLA STORIA E TRADIZIONE LOCALE


7. UNA BIBLIOTECA/ARCHIVIO,


8. UN CENTRO RECUPERO FAUNA SELVATICA,


9. MUSEO DEL PINO LORICATO,


10. UN MUSEO DEL CARSISMO,


11. UN MUSEO DELL’ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE


12. UN MUSEO DELLE MUSICHE E DEI STRUMENTI TRADIZIONALI


13. PERCORSI PER IL BIRDWATHING


14. SENTIERISTICA DIFFUSA


15. CENTRI INFORMAZIONI


16. UN MUSEO DELL’ACQUA


17. UNIVERSITA DEL TURISMO (se ne parlava anni fa per il villaggio ENEL di castelluccio)


18. MUSEO DELLA FLORA, ORTO BOTANICO, MUSEO DELLE ORCHIDEE


19. MUSEO DELLA FAUNA MINORE


20. MUSEO DEL PICCHIO NERO


21. MUSEO DEL BOSCO


22. PROGETTI DI BIOEDILIZIA


23. ANIMAZIONI CULTURALI


24. STABILIZZATO SAGRE ED EVENTI COERENTI CON IL TERRITORIO


25. Ecc ecc. ecc..



Ho usato la parola Museo, per semplificare, non per forza di museo bisogna parlare e non sono un museofilo.


Ma anche una bella OPERA D’ARTE di artista internazionale, agganciandosi al progetto ARTEPOLLINO della Regione Basilicata, che tanto si sta sforzando per rendere il nostro territorio più bello di quanto già non lo sia.



Provi a fare un gioco, aggiunga dei numeri, piccoli, di addetti e parliamo però di persone di altro profilo professionale, cioè quei tanto rimpianti “cervelli” che fuggono dalla nostra terra, e veda quanta gente potrebbe lavorare a questi miei “suggerimenti”. E stiamo parlando di “giovani” che attivando queste realtà a loro volta creerebbero indotto nei servizi connessi: agriturismi, guide, alberghi, agenzie viaggi, souvenir, prodotti agricoli, artigianato, bar… altro che i 112 caffè al giorno che potrebbero consumare i camionisti.


Colgo l’occasione per dire a Lei, e ai suoi colleghi, che affinchè queste cose funzionino bisogna impegnare giovani competenti e non i soliti amici degli amici, che rispecchiano fedelmente il colore politico della compagine amministrativa del Parco se si vuole evitare l’ennesimo fallimento. Quindi cominciate a chiedere ai vostri archeologi, naturalisti, biologi, ingegneri, veterinari, sociologi, storici, ecc. che idee hanno per il vostro territorio e candidate i loro progetti, con più zelo di quanto fino ad adesso abbia fatto per l’ENEL SPA.



Chiaramente i miei suggerimenti sono gratuiti, perché io appartengo a quei “giovani” ormai invecchiati, che potevano lavorare in uno di questi progetti elencati, ma che purtroppo non sono mai stati realizzati o (peggio) mai PENSATI, tanto era la nostra classe politica impegnata a scervellarsi su come aprire la Centrale del Mercure… ma se sapevo che Lei e i suoi colleghi eravate in tutte altre faccende affaccendati era meglio che emigravo come tutti gli altri… in attesa che mi si chiedesse di tornare per raccogliere biomasse.



Concludo ricordandole che mi auguro che la centrale non apra mai, altrimenti i suoi concittadini quando riceveranno la sua chiamata a raccogliere biomasse le risponderanno : NO GRAZIE, RACCOGLILE TU PER NOI!


lunedì 3 agosto 2009

CENTRALE DEL MERCURE: QUA NON APRE NIENTE NESSUNO!

Alcune precisazioni sulla Conferenza dei Servizi della Provincia di Cosenza:

1) La Conferenza dei Servizi della Provincia di Cosenza si è chiusa il 31 luglio. Darà con ogni probabilità ed evidenza parere positivo, visto anche il solito atteggiamento ossequioso e subalterno nei confronti di ENEL, ma, al momento non è stato espresso alcun parere.

