venerdì 16 febbraio 2007

Sciolto il consiglio direttivo

OLA BASILICATA: SCIOGLIMENTO DEL CONSIGLIO DIRETTIVO DEL PARCO, UNA VITTORIA DELLA SOCIETA’ CIVILE

L’avvio del procedimento di scioglimento del Consiglio Direttivo dell’Ente Parco Nazionale del Pollino, da parte del Ministero dell’Ambiente, è una prima vittoria della società civile Lucana e Calabrese che in tutti questi anni si è battuta contro la degenerazione amministrativa e il degrado ideologico dell’Ente, nonostante l’isolamento del mondo politico e amministrativo e della stampa del servizio pubblico.


Siamo certi del buon esito della verifica del Ministero dell’Ambiente che individua le motivazioni dello scioglimento, nello sperpero di denaro pubblico (vedi caso Gattuso), nella nomina di collaboratori esterni non necessari, nella mancata capacità di valorizzare le risorse umane interne pianta organica, nella mancanza di legittimità in molte sedute del consiglio direttivo, nella mancata realizzazione del Piano del Parco.

Pur consapevoli che si tratta di contestazioni unicamente di carattere amministrativo, non possiamo che ricordare che lo stesso Consiglio Direttivo è sempre stato, a maggioranza, disinteressato e incapace di realizzare una politica di tutela ambientale e di valorizzazione del territorio. (Vedi documento OLA).

Addirittura il rappresentante delle associazioni ambientaliste non ha mai svolto la sua essenziale funzione di controllo. Lo stesso è stato disconosciuto dalle Associazioni Ambientaliste (WWF, Legambiente) che però non hanno mai spiegato come e chi ne ha promosso la candidatura al Ministero nel 2003.

Rifiutiamo il gioco dei commissariamenti e dei subcommissariameti, dal sapore oscuro e inquietante. L’incarico che si profila al Direttore generale delle aree protette, Cosentino, che in tutti questi anni con il Presidente Fino ha fatto il gioco delle tre scimmie (non vedo, non sento, non parlo), ha un sapore oscuro e inquietante.

Si passi subito alla nomina del nuovo presidente scegliendolo tra personalità di notevole spessore culturale che possano trasformare la discussione del bilancio del parco, da un mero bilancio contabile, (costantemente caratterizzato da una pura spartizione di fondi), ad un bilancio ambientale che contabilizzi ad esempio l’incremento della superficie forestale, la crescita della popolazione della Lontra o di Pino Loricato, i km di sentieri escursionistici manutenuti, il numero di sentieri natura realizzati, il numero di imprese ecoturistiche stabilizzate, l’efficienza e la qualità dei servizi turistici.

Le nostre indicazioni sono rivolte a personalità, come già detto in altre occasioni, del calibro di Franco Tassi, Piero Angela, Philippe Daverio. Proponiamo anche il Prof. Luca Mercalli, personalità che potrebbe dare consistenza pratica e culturale, proprio nel Pollino, al fondamentale ruolo svolto da una area protetta per la difesa dai cambiamenti climatici globali.

Ribadiamo il nostro no alle candidature si personalità di pura espressione politica, come l’on. Pappaterra, in quanto rappresentante di un mondo politico colpevole del fallimento dell’esperienza Pollino. Lo stesso Pappaterra, infatti, nell’Ottobre 2002 in Commissione Ambiente espresse parere favorevole alla nomina dell’allora commissario Fino a Presidente del Parco e riteniamo sia fortemente compromesso con l’attuale degradante gestione. Inoltre, lo stesso, non ha mai assunto posizioni contrarie o critiche rispetto alla realizzazione dell’Elettrodotto Rizziconi, la Centrale del Mercure, il punto vendita al Santuario della Madonna delle Armi, l’assurda riperimetrazione disegnata senza competenza, solo per citare degli esempi.

Auspichiamo che anche le associazioni ambientaliste (Legambiente, WWF, Italia Nostra) considerino la nomina del loro rappresentante non più come l’occupazione di una poltrona, ma propongano anch’esse personalità che nel territorio si siano distinte per l’attività di controllo e valorizzazione dell’ambiente naturale.

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