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domenica 14 gennaio 2024

Orfani di Pappaterra?

Pappaterra se ne va in silenzio... nel silenzio. Come tutti noi del resto

Basilicata addio
Ci è stata comunicata, con estrema freddezza burocratica e silenzio politico, la rimozione del Presidente Pappaterra dal suo ruolo di guida del mio amato Parco. In questa circostanza, desidero esprimere la mia sincera solidarietà e comprensione per la sua situazione. Posso immaginare quanto debba essere difficile accettare una decisione simile dopo oltre 15 anni di dedizione alla tutela e alla valorizzazione del prezioso patrimonio naturalistico del Pollino.

martedì 13 marzo 2012

Palermizziamoci tutti!

Palermo

Tutti conosciamo il profilo del Duomo di Milano, della torre di Pisa, del Colosseo ma siamo smarriti davanti all'immagine della Cattedrale di Palermo, di Bari... Ci hanno negato in questi 150 anni la conoscenza dell'Italia delle NOSTRE capitali... e siamo fuggiti verso nord pensando che solo il nord fosse sede di cultura, di architettura... Nessuno ci ha mai detto "vai a Palermo"... tranne mio padre. 



Lo dico senza NOSTALGIE NEOBORBONICHE... Ma un sud gestito da una classe politica non ignorante non costruirebbe case sulle spiagge, fabbricati industriali dentro l'Orto Botanico, non metterebbe cartelli sopra la facciata di una cattedrale... ma orgoglioso del suo patrimonio ne promuoverebbe la conoscenza e investirebbe sulla sua manutenzione.
Una classe politica avveduta capirebbe che la TAV sarà l'ennessima sottrazione di risorse al nostro vivere civile.

A noi la TAV non ci serve, ci serve riacquisire la centralità del nostro vivere non come periferia di un Nord Italia o Nord Europa, ma come se fossimo NELLO STESSO PAESE!  

BariE' più facile che ognuno di noi sia amico di qualcuno che vive a nord di Roma piuttosto che con qualcuno che vive a Sud di Napoli.
A noi ci serve che muoversi tra Bari, Napoli, Catania, Palermo, Reggio Calabria sia la cosa più facile di questo mondo. Ci serve che andare a vedere un concerto a Palermo, sia più facile che andarlo a vedere a Milano. A noi ci serve che i Pink Floyd suonino anche a Catania e non solo a Venezia. A noi ci serve che mangiare una granita sulle spiagge delle Eolie sia più facile che mangiare un gelato all'Isola d'Elba.

A noi ci serve, non essere caparbiamente campanilisti e terroni, ma vivere la nostra Terronia da cittadini e non da emarginati.

A noi la TAV NON SERVE, a noi serve PALERMIZZARCI! 

PALERMIZZIAMOCI TUTTI!!!



PALERMO

domenica 27 luglio 2008

Sono stanco!

Le falesie del Devon
Così mi disse un vecchio, magro e rugoso, dai capelli bianchi, mentre ce ne stavamo seduti a guardare il mare e a chiacchierare di questo mondo nuovo che avanza, a Berry Head in Devon, UK. Stanco di cosa? Stanco di vivere? Stanco per averne viste già troppe di stronzate a questo mondo? Stanco di aspettare, impotente, la fine? E se il mondo va come va ed io posso solo stare a guardare aspettando la mia fine, che ci sto a fare? era questo il senso del suo "sono stanco"? Forse la storia del vecchio contadino lucano di 103 anni a Firenze è la prosecuzione ideale di quella del vecchio Inglese...


Dalla Repubblica

Tenta il suicidio a 103 anni "Volevo morire, mi sono stufato"

FIRENZE - Ha vissuto due guerre, non ha più accanto gran parte delle persone a cui voleva bene, ha lavorato a lungo e ha le mani callose perché adesso vive a Firenze ma in passato ha fatto il contadino in Basilicata, a San Fele, in provincia di Potenza. In vecchiaia, s'è rotto le scatole e ha deciso di farla finita. A 103 anni. E s'è buttato nell'Arno. Niente da fare, l'hano salvato. Gli tocca andare avanti.

Ha tentato il suicidio nella tarda mattinata di un sabato di mezza estate. Ha preso l'autobus, è arrivato nel luogo prescelto, e si è gettato in acqua all'altezza della passerella dell'Isolotto alle Cascine. Però, proprio in quel momento, passavano di lì due poliziotti a cavallo, in servizio di controllo nello storico parco cittadino. L'hanno visto, hanno lasciato i cavalli sull'argine e si sono lanciati in acqua. Dal loro punto di vista, non potevano fare altrimenti. Sono riusciti a raggiungere l'uomo, e l'hanno trascinato a riva.