2) Il parere del Comune di Laino B. è stato espresso dall'arch. Cantisani, responsabile dell'Ufficio tecnico, senza alcuna delega, nè del Sindaco nè di altri. E' dunque da considerare opinione strettamente personale. Ricordo che in altre Conferenze dei Servizi, diversi pareri di Enti locali non sono stati ritenuti validi in quanto il loro Rappresentante era stato delegato solo dalla Giunta e non dal Consiglio Comunale. Figuriamoci... Per Laino B. è perciò da ritenere valido il parere NON FAVOREVOLE espresso nella precedente seduta della Conferenza. Diverse valutazioni saranno contestate in sede opportuna. NON ABBIAMO NESSUNA VOGLIA NE' DI SCHERZARE NE' DI ESSERE PRESI IN GIRO.

3) Non dimentichiamo, comunque, che il parere della Provincia di Cosenza, checché ne dicano gli amici dell'ENEL, non sbloccherà un bel nulla perchè la vicenda non è di competenza dell'Ente Provincia, come non avremo difficoltà a dimostrare nelle sedi giudiziarie competenti, non appena dovesse essere espresso il parere positivo.

4) L'iter autorizzativo è, in ogni caso, ancora ben lungi dall'essere completato e non potrà esserlo semplicemente perchè va contro le normative vigenti, nazionali e comunitarie, come eventualmente dimostreremo anche questa volta in sede giudiziaria. Quando le norme del diritto saranno sancite, eventualmente dai Tribunali di ogni ordine e grado, chi avesse dato pareri contro legge, dovrà trarne le obbligate conseguenze, non potendo appigliarsi ad alibi di sorta, visto le innumerevoli volte nelle quali abbiamo esplicitato verbalmente e per iscritto le nostre argomentazioni.

ALTRI PUNTI DA MEDITARE E DIFFONDERE
a) Se l'aspetto tecnico è lungi dall'essere concluso, quello politico è più chiaramente delineato. Un Presidente del Parco che delega agli Uffici, scavalcando il Consiglio Direttivo, una scelta fondamentale, assolutamente di politica gestionale, è, con ogni evidenza, del tutto inadeguato al ruolo. Le dimissioni diventano scelta obbligata e sono state già ampiamente richieste ufficialmente da Associazioni e Comitati locali e nazionali. La stampa ne ha già diffusamente parlato (V. Calabria Ora di oggi, 1 agosto, e Quotidiano di ieri) e molto ancora ne parlerà.

b) Lo scandaloso andamento della Conferenza dei Servizi e l'incredibile comportamento del Parco ha avuto però anche il merito di mobilitare, come dicevo, Associazioni, Comitati e, soprattutto la popolazione dell'area interessata. La durissima presa di posizione del WWF nazionale, tra l'altro, con l'impegno a dare un seguito legale alla vicenda, eventualmente anche fino alla Corte Europea, è un fatto di grande importanza. Ovviamente la linea del ricorso alla Magistratura sarà seguita anche da noi "locali". Certo che i rappresentanti nel Parco delle Associazioni ambientaliste non possono essere accusati di eccesso di attivismo. Speriamo in un loro immediato "risveglio"...

c) La forte presa di posizione del Sindaco di Rotonda, Giovanni Pandolfi, certo non nuova ma nuovamente argomentata, e di quello, neoeletto, di Viggianello, Antonio Fiore, dà un importante contributo"istituzionale" alla vertenza ambientale. E' difficile imporre tutto, ma proprio tutto, quando i padroni di casa ed i loro Rappresentanti sono convinti e determinati a non mollare.

d) Sono già in atto numerose iniziative di informazione e mobilitazione (petizioni, gruppi su Facebook, stampa, TV, ecc. ecc.) per continuare una battaglia che ci vede impegnati da oltre 6 anni e che ha attraversato momenti ben più difficili.

e) Continuerà a non essere nè semplice nè breve, ma l'impressione generale è che ENEL & Compari debbano spolpare ancora parecchi ossi (duri) prima di riuscire ad aprire quello scandalo che è la Centrale del Mercure.
E se anche ci riuscissero ( e ne dubitiamo in parecchi) noi continueremo a difendere, SALUTE, OCCUPAZIONE, LEGALITA' per e con le popolazioni del territorio.
LA SITUAZIONE E’ GRIGIA (per ENEL :-)
1 agosto 2009

