mercoledì 4 luglio 2018

Sussidi di disoccupazione a carico dei comuni!




Se il sussidio di disoccupazione entrasse nel bilancio delle amministrazioni comunali, oggi il mio sindaco (quello che ho votato, ma dovrebbe farlo lo stesso anche se non lo avessi votato!) invece di votare a favore il bilancio del Parco che prevede contributi per la sagra della "cozza di montagna ai fagioli di mare" sarebbe andato dal presidente del Parco a chiedere conto di come mai Giuseppe Cosenza non lavora nel Museo del Pino Loricato di Viggianello. Scoprirebbe che nel Pollino non c'è un museo del Pino Loricato, ma manco quello della Festa dell'Abete,  perchè hanno speso tutto per il Carnevale di Vattelapesca. Scoprirebbe che le scuole non vengono più sul Pollino perchè si sono stufate del Belvedere di Piano Ruggio... scoprirebbe tante cose: Ad esempio che la sentieristica, i centri visite, i punti informativi o non funzionano o sono affidate a gente che fa danni a costi enormi per la collettività!



Lo stesso potrebbe valere per un medico non assunto dall'Azienda Sanitaria, con gravi disservizi per i cittadini perchè i fondi servono per finanziare il progettino del loro cugggino "accoglienza dei portatori sani di unghie incarnite".

I sussidi di disoccupazione devono essere la vergogna di chi ci amministra; La voce in rosso nel bilancio comunale dovrebbe essere l'incubo della loro coscienza sporca, come per me sono un incubo questi amministratore di bassa lega che Salvini e M5S a confronto sono degni del Nobel alla Cultura!

La "sinistra" li considera una forma di vetero assistenzialismo, fatta eccezione di quando nei beneficiari c'è un loro "cugggino". Se fosse "sinistra" cercherebbe il benessere delle classi meno agiate che oggi miserevolmente corrispondono anche alle più colte che tentano di non allontanarsi dalla loro terra.

giovedì 7 giugno 2018

Pollino: progetto una lavatrice in ogni casa!

E' una storia vecchia, di cui avrei voluto parlarvi da tanto tempo.

A Castelluccio inferiore, sulla vecchia e gloriosa Statale 19, proprio dove una volta comiinciava il paese per chi proveniva da sud, c'è la piccola cappella di San Tommaso, con vicino una bella e antica fontana. Uno dei tanti gioielli che caratterizzano questo paese. 

Purtroppo in totale abbandono e degrado.

Proprio attaccata alla fontana monumentale c'è un moderno lavatoio che è stato ristrutturato.
Strano, non credo che a Castelluccio inferiore le donne non conoscano l'uso della lavatrice. Non credo neanche che trascorrano il loro tempo a lavare i panni a mano, con la scusa di scambiare due chiacchiere. 
Ma qualcuno si è così preoccupato che le donne potessero non bagnarsi nel caso di pioggia che il lavatoio è stato attrezzato con una bella tettoia in cemento armato antisismico.

Ma fino a qui qual è il problema? Un sindaco è stato scelto dalla popolazione, che se ritiene che questi siano interventi prioritari ed importanti per i suoi elettori va benissimo: basta poi non lamentarsi di cose più importanti che mancano.


Il problema sorge quando vi fermate a leggere la targa affissa sul lavatoio.
targa commemorativa che ci ricorda a cosa si è ridotto un parco
A questo punto qualche domanda me la faccio. 
Che c'entra un parco con il lavatoio? 
Qual è sarà il prossimo progetto del Parco: una lavatrice in ogni casa? 

posizione del lavatoio
L'opera è stata finanziata? 
Perchè invece di recuperare la parte monumentale, che sta cadendo a pezzi, hanno recuperato la parte "moderna"? 
Perchè avrebbe finanziato il recupero di un opera che non può essere considerata nè patrimonio naturalistico, nè patrimonio culturale e tantomeno una struttura utile alla fruizione del Parco e che neanche si trova nel parco?

