mercoledì 23 settembre 2009

Centrale del Mercure: lettera ad un sindaco

Al dott. Roberto Giordano, Sindaco di Castelluccio Inferiore (PZ)

Sindaci precedenti, successivi, limitrofi, che potrebbero sentirsi (giustamente) chiamati in causa



Egregio Signor Sindaco


Le scrivo perché ritengo di chiarire meglio quanto ho espresso in occasione del convegno del 20 Settembre sulla Centrale a Biomasse da Lei organizzato.


Lei conosce le mie ragioni, sono un Operatore Turistico, i turisti vengono qui per vivere un ambiente pulito, diverso da quello che li circonda quotidianamente, ed io per difendere il mio lavoro, sono contrario all’apertura di questa Centrale. Le mie ragioni non fanno una piega mi pare. Se poi la Valle del Mercure dovesse effettivamente essere un’area a vocazione industriale con la possibilità di occupare migliaia di addetti in questo settore, capirei che sono stato io a sbagliare investimento. Chiuderei e andrei altrove o farei altro.



Sinceramente io Le auguro che la Centrale del Mercure, per il suo personale futuro politico non apra mai, perché l’impegno che sta spendendo a favore dell’Enel diventerà per Lei un boomerang.


Nel suo immaginario ha una visione nostalgica della centrale, di quando Castelluccio con il suo Villaggio Enel ospitava centinaia di dipendenti e le loro famiglie. Non ricordo esattamente i numeri, ma nel periodo più florido e a spese di soldi pubblici, cioè con l’Enel STATALIZZATA, pare che gli addetti alla centrale fossero almeno 300. Le ricordo che quell’ENEL non esiste più, oggi c’è una società privata ENEL SPA che conserva solo il nome di quell’azienda, che con le tasse dei cittadini italiani garantiva migliaia di posti lavoro che oggi ENEL SPA non ha nessun interesse a garantire.



Se i dipendenti erano 300, parliamo di 300 famiglie. Con una media (all’epoca) di 3 figli per famiglia parliamo di 900 giovani che sono cresciuti all’ombra della Centrale del Mercure e che abitavano maggiormente nel suo comune ma un po’ ovunque nella Valle.


A questi 900 giovani, Lei ed altri amministratori e politici che la pensano come LEI, a dispetto dell’ENEL SPA stessa, sta creando la falsa illusione che questa centrale potrà diventare una opportunità di lavoro. A questi numeri aggiunga tutti gli altri NON figli di dipendenti ENEL che avrebbero diritto come gli altri ad un posto di lavoro… all’Enel… a che cifre arriviamo? Me compreso!! Che non vedo loro di fare la fila davanti ad un ufficio di collocamento. E perché mai dovrei essere l’unico stupido con una partita IVA della Valle del Mercure


Cosa succederà se la centrale dovesse aprire? Queste migliaia di giovani, accompagnati da mamme e papà, verranno a chiederle della tanta “sbandierata” occupazione? E’ sicuro che potrà accontentarli tutti?


Ma dove sono questi giovani? A me pare che molti sono fuori, per lavoro e per studio. A me pare che molti di questi non sono stati con le mani in mano ad aspettare questa “grande occasione” ma si sono organizzati in proprio, hanno avviato attività, acquisito competenze e alcuni di loro con sacrificio hanno investito nella loro terra: senza l’aiuto della classe politico-sindacale spesso troppo cieca per seguire il “progresso” culturale della nostra società.


Lei è sicuro che tra il trasporto delle biomasse con camion e navi, ci saranno, spazi occupazionali per loro? Crede veramente che riusciremo ad attivare la coltivazione di biomasse? Crede davvero che un sistema di agricoltura così avanzato, ad alta tecnologia, possa inserirsi immediatamente nel Suo territorio ancor prima che la centrale apra?


Se veramente crede che la coltivazione di biomassa possa diventare una opportunità occupazionale, perché non ha organizzato un convegno con le aziende agricole e con tecnici del settore che potessero illustrarci le implicazioni tecnologiche per passare dal pascolo delle pecore o dalla coltivazione di ortaggi, alla coltivazione intensiva di pioppi, canapa, lino e non so quante altre piante (per la verità con risultati sempre non positivi, basta girare su internet).


L’ENEL SPA l’ha detto: loro le biomasse le comprano, mica le producono. Cosa ha fatto lei per convincere gli agricoltori a convertire le loro colture? O pensa che domani tornerà un suo parente emigrato da Milano e comincerà a farlo?


Mi chiedo come mai Enti come l’ALSIA, l’UNIVERSITA’ di BASILICATA, le COMUNITA’ MONTANE, non hanno avviato seri progetti sperimentali su questo tipo di coltivazione se questa potrebbe rappresentare una opportunità di sviluppo? Lei è a conoscenza di incentivi comunitari per la coltivazione di Biomasse? Ritiene che paesi con agricoltura ad alta industrializzazione come la Germania si sarebbero fatti perdere l’occasione di produrre energia coltivando Biomasse?


