martedì 13 marzo 2012

Palermizziamoci tutti!

Palermo


Tutti conosciamo il profilo del Duomo di Milano, della torre di Pisa, del Colosseo ma siamo smarriti davanti all'immagine della Cattedrale di Palermo, di Bari... Ci hanno negato in questi 150 anni la conoscenza dell'Italia delle NOSTRE capitali... e siamo fuggiti verso nord pensando che solo il nord fosse sede di cultura, di architettura... Nessuno ci ha mai detto "vai a Palermo"... tranne mio padre. 




Lo dico senza NOSTALGIE NEOBORBONICHE... Ma un sud gestito da una classe politica non ignorante non costruirebbe case sulle spiagge, fabbricati industriali dentro l'Orto Botanico, non metterebbe cartelli sopra la facciata di una cattedrale... ma orgoglioso del suo patrimonio ne promuoverebbe la conoscenza e investirebbe sulla sua manutenzione.
Una classe politica avveduta capirebbe che la TAV sarà l'ennessima sottrazione di risorse al nostro vivere civile.

A noi la TAV non ci serve, ci serve riacquisire la centralità del nostro vivere non come periferia di un Nord Italia o Nord Europa, ma come se fossimo NELLO STESSO PAESE!  


BariE' più facile che ognuno di noi sia amico di qualcuno che viva a nord di Roma piuttosto che con qualcuno che viva a Sud di Napoli.
A noi ci serve che muoversi tra Bari, Napoli, Catania, Palermo, Reggio Calabria sia la cosa più facile di questo mondo. Ci serve che andare a vedere un concerto a Palermo, sia più facile che andarlo a vedere a Milano. A noi ci serve che i Pink Floyd suonino anche a Catania e non solo a Venezia. A noi ci serve che mangiare una granita sulle spiagge delle Eolie sia più facile che mangiare un gelato all'Isola d'Elba.


A noi ci serve, non essere caparbiamente campanilisti e terroni, ma vivere la nostra Terronia da cittadini e non da emarginati.


A noi la TAV NON SERVE, a noi serve PALERMIZZARCI! 

PALERMIZZIAMOCI TUTTI!!!



PALERMO

lunedì 12 marzo 2012

L'anello delle Madonne di Castelluccio, tra natura e religiosità

Questo percorso si svolge nei territori dei due Castelluccio,  divisi amministrativamente, con il brutto aggettivo di Inferiore e Superiore,  in dialetto "Castidde e Burgo".


Castelluccio Inferiore


Si parte dal Convento di Sant’Antonio di Castelluccio Inferiore, e dopo una breve visita, si segue una vecchia mulattiera che si inerpica verso Castelluccio Superiore, uno dei centri più panoramici del Pollino. 
La Grotta con l'Edicola di San Michele Cappella di Sant'Antonio Abate
Pietra LongaSotto un riparo roccioso si incontra l’Edicola di San Michele Arcangelo, con l’affresco ormai andato perduto, culto introdotto probabilmente dai Longobardi nell’ VI sec. e poco dopo la Piccola Cappella di Sant’Antonio Abate, venerazione che trae dal diffuso insediamento monachesimale del Mercurion intorno al X sec. d.C. Tra i due elementi religiosi moderni, Pietralonga, un curioso monolite naturale alto ca 5 metri che potrebbe essere stato oggetto di arcani culti preistorici.


Castelluccio SuperioreL'ingresso nel Centro di Castelluccio Sup. è preceduto dall’attraversamento di coltivi abbandonati ben delimitati da muri a secco e dalla Cappella della Madonna di Loreto costruita probabilmente a protezione dell’Edicola/Tabernacolo dedicata alla Madonna.
Da qui si attraversa il centro storico, ricco di portali in pietra decorati del XIX- XX secolo. 

Castelluccio Superiore, Basilicata - Madonna di Loreto Castelluccio Superiore, Basilicata
Si raggiunge la Chiesa Madre dedicata a Santa Margherita, protettrice delle partorienti, ammantato dalla legenda della rinascita dalla pancia di un drago. 

Castelluccio Superiore Castelluccio Superiore   
Da qui ogni anno parte la processione che conduce la statua della Madonna del Soccorso al Santuario omonimo sul Cozzo Pastano. Madonna più volte rappresentata nell’atto di bastonare fantasiosi demoni.

Madonna del Soccorso - Castelluccio Superiore               Si attraversa Piazza Plebiscito, teatro, nel 1806, di una battaglia di resistenza contro i Napoleonici, e sempre ammirando le decorazioni delle abitazioni gentilizie, si esce dalla parte alta del paese. Si attraversa il bosco che ammanta il Cozzo Pastano. Frequentato dallo Scoitattolo nero e numerosi altri animali. 
Un cumulo di pietre ci preannuncia l’arrivo al Santuario della Madonna del Soccorso.

