martedì 10 novembre 2020

Tavolo Montagna: le proposte di Silvio Carrieri e Giuseppe Cosenza

In Agosto 2020 nel Parco Nazionale del Pollino si sono acuiti fenomeni prevedibili di abuso del territorio. Silvio Carrieri e Giuseppe Cosenza ed altri operatori hanno chiesto a Ferdinando Laghi, consigliere all'Ente Parco, di convocare un "Consiglio Direttivo Aperto" per portare all'attenzione alcune questioni gravi.

 Qui trovate la lettera di richiesta 

Di seguito l'intervento all'Ente Parco


Intervento e sintesi del Consiglio Direttivo dell’Ente Parco Nazionale del Pollino del 14/10/2020 (punto 2 odg)

Portavoce degli operatori socio economici del territorio:

• Silvestro (Silvio) CARRIERI e Giuseppe COSENZA

Gli operatori del turismo, delle attività socio-culturali ed economiche del territorio del Parco, con portavoce temporanei le guide Giuseppe Cosenza e Silvestro (Silvio) Carrieri hanno richiesto al rappresentante delle organizzazioni ambientaliste, dott. Ferdinando Laghi, un’audizione intervento nell’ambito del Consiglio Direttivo dell’Ente Parco Nazionale del Pollino e nella riunione del 14 ottobre c.a. hanno espresso le seguenti comunicazioni:

premesso l’emergenza in termini di fruizione, di servizi e di funzionalità delle infrastrutture del territorio del Parco nazionale del Pollino, vissuta nel periodo luglio-settembre 2020 che ha messo in evidenza numerose aree critiche in ambito turistico, ambientale e culturale oltre che socio economico:

− impatto estremo in termini di fruizione in alcuni specifici siti del Parco (es.: Colle dell’Impiso) che hanno generato fruizione incontrollata in ambienti naturali che dovrebbero essere oggetto di vincoli di conservazione e tutela, come i monumentali pini loricati;

− presenza di rifiuti lungo diversi assi viari ed in coincidenza di aree pic-nic; − non rispetto delle regole più elementari: divieto di accesso libero di animali domestici e di compagnia, accensione di fuochi a terra e senza controllo; stazionamento e relativo danneggiamento di monumenti vegetali; schiamazzi e musica ad alto volume; ecc.

Inoltre, pur avendo risposto abbastanza bene alle richieste di servizi da parte di numeri elevati di turisti-visitatori giornaliere, sono state evidenziate anche numerosissime azioni di reclamo spesso indirizzate impropriamente a coloro che operavano-lavoravano sul territorio: guide, operatori turistici, ecc. In particolare, le “lamentele” si sono concentrate su alcuni aspetti: la segnaletica e la comunicazione-informazione; l’efficienza-carenza nella fruizione dei servizi; la qualità dei servizi pubblici; il sistema viario; ecc.

Evidenziato che la presente audizione nasce anche da operatori che ormai hanno consolidato con continuità e 365 giorni all’anno la loro presenza sul territorio e ne conoscono tutti gli aspetti avendo attive collaborazioni consolidate con buona parte della realtà socio-economica dell’area protetta e con gli uffici dello stesso Ente.

Considerato che quanto di seguito indicato, quali richieste di intervento, è per buona parte già ipotizzato nei documenti di programmazione e gestione dell’Ente;

Come operatori di settore e professionisti attivi da quasi un trentennio nell’area protetta avanziamo le seguenti richieste-sollecitazioni che siano corrispondenti ad un piano d’azione per la prossima annualità ed assicurino un “cambiamento” reale rispetto alle problematiche già ampiamente dibattute:

CHIEDIAMO

✓ Applicazione di strumenti specifici di tutela delle aree naturalistiche sensibili con particolare riferimento agli alberi monumentali, ai boschi vetusti ed ai pini loricati nochè alla fauna: piano del parco, regolamenti di fruizione e/o tutela, campagna di

comunicazione, da attivare-realizzare e monitorare (per i risultati) in tempi rapidi. Avviando contestualmente, qualora sia necessario anche aree a fruizione controllata.