A cura del Forum della Associazioni
contro la riapertura della Centrale del Mercure

giovedì 25 giugno 2009

L'ultimo caso dell'Ispettore Joe



Il caso sembrava semplice...
morte presunta ore 01,00 del 25 giugno
La trappola, modello svizzero, era scattata, ma poteva anche non essere mai stata attivata (reperto B)
il formaggio intatto (reperto C)
nessuna macchia di sangue
nessun trauma
In questi giorni ai gatti era interdetto l'ingresso in casa a causa di una infezione alla pelle.
Il corpo esamine rivolto nella direzione opposta alla trappola, quindi poteva anche essere vivo quando la trappola era scattata (reperto A)
causa del decesso probabilmente un infarto forse provocato dalla scatto
Nessun collegamento certo tra l'avvenuta morte e la trappola.
nessun testimone
nessun parente, il soggetto viveva solo a casa.

L'ultimo caso dell'Ispettore Joe - foto A

domenica 14 giugno 2009

Lycantropofagogamia


Quando attraverso le tue strade
Sento il tuo odore
Sento l'odore del tuo mondo
Dei tuoi boschi
La polvere della tua terra mi entra nelle narici
Mi secca la bocca
Mi secca la saliva
saliva che scende pensando al sapore della tua pelle
E pensando alla tua carne che i miei visceri si contorcono
I miei muscoli diventano rigidi e turgidi
Tremano al solo pensiero che tu mi possa essere vicino
Quando penso al sapore della tua bocca
Della tua saliva
L’odore del tuo fiato
La pelle si tende e i peli diventano ispidi come spine
Ma oggi mi braccano
Non sono cacciatore, sono preda
non posso cercarti, devo fuggire!

AUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUU

Clip to hungry like the wolf

sabato 13 giugno 2009

Paolo ha fottuto l'Angelo della Morte!!!

Paolo deve aver pensato "oggi vi fotto tutti!".

Mentre tutta la popolazione era impegnata ai sacrifici per il grande rito della primavera, è andato come tutti a messa. Poi mentre tutti si preparavano per il grande corteo, se nè andato. nessuno se ne è accorto. Tanto nessuno si sarebbe preoccupato o accorto della sua mancanza.

E così ha fottuto tutti!

Ha fottuto anche l'ANGELO DELLA MORTE, che chissà da quanto tempo lo seguiva, e che in quelle occasioni di festa più di una volta aveva approfittato di qualche piccolo bottino prematuro: qualche distrazione, qualche eccesso, qualche incidente. Insomma qualche extra!

E così mentre l'Angelo della Morte si aggira tra la gente, Paolo parcheggia la sua amica più fidata, la vecchia Vespetta, e... la sua anima vola e scivola nell'acqua del fiume: L'Angelo della Morte non potrà afferrarla!

sabato 30 maggio 2009

Ascensione, Lagane e Latte di Capra

Lagane con Latte di CapraA Rotonda alla vigilia del Giorno dell'Ascensione di Gesù, le frastagliate vie che capillarmente raggiungevano le campagne erano affollate da un andirivieni di persone.
Donne, uomini, bambini, chi da solo, chi in compagnia. Alcuni partivano soli e si riunivano lungo la via con conoscenti, altri partivano in compagnia e si separavano ad una delle tante ramificazioni.
Raggiungevano le case nelle campagne, quelle di coloro che allevavano le capre: parenti, amici, conoscenti o semplicemente la prima casa possibile o la piu lontana o quella di qualcuno con cui si poteva riscattare una vecchia cortesia, una "obbligazione".
Il motivo di questa migrazione era una bottiglia (o una lanceddra) di latte di capra, che i campagnoli, per tradizione, devozione, obbligazione, cortesia dovevano concedere senza nulla pretendere in cambio, agli abitanti dell'Urbe.

