giovedì 7 giugno 2018

Pollino: progetto una lavatrice in ogni casa!

E' una storia vecchia, di cui avrei voluto parlarvi da tanto tempo.

A Castelluccio inferiore, sulla vecchia e gloriosa Statale 19, proprio dove una volta comiinciava il paese per chi proveniva da sud, c'è la piccola cappella di San Tommaso, con vicino una bella e antica fontana. Uno dei tanti gioielli che caratterizzano questo paese. 

Purtroppo in totale abbandono e degrado.

Proprio attaccata alla fontana monumentale c'è un moderno lavatoio che è stato ristrutturato.
Strano, non credo che a Castelluccio inferiore le donne non conoscano l'uso della lavatrice. Non credo neanche che trascorrano il loro tempo a lavare i panni a mano, con la scusa di scambiare due chiacchiere. 
Ma qualcuno si è così preoccupato che le donne potessero non bagnarsi nel caso di pioggia che il lavatoio è stato attrezzato con una bella tettoia in cemento armato antisismico.

Ma fino a qui qual è il problema? Un sindaco è stato scelto dalla popolazione, che se ritiene che questi siano interventi prioritari ed importanti per i suoi elettori va benissimo: basta poi non lamentarsi di cose più importanti che mancano.


Il problema sorge quando vi fermate a leggere la targa affissa sul lavatoio.
targa commemorativa che ci ricorda a cosa si è ridotto un parco
A questo punto qualche domanda me la faccio. 
Che c'entra un parco con il lavatoio? 
Qual è sarà il prossimo progetto del Parco: una lavatrice in ogni casa? 

posizione del lavatoio
L'opera è stata finanziata? 
Perchè invece di recuperare la parte monumentale, che sta cadendo a pezzi, hanno recuperato la parte "moderna"? 
Perchè avrebbe finanziato il recupero di un opera che non può essere considerata nè patrimonio naturalistico, nè patrimonio culturale e tantomeno una struttura utile alla fruizione del Parco e che neanche si trova nel parco?

Non so quanto il parco abbia speso, ma già il fatto che abbia speso dei soldi solo per la targa si tratta di distrazione di fondi rispetto allo motivo per cui è stato istituito.
Bisognerebbe ricordare ogni volta che viene speso 1 Euro, che tali finanziamenti hanno degli obiettivi precisi: contrastare il degrado ambientale, difendere il pianeta dall’effetto serra, salvaguardare la biodiversità, implementare progetti di sviluppo che riescano a conciliare le esigenze delle popolazioni locali con la tutela dell’ambiente, divulgare la conoscenza dei delicati meccanismi dell’ecologia nelle nuove generazioni, tutelare paesaggi antropici di particolare pregio e interesse storico… oddio potrei continuare per ore, ma meglio lasciar perdere.






domenica 22 aprile 2018

La solita calabro-lumaca

Martedì 17 c’è stato questo interessante incontro. Ma ovviamente io come “operatore turistico” non sono stato invitato. Mi chiedo cosa altro devo fare per uscire dalla clandestinità? Cosa altro devo fare per essere riconosciuto come persona degna di essere informata? Cosa altro devo fare per essere considerato persona meritevole di essere ascoltato? Cosa mi manca per essere considerato uno “stakeholder”? Eppure io sono uno che negli ultimi anni ha organizzato eventi e portato gente a visitare vecchie stazioni, tracciati ferroviari, gallerie “elicoidali”. Sono guida, lavoro in agriturismo, sono stato membro di associazioni di categoria, sono guida regionale, del parco. Mi conoscono personalmente i sindaci di Rotonda, Viggianello, dei due Castelluccio, di Lauria. Chi avrebbe dovuto invitarmi e non lo ha fatto? Il problema è che non sono nella lista “ufficiosa” degli amici degli amici? Quella lista compilata dentro le sezioni del PD?  Quella lista che vuole che i benefici dei progetti cadano sempre nelle mani degli amici a costo di farle male le cose! #iosonomaleducato perché mi ci hanno fatto diventare.


