lunedì 27 aprile 2020

Viadotto Italia: un occasione mancata vecchia di 50 anni.

Ma è proprio necessario il ponte di vetro sul Fiume Lao? a me pare che sarebbe sufficiente sfruttare quello che già è stato realizzato ben 51 (CINQUANTUNO) anni fa! Una struttura ingegneristica di notevole interesse internazionale inserita in un contesto paesaggistico bellissimo che non è mai stata oggetto di interesse delle amministrazioni locali per una sua valorizzazione. Le amministrazioni locali sono in particolare Laino Borgo e Laino Castello, ma più in generale tutta la Valle del Mercure la provincia di Cosenza e la Regione Calabria.

Con i fondi con cui l’ANAS “sponsorizza” il ponte di vetro, sottraendoli quindi al miglioramento della viabilità, si potrebbero semplicemente realizzare un percorso turistico per la “visita” al Viadotto Italia.
Si uscirebbe allo svincolo di Laino, e seguendo le indicazioni turistiche, si potrebbe raggiungere uno dei punti panoramici più importanti. Questi punti panoramici, almeno due (uno a sud e uno a nord) con parcheggio, fontanella e magari anche chioscho dei gelati. Il tempo di farsi un “selfie", mangiare un panino nell’area picnic attrezzata, una bevuta di fresca acqua potabile, un riposo e si prosegue per la tua meta di vacanze in Calabria o in Sicilia. Perché no, avendo a disposizione questa grandiosa somma, sistemare la viabilità per raggiungere la base dei piloni in auto e magari realizzare un affaccio panoramico sulla Gola del Lao. Tutto con abbondanti indicazioni per evitare che ci si avventuri con autobus 50 posti su strade non adatte, con la tempistica per raggiungere i punti in auto e cartelli informativi sulla storia e caratteristiche tecniche del ponte, informazioni turistiche dell’area e invito a visitare altri siti: museo di Rotonda, Grotta del Romito, il Pollino, ecc….

 Ma non sono io a governare questo territorio.

Nel parlo nel mio Blog Pollino.it

martedì 25 febbraio 2020

Centrale idroelettrica del Frido: vergogna internazionale


Nuovo attacco alla Valle del Frido, Zona 1, Parco nazionale del Pollino, Geoparco, Patrimonio dell'UNESCO, con autorizzazione dell'Ente Parco.
                

mercoledì 19 febbraio 2020

Spopolamento: di chi sarà la colpa?

I cosidetti "amanti della natura" vengono accusati di non occuparsi della "specie umana" e invece spesso nella mia esperienza, proprio lo studio delle piante e degli animali mi ha consentito di conoscere e comprendere meglio fenomeni che riguardano la nostra specie.

Al MUSE,  Museo delle Scienze di Trento 10 aprile 2019 si è tenta una bella conferenza sulla Lince nelle Alpi dal titolo: Lo stato e la conservazione della lince nelle Alpi: gestione e sfide a cura  di Anja Jobin, (KORA (CH) - PLI - Progetto Lince Italia).

Purtroppo ho seguito i lavori sulla rete essendo Trento non proprio dietro l'angolo.  Ma l'interessantissimo intervento della Zoologa Anja Jobin, che descrive molto bene, parlando dell'Habitat della Lince, anche dei cambiamenti ambientali delle Alpi, del rapporto tra foreste/pastorizia/agricoltura e di conseguenza degli aspetti socioeconomici di questi territori.

Questa slide che mi ha colpito molto

In rosso scuro le aree con maggior invecchiamento della popolazione