Questo gesto era una sorta di rivincita sulla arroganza dei paesani, che falsamente pensavano di essere autosufficienti, di avere un tenore di vita e uno status sociale superiore a quello degli abitanti di "fora". Una sorta di mendicazione rituale, dove i gesti forti dei contadini potevano, annichilire la presunzione dei "paesani" che nella piazza del paese al mercato si erano presi gioco delle loro scarpe sporche di terra o dei loro piedi scalzi.

Cosi la mattina presto del giorno dell'Ascensione di Gesù, le donne del paese preparavano le tagliatelle di sola farina, senza uova. Una volta pronte, in una pentola si metteva a bollire una mezza parte di acqua e una mezza parte di latte di capra. Una volta in ebollizione si buttavano dentro le tagliatelle e si servivano a tavola.
Il profumo forte del latte di capra non a tutti era gradito, ma in questo modo il giorno dell'Ascensione si ricordava per tutto l'anno e ci si riprometteva l'anno dopo di andare a mendicare il latte da un'altro contadino, più gentile, che magari gli avrebbe regalato anche un pò di formaggio e che sicuramente aveva un latte migliore...

giovedì 14 maggio 2009

Cervi e Guide: cornuti e mazziati

Ricordate il mio post del il 28 November 2004 che esordiva con "Siamo le Guide Ufficiali del Parco Nazionale più grande d’Europa e aggiungerei anche le Guide Ufficiali più ignoranti del Mondo..."

Mi dispiace per l'accostamento del lupo a questa triste considerazione, citato nel proverbio "il lupo perde il pelo ma non il vizio", ma la realtà non è cambiata.

Grifone

Qualche mese fa incontro un ambientalista che sta nel Consiglio Direttivo del Parco e mi fa "ma hanno liberato i Grifoni?" ed io rispondo "che ne so io? lo chiedi a me?". Dovrebbe essere lui (in quanto membro della massima autorità nel Parco) a saperlo e sempre lui a farcelo sapere a noi in quanto "addetti ai lavori" e farlo sapere a tutti cittadini e non del Parco.

Suppongo da questo breve scambio di battute che la liberazione è avvenuta.

Cervo Maschio
Altro episodio, recentissimo: vengo invitato da "Oro Verde" tramite Facebook a promuovere la visita turistica a Viggianello, con pranzo al ristorante a base di funghi e osservazione dei cervi nell'area faunistica adiacente al Paese.
Io: "i cervi? quali cervi?" -
Oro Verde: "ci sono tre cervi nel recinto"
Io: "da quando?"
Oro Verde: "da almeno un anno! ma come non lo sai?"
Amara risposta ironica la mia: "io sono una guida... mica devo sapere queste cose!"

Centrale Idroelettrica Mercure - F.lli Tancredi

Ormai la stagione delle gite scolastiche volge al termine... ma se un anno fa ce lo avessero detto, chissà, tanto per cominciare, forse una decina di gruppi organizzati saremmo riusciti a portarli.
I programmi bisogna prepararli per tempo e sopratutto quanto il tempo non è buono, una meta in bassa quota è l'ideale: La sorgente del Mercure, La vecchia centrale idroelettrica, Viggianello centro storico, Passeggiata nella "villa", l'alta Valle del Mercure che in inverno e così verde da sembrare l'Irlanda e i cervi, come ciliegina sulla torta, non sarebbe stata male come offerta turistica

Chiusa del Mercure

Quasi quasi domani, quando arriva la scuola a Campotenese, armato di pistola, con due bambini in ostaggio, dirotto il pullman a Viggianello, così usciamo sui giornali e riusciamo in un sole 24 ore a fare la promozione turistica che in un anno (nonostante questa opportunità) il Parco e il Comune non sono stati capaci di fare, anzi no, NON SANNO CHE ANDREBBE FATTA, così impegnati a fare altro.
Anche perchè, riflettendoci bene, a cosa serve questo recinto? Quali obiettivi scientifici avrebbe? Nessuno, se non quello di "speculazione turistica".

Viggianellesi, cittadini del parco, reagite, porca miseria REAGITE!