Lui, il suicida mancato, ha fatto quel che ha fatto perché convinto di volerlo fare. Non è stato né un incidente né un raptus di demenza senile. E' lucidissimo, e l'ha ammesso: "Sì, è vero, mi sono buttato in Arno perché volevo morire. Non voglio più campare, sono stufo". Ai soccorritori, e ai molti curiosi accorsi durante il salvataggio, ha parlato con un filo di voce. "Mi sono buttato parandomi il volto con un braccio - ha spiegato - credevo di morire subito, e invece quando ho riaperto gli occhi ho visto intorno a me tante persone".

L'uomo, che non ha subito particolari conseguenze dal gesto, è stato comunque ricoverato in via precauzionale presso l'ospedale di Santa Maria Nuova. Probabilmente, dopo 103 anni, si rimetterà in sesto anche stavolta. E tornerà dov'è vissuto fino a oggi, in una struttura delle Suore Figlie delle Sacre Stigmate di via del Podestà. Nel convento lì accanto c'è sua figlia, suora.

Stupore nell'istituto dove vive. La madre superiora, suor Elisabetta, lo descrive come "una persona che non ha mai dato problemi, attiva, piena di spirito, legge tantissimo. E' autosufficiente e libero di muoversi e fare come vuole". Ogni anno, l'8 gennaio, nella casa di riposo si festeggia il suo compleanno. Così fu anche tre anni fa per la festa dei 100 anni, che vide radunati anche i due figli maschi più alcuni nipoti e pronipoti. Venne festeggiato come una specie di eroe, capace di superare un traguardo ambito. Oggi, invece, il salto nel fiume. Non gli resta che armarsi di pazienza. Tanto, prima o poi, deve finire per forza.

GIuseppe Cosenza

(26 luglio 2008)

venerdì 18 luglio 2008

Massive Attack & Pollino Kombat

Cosa c'entra un gruppo rock (o meglio Trip-Hop) con il Pollino e con questo Blog. C'entra c'entra!
Intanto perchè un pò di buona musica non guasta mai, e, ad essere buona lo è, anzi è eccellente!
Giovedì 17 all'Arena Flegrea ho assistito al loro concerto, preceduto da quello degli Almamegretta con Raiz. E poi l'Arena Flegrea stessa una struttura suggestiva e ben costruita non il solito campo di calcio preso a prestito.
Ma ancora non vi ho convinto: "cosa c'entra?", insisterete!
C'entra anche perchè è musica.... "KOMBAT", è anche musica di impegno politico. Il concerto della Band per tutta la serata è stato accompagnato da effetti luce eccezionali, mozzafiato, artisticamente notevoli e durante molti pezzi scorrevano parole, immagini, frasi citazioni (la più bella di Mandela!)
Una di queste diceva:
LE FORESTE PRECEDONO I POPOLI, IL DESERTO LI SEGUE! (Chateaubriand)


A questo punto, a parte dirvi che è stato un bel concerto (anche se per gli amanti del genere), capirete perchè "c'entra": è musica "KOMBAT", è stato un concerto "KOMBAT", è una band che POLLINO KOMBAT vi consiglia di ascoltare.

martedì 21 ottobre 2003

No al Nucleare! Sempre e Ovunque

I rifiuti nucleari sono il nodo al pettine di chi vuole riaprire le centrali in Italia. E' la volta di discutere di un problema energetico ben più ampio.

Grazie ad un referendum popolare, qualche decina di anni fa l'Italia fermo' i progetti in corso di costruzione di alcune centrali nucleari.

Nonostante cio' decine di migliaia di metri cubi di materiale radioattio vennero prodotti. Si tratta di una quantita' "esigua" se si pensa che in Italia nessuna centrale nucleare in tutti questi anni ha realmente prodotto corrente elettrica.

Quindi, se vogliamo, la questione di dove e come stoccare questo materiale e' solo "un problemino". Questa "ridotta" quantita' di scorie e' assolutamente insignificante rispetto a quello che sarebbe stato se fossimo una potenza nucleare.

Cosa sarebbe successo se le centrali fossero state attive?

Quanti metri cubi avremmo dovuto stoccare in Basilicata o in altre localita' italiane? Il nostro paese e' densamente abitato, il "mare nostrum" non e' solo "nostrum", non abbiamo Siberie, Sahara o Mururoe da usare come pattumiere del nostro sviluppo.

La questione Basilicata e' un nodo che viene al pettine di chi in questi anni ha affermato che la scelta del Referendum fu "emotiva" e "sbagliata". Non abbiamo "Sbagliato": non volevamo il nucleare allora, e non dobbiamo volerlo ne ora e ne mai!