No plane! no fly?
Il panorama sulla Valle del Mercure è grandioso e consente di comprendere come  questo territorio 500.000 anni fa fosse occupato da un lago. Inoltre si possono vedere le principali  vette del Massiccio del Pollino, i Monti di Orsomarso e seguendo la Valle del Lao anche il Mar Tirreno
Dal Santuario partono i sentieri che conducono alle vette della Zaccana e della Spina, ammantate da faggete e dove i suoli diventano rocciosi, esemplari del raro Pino Loricato.


Dopo un meritato riposo si scende lungo un sentiero che si inoltra attraverso dei conoidi di arena, in direzione di peculiari “calanchi di sabbia” seguendo il letto del ruscello, secco in estate, ma con belle e limpide cascatelle in Inverno e Primavera, che scende verso Castelluccio. 
Monte Zaccana

Il sentiero infine si innesta sull’antico percorso del “canale” che portava l’acqua a Castelluccio Superiore. Raggiunto il paese si raggiunge il Santuario della Madonna di Costantinopoli, testimonianza di migrazione di religiosi dall’oriente cristiano, collegato al paese attraverso un ponte c.d  “Romano” restaurato di recente. 


Castelluccio Superiore Castelluccio Superiore

Madonna della NeveSi scende verso la località “Giardini” e seguendo una facile strada sterrata si raggiunge il Santuario della Madonna della Neve, sede una volta di una importante Fiera degli Animali, dove si può visitare il Museo della Civiltà Contadina. Durante il cammino si ha la possibilità di vedere numerosi rapaci, poiane, nibbio reale e gheppio, ma in questa zona è segnalata anche la nidificazione del rarissimo Biancone, aquila mangiatrice di serpenti.
Madonna neraMadonna del latte   

Dopo pochi minuti si raggiungono le prime abitazioni di Castelluccio Inferiore e nell’ordine si potranno visitare la Cappella della “Madonna del Latte” con una pregevole statua in marmo bianco, la chiesa di Sant’Anna ed infine la Chiesa dell’Annunziata con una interessantissima Madonna Nera che la leggenda vuole portata fin qui da una tribù di Bulgari. 


Palazzo Marchesale Castelluccio inferiore
Da qui si raggiunge Largo San Nicola, dove si affacciano il Palazzo Marchesale e la Chiesa di San Nicola. 





Il percorso si conclude tornando al Convento di Sant’Antonio








Altre emergenze archeologiche:

La Grotta di San Michele
La Grotta di San Nilo



La Galleria Elicoidale delle Ferrovie Calabro Lucane
Galleria Elicodale


Si ringrazia per le informazioni fornite:

Davide Rossi dell'Associazione Infusi Lucani
L'Associazione Infusi Lucani
Luciano Longo 
Il Sindaco di Castelluccio Superiore Egidio Salamone

giovedì 8 marzo 2012

C'era una volta "U'Mito"



Il 19 Marzo in alcune contrade al confine tra Mormanno e Rotonda era tradizione realizzare un grande convivio in onore di San Giuseppe. Gli organizzatori nei giorni precedenti passavano di casa in casa ad invitare gli ospiti e a raccogliere le offerte necessarie per il vitto. Le offerte consistevano in: farina, uova, fagioli, ceci, pesce secco, vino, pane, patate. Alcune donne, giorni prima, impastavano a mano farina e uova per realizzare i tradizionali “Tagliolini di San Giuseppe”.

Il giorno della festa, a cominciare da mezzogiorno fino a sera, la gente si sedeva a turno nei piccoli spazi messi a disposizione da una delle famiglie degli organizzatori, e dopo una breve preghiera al Santo consumava un pasto realizzato con quanto si era raccolto:

Mischiglio di fasule con olio e zafarano pisato
Tagghioline i San Giuseppe chi cicere
Frittata o Frittata cu zafarane crusche o uovo cotto o spuma di patane
Sarache o alici sotto sale di Scalea o baccalà.

All’imbrunire si accendeva un grande falò con le potature degli alberi e le fascine di ginestra. La festa si concludeva a notte inoltrata con danze al ritmo di musica tradizionale.