Mercure Verde: l'Irlanda del Sud

venerdì 24 aprile 2009

Windsurfing sul Pollino: senza autorizzazione dell'Ente Parco

In genere chi vuole avvistare un rapace volge lo sguardo alto sull'orizzonte, sul profilo delle colline, tra le nubi alte. Invece sorprendentemente, come la vela di un windsurf, ecco che all'improvvisso appare tra le onde verdi del grano di primavera una vela bianca, con la punta nera, quasi sembra voglia tuffarsi in profondita, nascondendosi dietro le irregolarita del terreno e solo raramente, come spinta dalla forza del vento che provoca le onde si innalza nel cielo.

Non è un windsurf è l'Albanella reale!
Albanella reale (maschio) - Circus cyaneus

Questa specie (Circus cyaneus) che deve il suo nome al colore nettamente bianco delle ali (tranne le punte) e del dorso del maschio è una specie che abbiamo la fortuna di incontrare unicamente durante la sua migrazione dall'Africa verso il nord Europa. La femmina si riconosce, in quanto simile per colorazione agli altri rapaci piu comuni, dal groppone bianco attaccato alla coda.

Il suo ambiente naturale sono le praterie. L'espansione dei pascoli e della coltura dei cereali se inizialmente ne ha favorito la diffusione, con la meccanizzazione e la chimica ne ha provocato una forte rarefazione per la distruzione dei nidi e l'avvelenamento.
Mi era gia capitato di vederla altre volte fugacemente alle Serrette di Viggianello, questa volta invece ho potuto osservarla a lungo, insieme alla sua compagna di viaggio.
Albanella reale (femmina) - Circus cyaneus


PS: L'Ente Parco continua a non comunicare ai suoi cittadini e addetti al settore informazioni sullo stato dell'ambiente. Ad esempio per la seconda volta sono stati liberati i grifoni. Lo sapevate? Immaginate non l'hanno detto neanche a me che sono guida. Tra l'altro pare che le battute di caccia al cinghiale sono cominciate, lo sapevate? No? State bene attenti a non nascondervi nelle macchie per pisciare potrebbero impallinarvi.
Se L'Ente Parco ha maggiori informazioni su questa specie... HA HA HA!

mercoledì 11 marzo 2009

Un Bacio

Mentre fotografavo questi alberi, quasi tutti i ragazzi hanno detto "un albero con un buco sopra e uno sotto", che oltre ad essere non proprio pertinente come osservazione è alquanto banale come astrazione.
Solo una ha detto "un bacio!": io credo che quella ragazza farà tanta strada...

domenica 22 febbraio 2009

La Quercia di Ester





La Quercia di Ester

Inserito originariamente da Pollino Kombat


Mentre fotografavo questa Quercia ultracentenaria con i rami coperti a sua volta di foreste di felci e muschio è passato un personaggio conosciuto come il "Tenente Colombo, sez. omicidi" di Viggianello e mi fa:
"casa fà?"
ed io "ama tajja!",
e lui "picchi?"
ed io "pi linna"
e lui "ma a Forestale mica ta fa tajjà!"
... la naturalezza con cui ha accolto la notizia che l'avremmo tagliata e qualcosa di cui si può solo sorridere amaramente...

lunedì 9 febbraio 2009

Brienza: sepolto vivo l'Arcangelo Michele


Brienza - città che fu Longobarda
Dove sono arrivati i Longobardi è arrivato il culto di San Michele.
Dov'è arrivato San Michele c'è sempre una grotta dell'Angelo. Dove c'è una grotta dell'Angelo spesso ci sono anche tracce di affreschi o graffiti
A Brienza la grotta c'è. Ma tranquilli non c'è nessun rischio, l'Angelo l'hanno sepolto vivo con i rifiuti della ditta che sta facendo i lavori di restauro del Castello.

mercoledì 7 gennaio 2009

Se questo è un Parco Nazionale


Inutile, non ci siamo. Si continua a dire che bisogna tutelare l'ambiente, sviluppare il turismo. E poi si taglia, si ara, si cementa.
E i turisti? i turisti fanno lo slalom tra le cazzate dei nostri amministratori.

Le foto durante una escursione a Bosco Magnano, Riserva Naturale, Parco Nazionale del Pollino



Inverno 2009

Inverno 2009