Io potrei inondare le loro teste vuote di idee per farlo funzionare questo progetto. Ma loro vogliono che io e tutte le nuove generazioni emigrino o puliscano i cessi per vivere in questa terra.

giovedì 5 aprile 2018

Non leggete quel cartello 1

Non ce la faccio a tenermelo dentro. Non posso. Ovunque nel Pollino grazie a progetti finanziati da diversi enti appaiono cartelli informativi che farebbero rigirare nella tomba i peggiori scribi egiziani. I geroglifici a confronto erano più chiari, diretti e linguisticamente corretti. Dato che sono centinaia... cominciamo con esaminarne uno, che prontamente è stato riallestito, dopo che si era rovinato. Per prima cosa vediamo chi sono i finanziatori.
Sono loro che hanno affidato il lavoro a qualche grande esperto di comunicazione. E quindi a loro vanno i ringraziamenti per favorire la meritocrazia, la professionalità dei giovani che hanno studiato. La sostanza.
Il cartello vuole esprimere il concetto che in quest'aerea è vietato accendere fuochi per evitare di causare incendi. Esiste quindi una simbologia che senza parole è compresa da tutti, indipendentemente dalla lingua di origine, etnia, razza, età, grado di scolarizzazione. Credo che sia chiaro. Non ci sarebbe bisogno di aggiungere altro BASTAVA QUESTO! E invece no. Qui a sud NON CI SI ACCONTENTA! Per gli "analfabeti funzionali" è meglio essere più diretti e chiari: quindi si aggiunge anche la frase esplicita in Italiano.
Adesso è più chiaro! Peccato che in "italiano" la parola "focolaio" non abbia niente a che vedere con gli incendi. Infatti secondo la Treccani "focolaio" ha a che fare con "focolare" solo etimologicamente.

Quindi siamo certi che la frase corretta sarebbe dovuta essere "vietato accendere focolari". 
Ma io non credo che un escursionista, che si è portato calce e mattoni nello zaino, per costruisce un "focolare", sia poi così maldestro da provocare incendi. 

Quindi non credo che intendessero "focolare" ma proprio "focolaio".
Infatti lo conferma la traduzione in inglese lo conferma che volevano proprio dire "focolaio"
Adesso è chiarissimo: E' vietato accendere epidemie di infezione, esplosivi, guerre... 

Gli inglesi cosa penseranno: "ma guarda tu gli italiani cosa sono capaci di fare" oppure "ma gli italiani ci hanno scambiato per untori?" 
Mai pagare un esperto di lingua inglese se non abbiamo voluto pagare uno che sappia scrivere questi profondi concetti in italiano. 

Ed eccolo in tutta la sua bellezza
Posso offrirvi visite guidate a tanta meraviglia immersi nella natura del Parco Nazionale del Pollino e non solo.

sabato 5 agosto 2017

mercoledì 19 aprile 2017

la Basilicata si allontana dal resto del mondo

La Basilicata si allontana dal resto del mondo! 
L'anno scorso si poteva raggiungere Melfi (e di conseguenza anche Potenza) da Bologna con un solo cambio a Foggia. Adesso ci vogliono 3 cambi, oppure devi scendere fino a #Potenza via Salerno. Altro che finalmente il #Frecciarossa in #Basilicata
Ma #iosonomaleducato e loro sono solo propaganda, chiacchiere e distintivo bla ba bla.
Senza contare che in nessun sito istituzionale viene spiegato con quali mezzi pubblici si può raggiungere la città che fu capitale culturale di un Impero. #melfi


martedì 28 febbraio 2017

La truffa dei centri visite

Sembra una questione dimenticata. Di conseguenza è importante tenerla ancora in vita.

Il fallimento del funzionamento dei Centri Visite del Parco Nazionale del Pollino è dovuto ai seguenti motivi principali:

1. istallazioni inadeguate a rappresentare le emergenze culturali e naturalistiche del territorio
2. l'affidamento a personale non competente in temi culturali, naturalistici
3. l'abbandono delle strutture a se stesse senza interventi di carattere strutturale o contenutistico
4. istallazioni obsolete rispetto alle tecnologie attualmente disponibili
5. genericità dei temi trattati a dispetto delle unicità territoriali: lupo, pino loricato, capriolo, foreste, fiume, lontra, archeologia, paleontologia, musica e artigianato.

