domenica 22 aprile 2018

La solita calabro-lumaca

Martedì 17 c’è stato questo interessante incontro. Ma ovviamente io come “operatore turistico” non sono stato invitato. Mi chiedo cosa altro devo fare per uscire dalla clandestinità? Cosa altro devo fare per essere riconosciuto come persona degna di essere informata? Cosa altro devo fare per essere considerato persona meritevole di essere ascoltato? Cosa mi manca per essere considerato uno “stakeholder”? Eppure io sono uno che negli ultimi anni ha organizzato eventi e portato gente a visitare vecchie stazioni, tracciati ferroviari, gallerie “elicoidali”. Sono guida, lavoro in agriturismo, sono stato membro di associazioni di categoria, sono guida regionale, del parco. Mi conoscono personalmente i sindaci di Rotonda, Viggianello, dei due Castelluccio, di Lauria. Chi avrebbe dovuto invitarmi e non lo ha fatto? Il problema è che non sono nella lista “ufficiosa” degli amici degli amici? Quella lista compilata dentro le sezioni del PD?  Quella lista che vuole che i benefici dei progetti cadano sempre nelle mani degli amici a costo di farle male le cose! #iosonomaleducato perché mi ci hanno fatto diventare.


Io potrei inondare le loro teste vuote di idee per farlo funzionare questo progetto. Ma loro vogliono che io e tutte le nuove generazioni emigrino o puliscano i cessi per vivere in questa terra.

giovedì 5 aprile 2018

Non leggete quel cartello 1

Non ce la faccio a tenermelo dentro. Non posso. Ovunque nel Pollino grazie a progetti finanziati da diversi enti appaiono cartelli informativi che farebbero rigirare nella tomba i peggiori scribi egiziani. I geroglifici a confronto erano più chiari, diretti e linguisticamente corretti. Dato che sono centinaia... cominciamo con esaminarne uno, che prontamente è stato riallestito, dopo che si era rovinato. Per prima cosa vediamo chi sono i finanziatori.
Sono loro che hanno affidato il lavoro a qualche grande esperto di comunicazione. E quindi a loro vanno i ringraziamenti per favorire la meritocrazia, la professionalità dei giovani che hanno studiato. La sostanza.
Il cartello vuole esprimere il concetto che in quest'aerea è vietato accendere fuochi per evitare di causare incendi. Esiste quindi una simbologia che senza parole è compresa da tutti, indipendentemente dalla lingua di origine, etnia, razza, età, grado di scolarizzazione. Credo che sia chiaro. Non ci sarebbe bisogno di aggiungere altro BASTAVA QUESTO! E invece no. Qui a sud NON CI SI ACCONTENTA! Per gli "analfabeti funzionali" è meglio essere più diretti e chiari: quindi si aggiunge anche la frase esplicita in Italiano.
Adesso è più chiaro! Peccato che in "italiano" la parola "focolaio" non abbia niente a che vedere con gli incendi. Infatti secondo la Treccani "focolaio" ha a che fare con "focolare" solo etimologicamente.

Quindi siamo certi che la frase corretta sarebbe dovuta essere "vietato accendere focolari". 
Ma io non credo che un escursionista, che si è portato calce e mattoni nello zaino, per costruisce un "focolare", sia poi così maldestro da provocare incendi. 

Quindi non credo che intendessero "focolare" ma proprio "focolaio".
Infatti lo conferma la traduzione in inglese lo conferma che volevano proprio dire "focolaio"
Adesso è chiarissimo: E' vietato accendere epidemie di infezione, esplosivi, guerre... 

Gli inglesi cosa penseranno: "ma guarda tu gli italiani cosa sono capaci di fare" oppure "ma gli italiani ci hanno scambiato per untori?" 
Mai pagare un esperto di lingua inglese se non abbiamo voluto pagare uno che sappia scrivere questi profondi concetti in italiano. 