✓ Organizzazione in modo funzionale e operativo tutte le professionalità che si occupano in modo diretto di valorizzare, promuovere e comunicare le “caratteristiche ambientali e culturali” del Parco. Come per le “guide” che operano attivamente sul territorio del Parco: attraverso procedure e protocolli che assicurino il monitoraggio ambientale riconosciuto e codificato (monitoraggio flussi turistici; segnalazioni azioni illecite, degrado siti, azioni di fruizione non sostenibili per il territorio, ecc.). Inoltre, si sollecita la definizione di uno specifico, chiaro e funzionale protocollo operativo con il Soccorso Alpino (anche attraverso l’individuazione di uno o più posti fissi di intervento e presidi di sicurezza attivi specialmente nei periodi di maggiore affluenza).

✓ Sollecitazione e predisposizione in collaborazione con la Comunità del Parco (i Comuni) di un “piano di mobilità e della comunicazione sostenibile” per la fruizione delle aree di particolare interesse o dei siti raggiungibili da strade poste sopra i 1200 m di altitudine che consenta di attivare buone pratiche di fruizione e mobilità (prevedendo nuove aree di accesso alla montagna, funzionali ed accessibili che prevedano interventi tempestivi a carattere stagionale e/o in caso di elevato numero di presenze di visitatori (anche grandi eventi e/o turismo scolastico) e soluzioni di mobilità pubblica incentivata e supportata da adeguata campagna di comunicazione. Con riferimento alla “comunicazione” si propone la riorganizzazione funzionale di “punti informativi” e di supporto ai visitatori e fruitori dell’area protetta ed una particolare attenzione alla efficienza ed efficacia degli strumenti di comunicazione (da quelli social e web all’editoria, dalla segnaletica alla divulgazione-informazione sul campo).

✓ Realizzazione di uno specifico accordo operativo e/o protocollo tra l’Ente, le Guide, gli operatori turistici e i Comuni per valorizzare la rete escursionistica e di fruizione dell’intero territorio dell’area protetta ovvero investire sulla valorizzazione e le infrastrutture di servizio (segnaletica, sentieristica, ecc.) di aree periferiche rispetto all’asse di maggiore accesso attuale: Piano Ruggio/Colle Impiso/ Visitone. Promuovendo e valorizzando l’asse escursionistico del Sentiero Italia e relative bretelle. Inoltre, è indispensabile rivedere le modalità “comunicative” sul campo, ovvero i contenuti e la qualità delle informazioni dirette ed indirette espresse dalla segnaletica posizionata nel territorio del Parco che siano facilmente interpretabile e di impatto minimo ma chiaro ed efficace. Oltre che la “comunicazione” dell’Ente sulle iniziative ed i valori ambientali e culturali affinché raggiunga in modo chiaro gli operatori di tutti i settori socio-economici e gli “abitanti” del Parco.

Il Direttivo, per come evidenziato dal dott. Laghi e dagli interventi dei Consiglieri nonché dalla sintesi finale del Presidente Pappaterra, ha preso favorevolmente atto delle comunicazioni espresse dai portavoce evidenziando l’importanza di un ascolto e confronto con le realtà che quotidianamente operano nel territorio dell’area protetta ed in particolare si sollecita sugli aspetti indicati un PIANO DI AZIONE che dovrà essere elaborato dalle diverse parti (uffici dell’Ente, Consiglio Direttivo, operatori di settore e loro organizzazioni) al fine di programmare ed operare concretamente per il superamento di queste e di altre criticità indicate già da subito.

sabato 12 settembre 2020

Richiesta convocazione CD ENTE PARCO causa criticità turistico-ambientali

 Rotonda 9 Settembre 2020

Cordialissimo Dott. Ferdinando Laghi

Rappresentante delle Associazioni Ambientaliste

al Consiglio direttivo dell’Ente Parco Nazionale del Pollino


Oggetto: richiesta urgente convocazione consiglio direttivo aperto


L’estate 2020 a causa della pandemia COVID che ha limitato la mobilità delle persone in molte località Italiane e straniere ha registrato un notevole incremento dei flussi turistici nelle aree più “attraenti” del Parco Nazionale del Pollino.


Le conseguenze sono state ovviamente positive dal punto di vista economico ma a danno della qualità dei servizi e della tutela dell’ambiente, rischiando di trasformarsi in un boomerang negativo per il nostro territorio.


Le questioni che hanno dimostrato ancora una volta gravi criticità mai prese in considerazione dagli amministratori attuali e precedenti sono

La Tutela degli esemplari millenari di Pino Loricato e altre specie che sono lasciati alla mercè di turisti non educati e rispettosi con il rischio di danni gravi e permanenti nonostante le tutele previste dalla legge nazionale e i riconoscimenti internazionali (Patrimonio Unesco) senza nessuna attività di prevenzione e controllo se non quella insufficiente per mezzi e uomini affidata ai Carabinieri Forestali. Manca totalmente un coinvolgimento delle popolazioni locali, attraverso associazioni, per il controllo e monitoraggio dei comportamenti pericolosi.