Il parco ha quindi rinunciato a farli funzionare chiudendoli. Ha quindi buttato il bambino insieme all'acqua sporca. Ha preferito investire sull'ecomuseo di Rotonda e sulla "cosa" di Campotenese, lasciando di fatto il territorio sguarnito di strutture di accoglienza per turisti e scolaresche concentrando l'attenzione lungo l'asse Rotonda-Campotense

La mia denuncia a seguito dell'estrema delusione sulla truffa avvenuta a carico della collettività e dello sviluppo non è stato raccolta da nessun politico e amministratore attualmente in carica o in caric allora.

Riporto integralmente qui di seguito quanto denunciato nel lontano 2006 anche per mezzo stampa

Il Bluff dei Centri Visita

Senza essere esperti di Scienza delle Comunicazioni, credo non sia difficile per tutti noi capire a cosa dovrebbe servire o cosa ci aspetteremmo di trovare dentro un Centro Visita o un Punto Informativo di un Parco. Io mi aspetterei di trovare informazioni generali sul Parco e su tutto quanto è possibile vedere e visitare nel territorio e nelle sue immediate vicinanze.
A Sanseverino Lucano, appena entrati si possono vedere tre cose molto interessanti: 1) un plastico rappresentante un antico opificio ad acqua, sul modello di quello da poco restaurato a Mezzana; 2) un pannello che tratta del Brigantaggio; 3) un pannello dedicato alla festa della Madonna di Pollino.

Se si fa eccezione dell’impreciso e brutto plastico rappresentante il territorio del Parco, con questi tre elementi termina tutto ciò che riguarda il territorio di San Severino Lucano. Proseguendo la visita potrete, ad esempio, farvi un’idea di quanto possa essere vasto il territorio abitato da una Farfalla, che vive in quasi tutta l’Europa, tranne che nell’Italia del Sud. Proprio così, questa farfalla non vive neanche nel Parco Nazionale del Pollino. Ma con tutti gli insetti che abbiamo non si poteva scegliere, ad esempio, una bella e gigantesca Saturnia piry o una bella Papilio macao, così comuni nelle nostre campagne che avrebbero lasciato a bocca aperta il più smaliziato dei visitatori?

Continuando la visita, sembra che il tema portante del Centro Visite sia la Geologia: così potrete farvi una bella idea della storia della Terra dalla sua formazione ad oggi, con un bel campionario di rocce e di fossili. Se andiamo a vedere le rocce una per una, due sono dell’area tirrenica del Parco, in località che distano centinaia di km da San Severino e le altre vengono da tutto il mondo, compreso i due fossili di origine Nord Europea. Un fossile è un calco del famoso “Archeopterix”, l’anello di congiunzione evolutivo tra gli uccelli e i rettili. Se volete vedere “dal vivo” una sola delle cose contenute in questo “museo” tornate a casa e preparate le valige e partite per la Germania. Peccato, perché nel centro visite avreste potuto e dovuto trovare, sempre geologicamente parlando, materiali e informazioni su dove vedere: i “Pillows Lava” di Timpa delle Murge, le Ofioliti del Frido, Le Rudiste di Colle Impiso, L’elefante di Rotonda, La Lignite del Mercure, il Pesce Vela di Latronico, i banchi di argilla a molluschi di Viggianello, la curiosa bolla di lava di Monte Pelato. Magari avreste prolungato la vostra vacanza di qualche giorno “inseguendo” fossili. Ma la cosa più terribile e che non ci sia un solo pannello dedicato alla importantissima popolazione di Lontra del Fiume Peschiera, alle specie arboree comuni e rare del Bosco Magnano. Mentre nonostante gli interessi antropologici, nazionali ed internazionali, della Festa della Madonna del Pollino, questa sia relegata in un unico pannello quasi sottoforma di banale funzione decorativa. L’impressione è che qualcuno ci abbia rifilato una patacca, in cambio di svariati milioni (lire o euro fate voi), svendendoci allestimenti già pronti, per un Aula didattica da realizzare in Germania o in Polonia, tante è vera la loro “universalità”. Se ci spostiamo al Punto Informativo di Viggianello le cose non cambiano. I pannelli ci parlano di Carsismo, senza citare il bello esempio a pochi km in territorio nello stesso comune, di Piano Ruggio e della Sorgente del Mercure. Oppure si espongono in modo esemplare le formazioni rocciose dell’area orientale del Parco, da far pensare che forse questi pannelli avrebbero dovuto essere esposti a Civita o San Lorenzo Bellizzi. E poi per un errore del “Pony Express” sono giunti qui. La chicca più bella è il pannello sulle “Erosioni eoliche”: le più evidenti e “vicine” in Italia che potreste visitare sono in Tunisia. Non dimenticate poi di leggere il pannello che spiega i segni che le ultime glaciazioni hanno lasciato sul Pollino: tutti i toponimi sono in Inglese! Mi chiedo se sia lecito fare una fotocopia di una immagine da un libro in dotazione agli studenti delle Facoltà di Geologia, plastificarla e venderla all’Ente Parco come nuova!