Ed eccolo in tutta la sua bellezza
Posso offrirvi visite guidate a tanta meraviglia immersi nella natura del Parco Nazionale del Pollino e non solo.

sabato 5 agosto 2017

mercoledì 19 aprile 2017

la Basilicata si allontana dal resto del mondo

La Basilicata si allontana dal resto del mondo! 
L'anno scorso si poteva raggiungere Melfi (e di conseguenza anche Potenza) da Bologna con un solo cambio a Foggia. Adesso ci vogliono 3 cambi, oppure devi scendere fino a #Potenza via Salerno. Altro che finalmente il #Frecciarossa in #Basilicata
Ma #iosonomaleducato e loro sono solo propaganda, chiacchiere e distintivo bla ba bla.
Senza contare che in nessun sito istituzionale viene spiegato con quali mezzi pubblici si può raggiungere la città che fu capitale culturale di un Impero. #melfi


martedì 28 febbraio 2017

La truffa dei centri visite

Sembra una questione dimenticata. Di conseguenza è importante tenerla ancora in vita.

Il fallimento del funzionamento dei Centri Visite del Parco Nazionale del Pollino è dovuto ai seguenti motivi principali:

1. istallazioni inadeguate a rappresentare le emergenze culturali e naturalistiche del territorio
2. l'affidamento a personale non competente in temi culturali, naturalistici
3. l'abbandono delle strutture a se stesse senza interventi di carattere strutturale o contenutistico
4. istallazioni obsolete rispetto alle tecnologie attualmente disponibili
5. genericità dei temi trattati a dispetto delle unicità territoriali: lupo, pino loricato, capriolo, foreste, fiume, lontra, archeologia, paleontologia, musica e artigianato.

Il parco ha quindi rinunciato a farli funzionare chiudendoli. Ha quindi buttato il bambino insieme all'acqua sporca. Ha preferito investire sull'ecomuseo di Rotonda e sulla "cosa" di Campotenese, lasciando di fatto il territorio sguarnito di strutture di accoglienza per turisti e scolaresche concentrando l'attenzione lungo l'asse Rotonda-Campotense

La mia denuncia a seguito dell'estrema delusione sulla truffa avvenuta a carico della collettività e dello sviluppo non è stato raccolta da nessun politico e amministratore attualmente in carica o in caric allora.

Riporto integralmente qui di seguito quanto denunciato nel lontano 2006 anche per mezzo stampa

Il Bluff dei Centri Visita

Senza essere esperti di Scienza delle Comunicazioni, credo non sia difficile per tutti noi capire a cosa dovrebbe servire o cosa ci aspetteremmo di trovare dentro un Centro Visita o un Punto Informativo di un Parco. Io mi aspetterei di trovare informazioni generali sul Parco e su tutto quanto è possibile vedere e visitare nel territorio e nelle sue immediate vicinanze.
A Sanseverino Lucano, appena entrati si possono vedere tre cose molto interessanti: 1) un plastico rappresentante un antico opificio ad acqua, sul modello di quello da poco restaurato a Mezzana; 2) un pannello che tratta del Brigantaggio; 3) un pannello dedicato alla festa della Madonna di Pollino.

Se si fa eccezione dell’impreciso e brutto plastico rappresentante il territorio del Parco, con questi tre elementi termina tutto ciò che riguarda il territorio di San Severino Lucano. Proseguendo la visita potrete, ad esempio, farvi un’idea di quanto possa essere vasto il territorio abitato da una Farfalla, che vive in quasi tutta l’Europa, tranne che nell’Italia del Sud. Proprio così, questa farfalla non vive neanche nel Parco Nazionale del Pollino. Ma con tutti gli insetti che abbiamo non si poteva scegliere, ad esempio, una bella e gigantesca Saturnia piry o una bella Papilio macao, così comuni nelle nostre campagne che avrebbero lasciato a bocca aperta il più smaliziato dei visitatori?