Purtroppo negli ultimi anni l’antica tradizione de “u’Mito” (l’invito), simbolo della generosità e del senso di ospitalità delle genti del Pollino, è andata perduta.

mercoledì 13 aprile 2011

Capriolo di Orsomarso in Basilicata: prima immagine

A questo punto è ufficiale!
Ne ho avvistato uno nel 2008 che attraversava la strada Fortino-Colle del Dragone.
Qualche testimonianza confusa sull'avvistamento di una specie di "cerbiatto" negli ultimi anni....
Un pastore, nel 2010, che mi ha detto chiaramente che in zona di Rotonda ha avvistato "come dei capretti" che passavano in mezzo al suo bestiame al pascolo...
Qualche caccolina nella zona della Coppola di Paola...
Il mio avvistamento di una sagoma nell'ombra a "Fago Grosso" che attraversava la strada correndo come un capriolo nell'autunno 2010...
Cervi (reintrodotti da poco) o caprioli?
La foto dell'amico Alfredo Vilmer Sabino non lascia dubbi. Capriolo!! La foto è stata scattata alle ore 10 circa il 9 aprile 2011 sulle praterie verso Visitone.
La popolazione del Capriolo di Orsomarso è in espansione e lo sarà in modo esponenziale nei prossimi anni considerando la vastità di territorio selvaggio e di coltivi semiabbandonati a disposizione e la superficie ad aree protetta... politiche ambientali e venatorie permettendo!

domenica 27 febbraio 2011

Ma dove vive il Lupo?

Abbiamo camminato 3 giorni nella neve.
Abbiamo seguito le sue tracce.
Abbiamo cercato di capire dove dorme, cosa mangia, se riposa...
Incredibilmente è un animale che sa sempre dove va, cosa fa, qual'è la sua meta... le sue tracce sono dirette, non c'è salita che lo stanchi, non c'è discesa ce lo spaventi, non si ferma mai, mai indugia, mai un dubbio, un crollo, non si ferma neanche per pisciare...

E così abbiamo percorso boschi che mai avremmo seguito, salite che mai avremmo affrontato, visto grandi faggi che non sapevamo, ruscelli coperti di muschio sconosciuti e affrontato neve, vento e temperature che mai avremmo pensato di sfidare.

L'unica cosa certa è che ha sempre una meta e solo vicino alla meta diventa nervoso, incerto, preoccupato sul da farsi. Solo qui marca ripetutamente i confini della sua terra con quella degli uomini... e così seguendo le sue impronte, lasciate da appena qualche decina di minuti, siamo finiti nel retro di una masseria, in un pollaio, in pieno giorno... altro che animale notturno... perchè il pollaio la notte è chiuso!

VIDEO


domenica 20 febbraio 2011

Un idea per il recupero della Stazione di Campotenese

Recuperare l'edilizia locale, soprattutto quei manufatti dal rilevante valore storico, architettonico, ingegneristico, dovrebbe essere una priorità dell'Ente Parco Nazionale del Pollino alla costruzioni di nuove strutture.

Gli stessi recuperati potrebbero avere una funzione ricettiva, ricreativa, educativa. Qui ad esempio si potrebbe realizzare qualcosa dedicato alla Battaglia di Campotenese del 1806.
Invece di costruire nuovi e inutili polifuzionali, future ennessime costosissime cattedrali nel deserto.





Stazione Campotenese - Ferrovia Calabro Lucana

Stazione Campotense - Ferrovia Calabro Lucana

sabato 28 agosto 2010

Dimissioni dal Comitato Scientifico di Artepollino

Non me ne voglia nessuno, ma dato che appartenere a questo Comitato è un "fatto" pubblico, le mie dimissioni non possono restare un "fatto" privato.

Rotonda 15 Aprile 2010



All’attenzione di tutti coloro che in diverso modo collaborano con il progetto Arte Pollino
Ai membri del Comitato scientifico Artepollino
Ai membri dell’Associazione Artepollino


Oggetto: dimissioni dal Comitato Scientifico


Con la presente lettera rassegno le mie dimissioni dal "Comitato Scientifico" del progetto ARTE-POLLINO.

Il mio proposito meditato già da qualche tempo è maturato definitivamente a seguito della mia richiesta di conoscere se ci fosse in programma una riunione del Comitato. La risposta è stata negativa.
E' evidente a questo punto che le funzioni del Comitato sono nulle. Infatti, l'unica riunione "ufficiale" è stata quella dell'Agosto 2008.
Il Comitato non si è mai riunito, successivamente alla prima riunione, per discutere UFFICIALMENTE sulla scelta di artisti, opere d'arte, eventi promozionali, obiettivi e siti.
Per quanto riguarda artisti e opere d'arte, non entro nel merito, in quanto non sono un esperto in questo campo. La mia partecipazione a questo progetto, nonostante i miei dubbi se fosse una esigenza prioritaria per il mio territorio, fu guidata umilmente dai versi di Dante “fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza”.

In quanto conoscitore del Pollino, riguardo ad obiettivi, eventi e siti, invece ho più volte dato il mio contributo, scritto e verbale, ma ad oggi nessuno dei miei suggerimenti è stato preso in considerazione.
Già nel Dicembre 2008, ho chiesto via mail, una riunione per discutere dei siti e allegai un documento di proposta dei siti da utilizzare. Anche allora la risposta fu negativa, sia sulla riunione sia sul merito.