Nonostante la grande affluenza crescente negli ultimi decenni non è mai stata presa in considerazione la possibilità di organizzare un presidio fisso del Soccorso Alpino nei punti strategici sia per prevenire che per rendere tempestivi interventi di salvataggio. Manca assolutamente un coordinamento e coinvolgimento delle numerose guide ufficiali e non e delle associazioni che frequentano assiduamente il parco che in tanti casi potrebbe essere di sostegno e prevenzione

Altro nodo mai affrontato è la gestione dei flussi auto nei giorni di punta in quota, che quest’anno a causa del “no car sharing” è praticamente triplicata. Nonostante sollecitazioni proveniente dal mondo dell’ambientalismo sin dai primi anni della nascita del parco non si è mai pensato di pianificare sistemi di numero chiuso, mobilità pubblica (navette), parcheggi e altre soluzioni per prevenire affollamenti e ridistribuire i flussi in territori diversi meno frequentati.

Realizzazione e promozione di percorsi alternativi ai cosiddetti “IPV” attrezzandoli adeguatamente e promuovendone il flusso presso centri informativi e strutture turistiche.

La mancanza di centri informativi distribuiti sul territorio.

Ormai ci avviciniamo ai 30 anni della istituzione del Parco, questi punti che sarebbero dovuti essere prioritari sono stati assolutamente trascurati. Riteniamo che non si possano più rimandare e che il Parco, meglio tardi che mai, inizi ad occuparsi di tutela ambientale e gestione dei flussi turistici con le dovute attenzioni e competenze.

Pertanto Le chiediamo di farsi promotore di un consiglio dell’Ente Parco aperto dove si possano prendere congrui e seri impegni, anche di bilancio, per affrontare i punti espressi.




Giuseppe Cosenza Guida Ufficiale del Parco Nazionale del Pollino

Saverio De Marco Guida Ambientale Escursionistica LAGAP

Silvestro Carrieri Guida Ufficiale del Parco Nazionale del Pollino e GAE

Associazione CEA Pollino Calabria - Castrovillari

Carlo Di Tomaso - Operatore Turistico

lunedì 27 aprile 2020

Viadotto Italia: un occasione mancata vecchia di 50 anni.

Ma è proprio necessario il ponte di vetro sul Fiume Lao? a me pare che sarebbe sufficiente sfruttare quello che già è stato realizzato ben 51 (CINQUANTUNO) anni fa! Una struttura ingegneristica di notevole interesse internazionale inserita in un contesto paesaggistico bellissimo che non è mai stata oggetto di interesse delle amministrazioni locali per una sua valorizzazione. Le amministrazioni locali sono in particolare Laino Borgo e Laino Castello, ma più in generale tutta la Valle del Mercure la provincia di Cosenza e la Regione Calabria.


martedì 25 febbraio 2020

Centrale idroelettrica del Frido: vergogna internazionale


Nuovo attacco alla Valle del Frido, Zona 1, Parco nazionale del Pollino, Geoparco, Patrimonio dell'UNESCO, con autorizzazione dell'Ente Parco.
                

mercoledì 19 febbraio 2020

Spopolamento: di chi sarà la colpa?

I cosidetti "amanti della natura" vengono accusati di non occuparsi della "specie umana" e invece spesso nella mia esperienza, proprio lo studio delle piante e degli animali mi ha consentito di conoscere e comprendere meglio fenomeni che riguardano la nostra specie.

Al MUSE,  Museo delle Scienze di Trento 10 aprile 2019 si è tenta una bella conferenza sulla Lince nelle Alpi dal titolo: Lo stato e la conservazione della lince nelle Alpi: gestione e sfide a cura  di Anja Jobin, (KORA (CH) - PLI - Progetto Lince Italia).

Purtroppo ho seguito i lavori sulla rete essendo Trento non proprio dietro l'angolo.  Ma l'interessantissimo intervento della Zoologa Anja Jobin, che descrive molto bene, parlando dell'Habitat della Lince, anche dei cambiamenti ambientali delle Alpi, del rapporto tra foreste/pastorizia/agricoltura e di conseguenza degli aspetti socioeconomici di questi territori.

Questa slide che mi ha colpito molto

In rosso scuro le aree con maggior invecchiamento della popolazione