Non so quanto il parco abbia speso, ma già il fatto che abbia speso dei soldi solo per la targa si tratta di distrazione di fondi rispetto allo motivo per cui è stato istituito.
Bisognerebbe ricordare ogni volta che viene speso 1 Euro, che tali finanziamenti hanno degli obiettivi precisi: contrastare il degrado ambientale, difendere il pianeta dall’effetto serra, salvaguardare la biodiversità, implementare progetti di sviluppo che riescano a conciliare le esigenze delle popolazioni locali con la tutela dell’ambiente, divulgare la conoscenza dei delicati meccanismi dell’ecologia nelle nuove generazioni, tutelare paesaggi antropici di particolare pregio e interesse storico… oddio potrei continuare per ore, ma meglio lasciar perdere.






domenica 22 aprile 2018

La solita calabro-lumaca

Martedì 17 Aprile 2018 c’è stato questo interessante incontro. Ma ovviamente io come “operatore turistico” non sono stato invitato. Mi chiedo cosa altro devo fare per uscire dalla clandestinità? Cosa altro devo fare per essere riconosciuto come persona degna di essere informata? Cosa altro devo fare per essere considerato persona meritevole di essere ascoltato? Cosa mi manca per essere considerato uno “stakeholder”? Eppure io sono uno che negli ultimi anni ha organizzato eventi e portato gente a visitare vecchie stazioni, tracciati ferroviari, gallerie “elicoidali”. Sono guida, lavoro in agriturismo, sono stato membro di associazioni di categoria, sono guida regionale, del parco. Mi conoscono personalmente i sindaci di Rotonda, Viggianello, dei due Castelluccio, di Lauria. Chi avrebbe dovuto invitarmi e non lo ha fatto? Il problema è che non sono nella lista “ufficiosa” degli amici degli amici? Quella lista compilata dentro le sezioni del PD?  Quella lista che vuole che i benefici dei progetti cadano sempre nelle mani degli amici a costo di farle male le cose! #iosonomaleducato perché mi ci hanno fatto diventare.


Io potrei inondare le loro teste vuote di idee per farlo funzionare questo progetto. Ma loro vogliono che io e tutte le nuove generazioni emigrino o puliscano i cessi per vivere in questa terra.

giovedì 5 aprile 2018

Non leggete quel cartello 1

Non ce la faccio a tenermelo dentro. Non posso. Ovunque nel Pollino grazie a progetti finanziati da diversi enti appaiono cartelli informativi che farebbero rigirare nella tomba i peggiori scribi egiziani. I geroglifici a confronto erano più chiari, diretti e linguisticamente corretti. Dato che sono centinaia... cominciamo con esaminarne uno, che prontamente è stato riallestito, dopo che si era rovinato. Per prima cosa vediamo chi sono i finanziatori.
Sono loro che hanno affidato il lavoro a qualche grande esperto di comunicazione. E quindi a loro vanno i ringraziamenti per favorire la meritocrazia, la professionalità dei giovani che hanno studiato. La sostanza.
Il cartello vuole esprimere il concetto che in quest'aerea è vietato accendere fuochi per evitare di causare incendi. Esiste quindi una simbologia che senza parole è compresa da tutti, indipendentemente dalla lingua di origine, etnia, razza, età, grado di scolarizzazione. Credo che sia chiaro. Non ci sarebbe bisogno di aggiungere altro BASTAVA QUESTO! E invece no. Qui a sud NON CI SI ACCONTENTA! Per gli "analfabeti funzionali" è meglio essere più diretti e chiari: quindi si aggiunge anche la frase esplicita in Italiano.
Adesso è più chiaro! Peccato che in "italiano" la parola "focolaio" non abbia niente a che vedere con gli incendi. Infatti secondo la Treccani "focolaio" ha a che fare con "focolare" solo etimologicamente.

Quindi siamo certi che la frase corretta sarebbe dovuta essere "vietato accendere focolari". 
Ma io non credo che un escursionista, che si è portato calce e mattoni nello zaino, per costruisce un "focolare", sia poi così maldestro da provocare incendi. 

Quindi non credo che intendessero "focolare" ma proprio "focolaio".
Infatti lo conferma la traduzione in inglese lo conferma che volevano proprio dire "focolaio"
Adesso è chiarissimo: E' vietato accendere epidemie di infezione, esplosivi, guerre... 

Gli inglesi cosa penseranno: "ma guarda tu gli italiani cosa sono capaci di fare" oppure "ma gli italiani ci hanno scambiato per untori?" 
Mai pagare un esperto di lingua inglese se non abbiamo voluto pagare uno che sappia scrivere questi profondi concetti in italiano. 

Ed eccolo in tutta la sua bellezza
Posso offrirvi visite guidate a tanta meraviglia immersi nella natura del Parco Nazionale del Pollino e non solo.