Credo che tutti gli amici in indirizzo possano testimoniare il mio impegno nel sostenere quanto segue:
1) valorizzare siti di interesse ma poco conosciuti,
2) evitare introduzioni di opere d'arte in siti che siano già sufficientemente conosciuti, che abbiano notevole valore ambientale e che allo status quo siano già di elevato interesse turistico.
3) creare eventi che coinvolgano artisti locali e valorizzino risorse umane locali.
4) organizzare manifestazioni con il coinvolgimento di musicisti di musica tradizionale nelle manifestazioni promozionali di Arte-Pollino dentro e fuori il Pollino

Considerando ciò, trovo che non abbia senso essere componente di un Comitato dal nome altisonante (avevo chiesto anche il cambio del nome), ma che non decide nulla, del quale non vengono prese in considerazione le opinioni, nel quale la mia dignità di cittadino, volontario, conoscitore del territorio e la mia professionalità, nonostante le "retoriche" sui progetti condivisi, viene per l'ennesima volta frustrata.

A questo punto la domanda sorge spontanea: esiste un apparato tecnico-politico che ha deciso sulla localizzazione dei siti? Con quali parametri di valutazione? Con quali competenze? Chi si assume la responsabilità che un progetto di questa entità finanziaria non sia un fallimento? Non sarà che alla fine a dover pagare il conto in termini di credibilità personale sarò io?

Pertanto il mio nome non può sottoscrivere azioni della quale solo apparentemente ho condiviso la scelta, ma peggio ancora potrebbe sembrare di esserne stato promotore ed artefice, quando invece non ho avuto nemmeno l’occasione di poter discutere, approvare e/o disapprovare per via UFFICIALE.
Mi riferisco in particolare alle “Uova” di Nils Udo, che verranno istallate in un area frequentata dal Lupo, dal Picchio Nero e già sufficientemente nota come meta turistica in quanto una delle vie per l’escursionismo alla Grande Porta del Pollino, ai Pini Loricati, al Giardino degli Dei, Lago Duglia, la Falconara, alle fantomatiche piste da sci, alla Faggeta Abetina e che l’Opera nulla aggiunge, se non addirittura sottrae.
Un’area così ricca di elementi naturalistici e paesaggistici che non ha eguali nel meridione d’Italia, non ha bisogno di arredi artistici.
A titolo di conoscenza vi comunico che già da anni alcuni grandi Tour Operator internazionali hanno inserito questa area nei loro percorsi turistici: Headwater, InnTravel, Ramblers, oltre a centinaia di viaggiatori indipendenti. Quindi se l’intenzione era di valorizzare quest’area, forse le istituzioni sono un po’ in ritardo! Di conseguenza stiamo sprecando dei soldi!!
Bisogna inoltre considerare che anche le polemiche innescate con l’opera di Penone e adesso da quella di Udo non fanno bene al progetto ed espongono gli artisti a critiche immeritate, dando una immagine di un territorio che rifiuta tutto, cultura e modernità, che invece respingo: la nostra terra è ricca di anime sensibili e creative.
Mentre, come sostenuto nei miei numerosi ed estenuanti interventi precedenti (chi mi ripagherà del tempo perso?), ci sono altre aree del Pollino che meritano di essere valorizzate e dove un’opera d’arte potrebbe accendere l’attenzione sia dei privati sia delle amministrazioni comunali dormienti: mi riferisco alle mie proposte di Carbone, Castelluccio Superiore, Campotenese.

Vi allego due link di questo fantastico panorama a “Volo d’Aquila”, che forse nessuno di voi conosce, sconosciuto al resto del mondo, tranne a chi ci abita, e che forse meriterebbe di essere “valorizzato”, magari proprio con le “uova”, ma questi sono pensieri artistici di un comune cittadino del Pollino e non meritano di essere presi in considerazione dagli “esperti” del settore.
http://www.flickr.com/photos/pollino/3218312311/
http://www.flickr.com/photos/pollino/3219168908/

La mia non è una mancanza di assunzione di responsabilità ma proprio il contrario: volevo assumermi le mie responsabilità ma non mi è stato concesso. Credevo che essere nel Comitato fosse la via per “contribuire”, mi sono sbagliato. Il Comitato non è la sede per perorare la causa “pro-sito -uova” ma neanche quella “anti-sito-uova”, di conseguenza non ha per me senso continuare ad essere membro di questo Comitato.
Una struttura di Cemento resiste più di un secolo e per più di un secolo ciò che abbiamo fatto sarà ammirato con approvazione o con biasimo.
Concludo quindi, rassegnando le mie dimissioni e chiedo a tutti di assumersi le proprie responsabilità.




Con rispetto del lavoro di tutti e in particolare degli artisti

Giuseppe Cosenza