domenica 14 gennaio 2024

Orfani di Pappaterra?

Pappaterra se ne va in silenzio... nel silenzio. Come tutti noi del resto

Ci è stata comunicata, con estrema freddezza burocratica e silenzio politico, la rimozione del Presidente Pappaterra dal suo ruolo di guida del mio amato Parco. In questa circostanza, desidero esprimere la mia sincera solidarietà e comprensione per la sua situazione. Posso immaginare quanto debba essere difficile accettare una decisione simile dopo oltre 15 anni di dedizione alla tutela e alla valorizzazione del prezioso patrimonio naturalistico del Pollino.

Basilicata addio


La mia personale vicenda mi accomuna a quella dell'ex Presidente, in quanto anche io, dopo oltre due decenni di lavoro, ho dovuto abbandonare, la mia Terra, il Pollino. 

Dopo tre decenni di attività del Parco, è sotto gli occhi di tutti che le istituzioni e la classe politica, senza distinzione di appartenenza ideologica, non abbiano implementato iniziative e infrastrutture dove impiegare le competenze di coloro che si sono dedicati con impegno a contrastare il preoccupante declino demografico dei nostri territori.

Spero che chi legge comprenda la delusione profonda che mi pervade nel vedere che nel parco mancano ancora sentieri natura gestiti, centri visite, musei naturalistici, uffici informazioni che potrebbero impiegare decine di giovani volano di valorizzazione e sviluppo turistico. Ma non fatevi illusioni, gli ultimi provvedimenti del Parco non fanno sperare in meglio: il parco più grande e biodiverso d'Europa continua a promuovere ortaggi e salami invece di adempiere alla Mission, ossia "la tutela della biodiversità e la conservazione della natura, secondo i termini stabiliti dalle convenzioni internazionali, dalle norme europee e dalle leggi dello Stato italiano", unica via per creare opportunità di sviluppo.

Con cordialità 

Giuseppe Cosenza, ex residente del Pollino.


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