La scelta dei siti per lo stoccaggio di questi rifiuti cade ovviamente su localita' dalla bassa densita' abitativa, dalla scarsa capacita' delle popolazioni locali di opporsi, dalla non affinita' politica dei governi locali con quelli centrali (per dirla tutta "Siamo Comunisti").

Bisogna dire no ai rifiuti, ma affermare con forza il NO AL NUCLEARE come fonta di energia alternativa.

I rifiuti nucleari hanno un tempo di vita di migliaia di anni. Forse vogliono allentare la morsa della disoccupazione, assicurando ai meridionali, lavoro come guardiano della morte per tutto questo tempo?

Che ne sara, di questi depositi fra 100 o 1000 anni? In America stanno studiando in che modo, tra 5 mila anni o piu', una civilta' con lingua e cultura diversa dalla nostra (e non per forza piu' evoluta) potra' leggere in modo chiaro le indicazioni di estrema pericolosita'poste sui contenitori di materiale radioattivo.

Tutte le forze politiche, sociali e sindacali devono dire NO AL NUCLEARE, senza ipocrisie, perche' non esiste popolazione al mondo che debba accollarsi l'onere di pagare i danni di uno sviluppo pericoloso all'uomo e all'ambiente.

Non ci devono essere "SI AL NUCLEARE, MA NON A CASA MIA"!

NO agli ipocriti che adesso cavalcano la tigre della protesta.

NO AL NUCLEARE SEMPRE E OVUNQUE

martedì 14 ottobre 2003

Pollino: nuovo consiglio direttivo (2003)

Si era parlato di un grande scontro politico ai vertici del Parco: invece è andato tutto per il "meglio". Soddisfazione in Calabria e soprattutto in Basilicata.

Si è insediato il nuovo Consiglio Direttivo dell’Ente Parco Nazionale del Pollino, nominato con un decreto del 14 ottobre 2003 dal Ministro dell’Ambiente, On. Altero Matteoli, dice il comunicato stampa dell’Ente Parco del Pollino.
Per chi non se lo ricordasse, il 6 novembre del 2001 era stato nominato Commissario l’On. Fino di Alleanza Nazionale, con grande dispiacere degli ex-amministratori, soprattutto Lucani e di centrosinistra che avevano minacciato ricorsi e battaglie, ma infine non si è capito se abbiano rinunciato o se abbiano “perso”. Nel Frattempo On. Fino è diventato Presidente del Parco ma nei comunicati stampa continua a conservare il titolo di "Onorevole", suppongo per ricordare a tutti che si tratta di una fase “temporanea” di gestione politica alla quale dovrà seguire, una volta sistemato tutto, una di carattere più istituzionale.

Il comunicato stampa del 25 febbraio 2004 ci annuncia l’insediamento del nuovo Consiglio Direttivo, con tanto di nomi dei componenti ma senza accennare minimamente al profilo politico-curriculare che hanno motivato le nomine delle personalità incaricate.
Per cui molti nomi restano alquanto sconosciuti alla maggioranza dei cittadini del Parco più grande d’Europa. Evidentemente la fretta di annunciare il lieto evento non ha permesso, alla ricca task-force di addetti stampa e alla comunicazione del Parco, di arricchire il comunicato.
Cercherò con il presente articolo di fornire ai lettori qualche informazione in più, che saranno comunque lacunose e accoglierò volentieri osservazioni e integrazioni che ovviamente contengano elementi di riscontro reale.

La comunità del Parco, formata dai Sindaci dei Comuni del Parco, ha designato, Vincenzo Bruno (Sindaco di San Sosti, DS), Gennaro Marsiglia (Sindaco del Comune di Aieta, centrosinistra), Domenico Mauro (Sindaco di Cerchiara di Calabria, Alleanza Nazionale), Luigi Viola (Sindaco di Chiaromonte, centro-sinistra), Francesco Fiore (Sindaco di Sanseverino Lucano, DS). Totale 3 Calabresi e 2 Lucani, 4 centrosinistra e 1 di centrodestra.

Le Associazioni Ambientaliste (WWF, Legambiente, ecc.) possono essere rappresentate da due componenti ed hanno proposto Vito Teti Professore di Antropologia Culturale della Università della Calabria e Vincenzo Fittipaldi, dipendente del Comune di Rotonda.

Anche gli Enti Scientifici e le Università possono nominare due componenti e sono: Domenico Pierangeli Professore dell'Università della Basilicata alla Facoltà di Scienze Forestali e Simonetta Fascetti professoressa associata di Botanica all'Università della Basilicata.