Continuando la visita, sembra che il tema portante del Centro Visite sia la Geologia: così potrete farvi una bella idea della storia della Terra dalla sua formazione ad oggi, con un bel campionario di rocce e di fossili. Se andiamo a vedere le rocce una per una, due sono dell’area tirrenica del Parco, in località che distano centinaia di km da San Severino e le altre vengono da tutto il mondo, compreso i due fossili di origine Nord Europea. Un fossile è un calco del famoso “Archeopterix”, l’anello di congiunzione evolutivo tra gli uccelli e i rettili. Se volete vedere “dal vivo” una sola delle cose contenute in questo “museo” tornate a casa e preparate le valige e partite per la Germania. Peccato, perché nel centro visite avreste potuto e dovuto trovare, sempre geologicamente parlando, materiali e informazioni su dove vedere: i “Pillows Lava” di Timpa delle Murge, le Ofioliti del Frido, Le Rudiste di Colle Impiso, L’elefante di Rotonda, La Lignite del Mercure, il Pesce Vela di Latronico, i banchi di argilla a molluschi di Viggianello, la curiosa bolla di lava di Monte Pelato. Magari avreste prolungato la vostra vacanza di qualche giorno “inseguendo” fossili. Ma la cosa più terribile e che non ci sia un solo pannello dedicato alla importantissima popolazione di Lontra del Fiume Peschiera, alle specie arboree comuni e rare del Bosco Magnano. Mentre nonostante gli interessi antropologici, nazionali ed internazionali, della Festa della Madonna del Pollino, questa sia relegata in un unico pannello quasi sottoforma di banale funzione decorativa. L’impressione è che qualcuno ci abbia rifilato una patacca, in cambio di svariati milioni (lire o euro fate voi), svendendoci allestimenti già pronti, per un Aula didattica da realizzare in Germania o in Polonia, tante è vera la loro “universalità”. Se ci spostiamo al Punto Informativo di Viggianello le cose non cambiano. I pannelli ci parlano di Carsismo, senza citare il bello esempio a pochi km in territorio nello stesso comune, di Piano Ruggio e della Sorgente del Mercure. Oppure si espongono in modo esemplare le formazioni rocciose dell’area orientale del Parco, da far pensare che forse questi pannelli avrebbero dovuto essere esposti a Civita o San Lorenzo Bellizzi. E poi per un errore del “Pony Express” sono giunti qui. La chicca più bella è il pannello sulle “Erosioni eoliche”: le più evidenti e “vicine” in Italia che potreste visitare sono in Tunisia. Non dimenticate poi di leggere il pannello che spiega i segni che le ultime glaciazioni hanno lasciato sul Pollino: tutti i toponimi sono in Inglese! Mi chiedo se sia lecito fare una fotocopia di una immagine da un libro in dotazione agli studenti delle Facoltà di Geologia, plastificarla e venderla all’Ente Parco come nuova!

Fermiamoci qua, tanto in generale, tutti i Centro Visita del Parco, sono all’insegna del vuoto spinto, compreso quello di Civita realizzato ex-novo a forma di castello Medioevale che rappresenta un’autentica aberrazione architettonica in un villaggio che medioevale non è mai stato.

In poche parole io chiedere indietro i soldi.

I Punti Parco dovrebbero essere affidati a Guide, Educatori ambientali, Cooperative, società che si avvalgono di quel capitale umano tanto caro al Presidente della Regione, capaci di dare informazioni e offrire servizi per il soggiorno nel Parco: prenotare un albergo, gite organizzate, souvenir, editoria, animazione culturale, ecc. ecc. Date una stanza vuota a chi è competente e provvederà a realizzare istallazioni che possano essere interessanti per i turisti. Invece il Pollino si distingue dal resto del mondo anche per questo: provate a chiedere al Punto informativo del Parco di Aieta da dove parte il sentiero per raggiungere a piedi Tortora, provate a chiedere al Punto informativo di Laino Borgo una carta dei sentieri della Valle del Lao, provate a chiedere a quello di Mormanno se è aperto il Rifugio Colle Ruggio, provate a chiedere a quello di Laino Castello se le guide Ufficiali del Parco organizzano visite guidate, provate a quello di Rotonda a chiedere dove bisogna andare per vedere da vicino un Lupo, provate a chiedere a Frascineto quante aquile ci sono sul Pollino ,provate a Francavilla sul Sinno dove si possono osservare gli aironi e la lontra, provate a chiedere se, a causa del carbonchio, c’erano rischi per gli escursionisti, provate, provate…

Non c’è turista che si lamenti di questi disservizi, ma sembra che questo non riguardi assolutamente le alte sfere dell’Ente.

