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domenica 24 ottobre 2021

Un inutile Pannello Solare sul Dolcedorme


 
Ammettiamo che la fotocamera a pannello solare possa individuare un cretino che tenta di danneggiare Italus. La prima domande da farsi per pianificare una attività di prevenzione di un evento del genere sarebbe chiedersi “chi potrebbe essere?” “Da dove arriva?” “Cosa potrebbe dissuaderlo”? “Solo Italus è a rischio o anche tutti gli altri alberi monumentali?” Alla prima domanda si può rispondere con “terrorista ambientale”, “piromane” “turista maleducato”: considerando la posizione e i moventi possibili la probabilità si spostano infinitamente verso il terzo personaggio.

 
 

lunedì 27 agosto 2018

Il fuoco dell'imbecille ai piani di Pollino

Siamo ai piani di Pollino. In questa zona l'unico materiale adatto ad accendere un fuoco sono i tronchi secchi di Pino Loricato
 
Ma per alcuni escursionisti scaldarsi la notte, farsi un caffè o una zuppa calda è più importante di qualsiasi aspetto naturalistico, paesaggistico, biologico.
 
Spesso questi fuochi vengono accesi proprio ai piedi dei pini loricati millenari, compromettendo il loro apparato radicale, ma anche il cotico erboso, ma anche il piacere di chi viene dopo di sedersi, di fare una foto senza ssenza segni di alterazioni antropiche.
 


 

lunedì 3 luglio 2017

Il fuoco dell'Imbecille a Serra delle Ciavole

Questa è Serra delle Ciavole, un pezzo di paradiso sulla terra. 
La lunga cresta montuosa che tocca i 2013 m s.l.m presenta bellissimi esemplari di Pino Loricato. Molti sono scelerò che nonostante siano morti danno a questa montagna un fascino unico. 

Ognuno di questi alberi anche se morti sono monumenti nel senso stretto della parola. 

Ogni ramo è una scultura prodotta dall’interazione di un organismo vivente con il suo ambiente. 

Ogni pezzo merita di essere fotografato. 

Poi non c’è altro. 

Se vuoi accendere un fuoco devi usare il legno e qui l’unico disponibile è quello di Pino Loricato

La domande sorgono spontanee: 
Era proprio necessario fare il tuo bivacco qui?
Se tutti fanno come te per quanti anni ancora potremo ammirare i Pini Loricati?



 

sabato 16 agosto 2008

Il fuoco dell'imbecille a Serra di Crispo


Al Giardino degli Dei, un imbecille ha pensato bene di accendere un fuoco per scaldarsi la notte, sulle radici dei Pini Loricati, usando pezzi di legno di Pino Loricato.
Un oltraggio nella indifferenza delle autorità. E' una fortuna che il fuoco non si sia diffuso, ma gli effetti, speriamo di no, li vedremo l'anno prossimo.
lasciate i vostri commenti 


Scattata il 16 agosto 2008 da un amica

giovedì 13 febbraio 2003

Imbecille uccide un Cervo

A meno di 10 giorni dalla liberazione un bracconiere uccide un esemplare di cerva femmina in gravidanza

Stamattina a San Severino Lucano non si parlava di altro, nei bar, per strada: hanno ucciso un cervo!!! Sono passati meno di 10 giorni dalla liberazione dei 35 cervi provenienti dall?Austria che è avvenuto il primo caso di bracconaggio. Questo gesto ci riporta in coda alla graduatoria dei paesi cosiddetti civili. Vergogna!

Il cervo, una femmina in gravidanza, è stata ritrovata Lunedì ed è stata uccisa tra Sabato e Domenica. Questi animali provenendo da un paese, l?Austria, dove rigorosamente vengono rispettati i divieti di caccia e la gente è fortemente rispettosa dell?ambiente, si sono avvicinati alle zone abitate con tutta tranquillità. Ma qui, invece di un austriaco, hanno trovato un imbecille. L?animale è stato ritrovato scuoiato ed sviscerato con un precisione da macellaio: è evidente quindi che si tratta di una persona esperta all?abbattimento di grossi animali, forse un cacciatore di cinghiali. Il confine tra bracconiere e cacciatore e sempre molto sottile. Pare che la Forestale si stia adoperando per aumentare il controllo nell?area di liberazione del cervo, anche se tale impegno poteva essere preso immediatamente e contemporaneamente alla liberazione.

Dal canto suo dai vertici dell?Ente Parco non arriva nessun comunicato. Credo che in questo momento l?Ente sta avendo un atteggiamento permissivo o di passiva indifferenza al problema del bracconaggio nel Parco. Da ovunque arrivano notizie di cinghiali uccisi, spesso di scrofe in attesa di partorire i piccoli, così come la presenza di alcune specie animali, che sembravano essere aumentate in passato, sono di nuovo in declino. Non è una novità che anche in località come Piano Ruggio non sia infrequente la presenza di cacciatori di lepre. Alcuni cinghiali sono stati uccisi a Rotonda a pochi km in linea d?aria dall?Ente Parco.
A dieci anni dall?istituzione del Parco non sono ancora state definite le aree contigue riservate ai cacciatori residenti nei comuni del Parco e questo provoca malcontento e favorisce il bracconaggio.

L?uccisione della cerva è sintomo di una amministrazione inadeguata alla gestione dell?ambiente. Presidenti e direttori, vecchi e nuovi, non hanno perso mai occasione per apparire a convegni e interviste televisive. In questo momento una forte presa di posizione dell'Ente per difendere il SUO progetto della reintroduzione del cervo era d?obbligo e necessaria. L?Ente deve far sapere a tutti da quale parte è schierato: un pastore deve difendere le sue pecore! Da subito avrebbe dovuto mobilitare la Forestale ad una maggiore operatività sul territorio. Da subito avrebbe dovuto mobilitare associazioni, enti locali, scuole, istituzioni ad ?adottare? simbolicamente i cervi, affinché si venga a creare un ambiente favorevole al progetto e ostile a chi compie atti vandalici di questo tipo.

Questi cervi hanno uno scopo ben preciso: essere i fondatori di una popolazione che ricolonizzi il territorio del Pollino.Qualcuno nella sua gretta ed istintiva visione del mondo ha pensato bene di mangiarsene uno.

Cosa importa a questo imbecille se un giorno questo nucleo di cervi consentirà di ricolonizzare le vaste aree montane della Basilicata e della Calabria. Cosa importa a questo imbecille se tra qualche anno cittadini e turisti del parco potranno ammirare la possente mole di un cervo maschio che pascola sui prati del Pollino e non vederli sempre e solo in televisione o allo zoo. Cosa importa a questo imbecille di quella cerva incinta che avrebbe potuto dare vita al primo cerbiatto nato sul Pollino da due secoli. Cosa importa a questo imbecille se tra qualche decennio potrà essere possibile aprire la caccia al cervo nelle aree esterne al Parco e dare vita ad un economia legata allo sfruttamento della selvaggina. Cosa importa a questo imbecille se un esemplare di cervo che è costato circa 2000 euro ed è stato trasportato per 3.000 km dall?Austria fino al Pollino era destinato a scopi più alti e nobili della cottura in una lercia padella.

Quest?uomo in questo momento si sta mangiando un pezzo delle nostre speranze e mi auguro che ne possa restare fortemente disgustato.