Fermiamoci qua, tanto in generale, tutti i Centro Visita del Parco, sono all’insegna del vuoto spinto, compreso quello di Civita realizzato ex-novo a forma di castello Medioevale che rappresenta un’autentica aberrazione architettonica in un villaggio che medioevale non è mai stato.

In poche parole io chiedere indietro i soldi.

I Punti Parco dovrebbero essere affidati a Guide, Educatori ambientali, Cooperative, società che si avvalgono di quel capitale umano tanto caro al Presidente della Regione, capaci di dare informazioni e offrire servizi per il soggiorno nel Parco: prenotare un albergo, gite organizzate, souvenir, editoria, animazione culturale, ecc. ecc. Date una stanza vuota a chi è competente e provvederà a realizzare istallazioni che possano essere interessanti per i turisti. Invece il Pollino si distingue dal resto del mondo anche per questo: provate a chiedere al Punto informativo del Parco di Aieta da dove parte il sentiero per raggiungere a piedi Tortora, provate a chiedere al Punto informativo di Laino Borgo una carta dei sentieri della Valle del Lao, provate a chiedere a quello di Mormanno se è aperto il Rifugio Colle Ruggio, provate a chiedere a quello di Laino Castello se le guide Ufficiali del Parco organizzano visite guidate, provate a quello di Rotonda a chiedere dove bisogna andare per vedere da vicino un Lupo, provate a chiedere a Frascineto quante aquile ci sono sul Pollino ,provate a Francavilla sul Sinno dove si possono osservare gli aironi e la lontra, provate a chiedere se, a causa del carbonchio, c’erano rischi per gli escursionisti, provate, provate…

Non c’è turista che si lamenti di questi disservizi, ma sembra che questo non riguardi assolutamente le alte sfere dell’Ente.

Le cause di questo disservizio sono da imputare al fatto che si considerano questi spazi interessanti solo nel momento della loro realizzazione (appalti) e successivamente come spazi dove parcheggiare a turno LSU, VOLONTARI DEL SERVIZIO CIVILE, PROLOCO, ASSOCIAZIONI VARIE.

mercoledì 6 luglio 2016

Il Pollino nella storia dei Parchi

In più di 100 anni di esistenza il RedWood Park può vantare di aver garantito la sopravvivenza alle foreste di Sequoia, Lo Yellowstone del Bisonte Americano, Bialowieza del Bisonte Europeo, Abruzzo dell'Orso Marsicano e del Camoscio, il Gran Paradiso dello Stambecco, il Masai-Mara di elefanti e rinoceronti, del Gange della Tigre... Il Pollino fra 100 anni al massimo si potrà vantare di aver salvato dall'estinzione la Melanzana rossa, il Zafarano crusco, la patana marca e il sauzizzone di Castelluccio... (sempre se ci sarà ancora qualcuno a cui farlo mangiare e qualcuno che li prepara)