Le cause di questo disservizio sono da imputare al fatto che si considerano questi spazi interessanti solo nel momento della loro realizzazione (appalti) e successivamente come spazi dove parcheggiare a turno LSU, VOLONTARI DEL SERVIZIO CIVILE, PROLOCO, ASSOCIAZIONI VARIE.

mercoledì 6 luglio 2016

Il Pollino nella storia dei Parchi

In più di 100 anni di esistenza il RedWood Park può vantare di aver garantito la sopravvivenza alle foreste di Sequoia, Lo Yellowstone del Bisonte Americano, Bialowieza del Bisonte Europeo, Abruzzo dell'Orso Marsicano e del Camoscio, il Gran Paradiso dello Stambecco, il Masai-Mara di elefanti e rinoceronti, del Gange della Tigre... Il Pollino fra 100 anni al massimo si potrà vantare di aver salvato dall'estinzione la Melanzana rossa, il Zafarano crusco, la patana marca e il sauzizzone di Castelluccio... (sempre se ci sarà ancora qualcuno a cui farlo mangiare e qualcuno che li prepara)

sabato 30 aprile 2016

Tu chiamale se vuoi....citazioni

Io, modestamente, non sono nessuno. Ma nonostante questo sono uno degli autori più "non" citato da Enti e privati. C'è qualcosa di mio sparso dappertutto nella, chiamiamola così "letteratura"comunicativa che gira intorno al Pollino. Così come ovviamente c'è qualcosa di molte altre persone, più in gamba di me, che hanno scritto pubblicazioni, mappe, articoli sul Pollino che non vengono mai citati.

Fino a qui non c'è niente di male. Qualcuno ha detto solo Adamo può vantare di non aver mai copiato da nessuno.

Però vista la scarsa considerazione personale che hanno del sottoscritto i vertici del Parco, gli amministratori dei comuni, gran parte della politica, molti funzionari, miei colleghi e operatori turistici, per poi rapinare a man bassa dal mio sito, idee testi e foto, perchè loro non sono capaci di produrre idee originali è il caso di ricordare con che cosa hanno riempito il loro vuoto culturale.


Citazione n° 1
dal Sito dell'Ente Parco
Questa è una pagina ufficiale dell'Ente Parco. La foto sotto "attività e progetti" è stata presa dal mio sito. Lavoro con le scuole da 30 anni. Non ho un fotografo professionale che mi segue durante il lavoro. Ho pochissime belle foto. Loro le ritengo belle e utili. Avranno pagato fotografi e webmaster. Ma non me.

Citazione n°2 
 Il Parco "realizza" la rete sentieristica. Lancia in pompa magna una campagna pubblicitaria. Sulla Repubblica  appare un testo a tendina sul Pino Loricato.   

Dal sito de La Repubblica
L'originale lo trovate qua  Può essere che leggerete in futuro qualche differenza. Sarà per miei aggiornamenti. Lo stesso testo, senza variazioni,  è stato usato da un mio "collega" per commentare una bella foto di Pino Loricato di un suo amico. Ha citato l'autore della foto ma ha spacciato il mio testo come fosse suo. Complimenti. Concorrenza sleale? Maleducazione? Incapacità di scrivere due righe in proprio?
Notare, nel testo sul fondo bianco, il non trascurabile e reiterato errore, sentito anche per radio, che nel Raganello si fa rafting. Quel testo non è mio!!! Hanno pagato qualcun'altro.

Citazione n°3
Il mio testo Naturarte


 Posso vantare di essere uno dei primi ad aver considerato Castellucio Inferiore e Castelluccio Superiore una meta turisticamente interessante. Sono paesi ai margini del parco e scarsamente considerati da tutti, compreso i loro abitanti e amministratori, che mandano i turisti a Rotonda e Piano Ruggio nonostante le bellezze proprie. Da qualche anno, anche grazie ad amici dei due paesi, abbiamo cercato di "aprire" i tesori di questi paesi. Devo dire con discreto successo, non grandi numeri, perchè i nostri mezzi sono limitati, ma abbiamo anche acceso qualche riflettore mediatico. Ci sono servizi di giornali locali e anche dell'apatico TGR Basilicata. 
Il mio testo sull'evento del 2009


Finalmente nel 2015 con l'iniziativa Naturarte se ne accorgono anche il parco e gli amministratori dei due comuni. Ed ecco che appare nel programma magicamente un percorso del tutto simile a quello che normalmente propongo ai miei ospiti e, lupus in fabula, un testo che descrive l'escursione sul Monte La Spina, copiato pari pari, dal testo dell'escursione che organizzai nel 2009 con l'Associazione Infusi Lucani. Ovviamente senza citarmi, senza coinvolgermi nella pianificazione in quanto "esperto locale" o per meriti del lavoro fatto in precedenza. 

Il coinvolgimento è arrivato solo alla fine, quando stretti dalla necessità di avere una Guida Ufficiale del Parco e perchè di fatto ero l'unico che conoscesse questo itinerario. 