Il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ha nominato come componente del Consiglio il Dott. Giuseppe Graziano, Coordinatore del CTA del Parco e Coordinatore del Corpo Forestale dello Stato della Provincia di Cosenza.

Altri due componenti vengono nominati dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e sono Carmelo Lo Fiego (commercialista di Francavilla sul Sinni) e Biagio Schifino (Ingegnere di Castrovillari).

I componenti sopraelencati sono stati scelti in linea con l’art. 9 della legge 394/91 che cito testualmente: “… tra persone particolarmente qualificate per le attività in materia di conservazione della natura o tra i rappresentanti della Comunità del Parco…”

Secondo il comunicato stampa il consiglio ha subito ratificato a maggioranza, anche se con un approfondita discussione e numerosi chiarimenti, le delibere (pare oltre 200) presidenziali adottate dal Presidente Fino nel 2002, nel 2003 e nel 2004. Cosa si celi tra le righe di queste scarne parole non è dato sapere.
Sono stati quindi anche fugati i timori di chi si è chiesto, in un articolo apparso su Lucanianet il 9.12.2003, se: “Può un Consiglio direttivo ratificare degli atti antecedenti alla sua esistenza?(…) Sanno i nuovi Consiglieri che possono incorrere nel reato di falso in atto pubblico, reato che per un amministratore è di una gravità unica, che pregiudica tutta la carriera futura?”

Il Consiglio Direttivo, ha anche approvato la rosa di nomi per il posto di Direttore del Parco per i prossimi 5 anni, da sottoporre al Ministero dell’Ambiente. I tre nominativi indicati sono: Giuseppe Melfi ufficiale CFS , Michele Laudati ex ufficiale del CFS ed ex Direttore del Parco della Calabria e Giuseppe Graziano (già componente del consiglio direttivo). Per dovere di informazione, queste candidature tutte interne al Corpo Forestale dello Stato, non devono indurre a pensare che i Direttori di Parchi debbano appartenere obbligatoriamente a questo Corpo di Polizia Ambientale. I Direttori vengono scelti da un Albo del Ministero dell’Ambiente alla quale si accede per titoli. L’attuale Direttore Facente Funzione non può purtroppo essere riconfermato in quanto non è nell’elenco suddetto, ma non conosco per quale ragione. Evidentemente il Consiglio Direttivo non ha ritenuto opportuno prendere in considerazione altre proposte di candidature dal ricco elenco, aggiornato di recente.
Infine lo stesso Consiglio Direttivo ha eletto anche la Giunta Esecutiva, della quale fanno parte, Biagio Schifino, Giuseppe Graziano (lo stesso di cui sopra), Domenico Bruno e Francesco Fiore.
Francesco Fiore, Sindaco di Sanseverino Lucano è stato anche nominato Vicepresidente. In questo modo si è creato il giusto equilibrio tra le rappresentanze politiche e territoriali.

Dalle voci che circolavano durante la prima fase del commissariamento e poi della gestione libera senza Consiglio Direttivo e Giunta, negli ambienti della politica lucana, ci si aspettava una grande resa dei conti, uno scontro territoriale tra lucani e calabresi, o uno scontro politico tra Centrosinistra e Centrodestra. Ma evidentemente alla fine il buon senso e l’interesse di lavorare insieme per la tutela dell’ambiente e di tutti i cittadini residenti nel Parco sia Lucani che Calabresi ha prevalso sulle immotivate polemiche e la sterile competizione politica.

Il Presidente Fino aprendo i lavori del Consiglio ha detto che “dopo la fase straordinaria la macchina dell’Ente Parco è stata riavviata, tocca ora al nuovo Consiglio direttivo farla camminare affinché s’inneschino sul territorio quei meccanismi di sviluppo da anni attesi dalle popolazioni del Pollino. Uno sviluppo – ha concluso Fino - che guardi con una particolare attenzione all’ambiente ma che sia capace di elevare la qualità della vita di chi ha deciso di vivere nel territorio protetto”.
Parole sante. Sottoscriviamo! …nell’attesa della nomina del Consiglio Direttivo avremmo potuto farci tutti una bella vacanza.

sabato 5 ottobre 2002

Il Parco "Autorizzatutto" (o quasi)...

Il 28 e 29 Settembre (2002) a San Severino Lucano si è tenuto un convegno dal titolo "Parchi d'Europa a confronto". Non ho seguito i lavori a causa di un senso di nausea viscerale per le sfilate dei soliti pezzi grossi attualmente riciclati da "esperti" di tutela ambientale e gestione del territorio.