Citazione n° 4
All'interno dell'inutile e dispendioso progetto "Pollino People Experience", dove ovviamente il sottoscritto non era persona degna di nota, al Presidente del Parco viene chiesto di testimoniare uno dei posti che più ha nel cuore del Pollino. Conoscendo il Presidente, che probabilmente non ha mai fatto una escursione in senso stretto del termine nel "suo" Pollino dice: 

"L'Esperiena indimenticabile da provare con la macchina fotografica appesa al collo ci porta al Giardino degli Dei: "Siamo a Serra delle Ciavole dove si trova la concentrazione maggiore di Pini Loricati, un luogo che invita alla contemplazione. E' come toccare il Paradiso"

Io già nel 2000 scrivevo sul mio sito:
 "...Sulla Serra delle Ciavole vive il maggior numero di esemplari di grandi dimensioni di questo albero..." . 

E' un onore essere citato dal Presidente. Ma questo concetto quantitativo è assolutamente falso! Io ne parlo nel contesto dei miei itinerari, nel senso che tra i miei itinerari è quello dove si ha la possibilità di vedere più esemplari di grandi dimensioni. Anche in questo caso, il suo suggeritore, ben pagato, ha copiato, riscritto e incollato male. Tra l'altro l'estensione del "Giardino degli Dei" da Serra di Crispo fino a Serra delle Ciavole forse è un po' eccessiva... ma questa non è matematica.


Citazione n°5
Vorrei anche ricorda che l'espressione "Cimitero dei Pini Loricati" riferito a Serra delle Ciavole devo averla usata già dai lontani anni '90 (passa il tempo).... molti la usano (anche il parco) senza sapere quale sia in effetti l'ispirazione della stessa che non è banalmente quella lugubre che sembra. In effetti di recente uso l'espressione "cimitero dei Pachidermi", meno comprensibile ai poveri di fantasia.  


Citazione n°6
"Dolcedorme Tetto del Mezzoggiorno".  E' chiaro che il riferimento è relativo al fatto di essere la cima più alta del Sud Italia. Ma io citavo il titolo di un articolo letto quando ero ancora bambino che diceva "Everest, il tetto del mondo". Ormai è patrimonio di tutti. Così come è patrimonio di tutti anche il testo descrittivo del mio itinerario, copiato e incollato pari pari senza nessuna modifica, da miei "colleghi" per farmi concorrenza. Addirittura sembra che continuino a vedere lo stesso corvo imperiale, poggiato sulla stessa pietra da ormai 20 anni.

Citazione n°7
Il mio Logo. Fantastico! Quando devono fare un logo. Si affidano a qualche "grafico" che cerca "logo" sulla rete. Gli appare il mio logo e lo usano. Lo hanno fatto 2 comunità montane, qualche associazione e qualche operatore turistico. Troppo divertente.








Citazione n°8
Sull'opuscolo dell'APT Basilicata dedicato al Pollino c'è un articolo dedicato al Carnevale di Teana. Il riferimento alla "Giudaica" mi appartiene. Ne parlo in un mio testo dedicato a questo carnevale, copiato e incollato senza citarmi più volte, diventato ormai il testo base di chi vuole scrivere pigramente due righe senza averlo mai visto. In effetti non spiega l'autore cosa sia la "giudaica", anche perchè oltre a non conoscere il carnevale non conosce neanche quest'ultima.








Citazione n°9
La foto, sempre nell'opuscolo di cui si parla prima è mia. Io stesso ho assemblato gli strumenti di Quirino sul suo tavolo, con il suo coltello...
Questo nonostante gli avessi negato le mie foto gratis.













 Citazione n°10
Sono anni che sostengo che alcun lembi di foreste del Pollino, sono "vetuste" come si è deciso di chiamarle adesso, semplificando boschi che presentano elevati gradi di naturalità da "sembrare vergini".
Adesso se ne sono accorti anche al Parco. Il presidente va a parlarne a Geo & Geo. Chiaramente lui neanche sa dove siano e come siano queste foreste se non sulla carta. Al parco non hanno documentazione fotografica all'altezza. Quindi "usano" una mio foto, quella a sinistra. Bellissimi faggi, ma non sono strettamente dell'area di cui si parla. Io documento... loro si sparano le pose.