Forse ho sbagliato, ma sinceramente sono stufo di essere invitato unicamente per riempire la sala e non far sfigurare televisivamente gli organizzatori. Io reclamo un Diritto di Cittadinanza, di "ascolto" che fino ad oggi ci è stato negato.
Sono stufo di vedere la Rai al servizio delle eminenze politiche di turno: registrano le prime parole di circostanza, fanno la solita intervista/comizio e se ne vanno.
Non ha caso è passato inosservato sui media qualcuno che ha tentato di rovinare la festa: Giuseppe Carbone storico ex sindaco di Terranova di Pollino si è presentato con un volantino dal titolo "No al Parco Inquinato".
Il volantino a sua firma come rappresentate dei DS della sua sezione contesta il Progetto Enel di conversione a Biomasse della centrale Termoelettrica del Mercure nell'omonima Valle.
La centrale in questione dovrebbe produrre corrente elettrica bruciando residui della lavorazione del legno non trattati e scarti vegetali. Ma il termine Biomasse, apparentemente innocuo e rassicurante (sa di Biologico), è troppo vago. In teoria escluderebbe solo fonti organiche di origine fossili (petrolio, carbone).

Il progetto di conversione è stato autorizzato il 20 giugno 2002 dall?Ente Parco Nazionale del Pollino e il 2 settembre anche dal Direttore del settore Attività Economiche e Produttive della Provincia di Cosenza: la centrale infatti è localizzata nel comune di Laino Borgo (CS)
Alla Basilicata la questione non interessa in quanto la stessa è distante dalla nostra Regione almeno 100 metri dal confine: quindi possiamo stare tranquilli.
In particolare la Provincia di Cosenza ha autorizzato secondo Pinuccio Carbone anche la combustione di materiali diversi: in sostanza il rappresentante dei DS teme che la centrale possa diventare un vero e proprio inceneritore di rifiuti organici e quindi rappresentare una fonte notevole di inquinamento dell?aria con l?importazione di rifiuti da un bacino interregionale molto vasto.
Il tutto è successo in assoluta assenza di un dibattimento locale: partiti di qualsiasi area, associazioni ambientaliste, amministrazioni, sembrano non saperne nulla o tacere di proposito.
Il Parco come Ente di tutela del territorio, e quindi garante anche della qualità ambientale, dimostra anche in questo caso di essere inadeguato, assente.
Il Parco autorizza tutto: centrali elettriche, idroelettriche, elettrodotti, strade. Anzi a volte si fa promotore di iniziative poco compatibili con gli obiettivi fondamentali del Parco, oppure fa finta di non vedere, di non capire (anzi qualche volta non capisce veramente).
Mi chiedo a cosa serva a questo punto chiedere l'autorizzazione al Parco, se l'Ente si limita solo a dare pareri favorevoli.

Ma non fatevi illusioni: per avere un parere favorevole sulla realizzazione di una vostra piccola piccola opera o iniziativa bisogna essere grossi, molto grossi.

lunedì 29 aprile 2002

Un omaggio a chi muore per vivere

Rotonda, 28 aprile 2002, c'è il funerale del "Cinese". No non è Sergio Cofferati, ma Pietro De Marco, operaio, schiacciato da materiali per la costruzione di tralicci durante un operazione di carico e scarico.
All'arrivo di queste notizie si reagisce in modo contraddittorio. Si pensa subito "speriamo che non sia Tizio" e poi scopri che è capitato a "Caio".
Si pensa all'ultima volta che lo hai incontrato, alla birra che non gli hai offerto, al caffè lasciato in debito, alla battuta divertente che ti ha raccontato. Oppure ti chiedi "ma chi era?" Si pensa ad una vita fatta di polvere, unto, bestemmie, sole cocente, ma anche freddo che ti ghiaccia le mani, dolori alla schiena. Si pensa ad una vita fatta di rassegnazione davanti alle umilianti trasmissioni televisive ricche di cosce, seni e miliardi che non avrai mai tra le tue mani. Si pensa ad una vita fatta di "abnegazione al lavoro", di lotte sindacali fatte solo da chi può permetterselo, di accordi sulla tua pelle, di sindacalisti, ispettori, politici e polizie che non fanno il loro dovere.
Di pensieri e frasi fatte come "devo pensare ai miei figli", "ho famiglia". Una vita fatta di troppa stanchezza per ascoltare chi parla di te e dei tuoi interessi. Di una vita fatta di mancanza di tempo per imparare a leggere e leggere un giornale che ti spiega chi sta dalla tua parte e chi è contro di te. Di una mente che funziona sempre più lentamente, perché uccisa dalla stanchezza di pensare che possa esistere un mondo migliore di questo.