In questo senso il convegno è stato deludente, perché vi siete limitati a presentarci le solite ragioni dell’ENEL SPA e qualche frase ad effetto sul “che si potrebbe fare”. Diverso sarebbe stato se lei avesse invitato un agronomo che potesse dirci, numeri alla mano, quanto si spende per avviare una coltivazione di pioppi, quanti anni impiega ad entrare in produzione, quanto si incassa a fine anno e come si potrebbe “campare” nell’attesa del raccolto. Ma avrebbe potuto anche spiegarci che tipo di macchine bisogna acquistare per coltivare e lavorare le biomasse, quanto costa la loro manutenzione, e in quanti anni si recupera il capitale speso. Si perché se l’ENEL SPA non garantisce l’acquisto di biomassa per almeno 20 anni, cosa se ne fa un suo concittadino di una macchina cippatrice? Ci avrebbe spiegato anche che per avere una produzione continua negli anni di biomasse economicamente soddisfacente, bisogna avere una grande azienda dove a rotazione si raccoglie tutti gli anni… grande azienda, grandi investimenti, grandi capitali, grandi imprese, grandi società, cooperative, associazioni produttori... non mi pare che stiamo parlando della Valle del Mercure, non mi pare che facciamo in tempo per l’apertura della Centrale.



Glielo ho detto pubblicamente, mi sono quasi messo a piangere per lo zelo che ha speso per difendere il progetto dell’ENEL SPA, una società che pur di avere un certificato verde (“ecologico”) disboscherà foreste di mezza Europa e del mondo, creando povertà, fame e deserto, innescando quei processi migratori verso l’Italia che tanto osteggiamo.



Le ho chiesto come mai non ha speso lo stesso zelo, da sindaco e da cittadino di Castelluccio Inferiore per altre più importanti battaglie.


Mi riferisco in particolare ad un Ente Parco che da ormai 15 anni arranca alla mercè di amministratori incapaci. Lei come altri sindaci non ha risposto all’appello della società civile affinchè ad occupare la poltrona di Presidente del parco fosse una personalità di alto profilo culturale e competenza, che potesse avviare quei processi di valorizzazione delle nostre risorse naturalistiche e culturali.


E così il suo comune, come tutti gli altri, accumula gravi ritardi nello sviluppo ecoturistico, e, ahimè, tanti di quei suoi concittadini (appartenenti ai 900 su menzionati) hanno perso e vedono sempre più remota la possibilità occupazionale nel territorio.



Il suo comune, ad esempio, sarebbe potuto diventare capofila di un progetto per la valorizzazione turistica della Ferrovia Calabro Lucana, di cui ogni 2 anni si organizza un convegno, con consequenziale abbuffata, senza realizzare nulla. Si sarebbe potuto candidare un progetto per la realizzazione di un museo dell’ingegneria ferroviaria in uno dei tanti caselli ferroviari abbandonati valorizzando ad esempio un percorso turistico nella famosa galleria elicoidale, qualche cosa nello stile della “grande attrattiva” tipo il VOLO DELL’ANGELO delle Dolomiti Lucane, che ha prodotto un incremento del 20% di visitatori.



Avrebbe potuto, in occasione del MILLENARIO DI SAN NILO, agganciare il suo comune ai flussi turistico-religiosi tra Rossano e Grottaferrata, dato che la sua terra ha ospitato questo grande Santo Greco


Avrebbe potuto promuovere corsi di formazione, affinchè ragazzi di Castelluccio si avvicinassero alla pratica sportiva del rafting, dell’arrampicata, del deltaplano. Lo sa che sul Lao ci sono tanti “extracomunitari” che guidano i gommoni del rafting? E i suoi giovani concittadini che fanno, vanno a guardare?


Ma l’area di Castelluccio non è anche sede di interessanti ritrovamenti archeologici? Possibile che a Castelluccio non ci siano dei ragazzi appassionati di archeologia o laureati nel settore, che con un bel progetto finanziato dal Parco potrebbero avviare una campagna di scavi, di recupero e magari realizzare un parco archeologico per ospitare scuole e realizzare laboratori?



Possibile che Lei ritenga che i sui concittadini siano capaci unicamente di guidare camion e raccogliere ramaglie? Lei pensa che i giovani di Castelluccio sono come i Peones della Patagonia? A me pare diversamente, vedo tanti giovani, anche quelli meno scolarizzati che hanno voglia di fare: Fusion Festival, Kastcartuga… sono esperienze di organizzazione e animazione preziose che valorizzate possono dare grandi risultati.



Lei mi dirà… “ma quelli del Parco non fanno nulla!” e io le rispondo “ e cosa ha fatto allora Lei per scegliere il Presidente del Parco più idoneo e competente?” Si è fermato a verificare se fosse calabrese o lucano, il colore della tessera che aveva in tasca e quali altri “rapporti di forza clientelari” si potevano realizzare con gli altri sindaci? O magari anche la garanzia che questo presidente non avrebbe osteggiato L’ENEL SPA.



Lei mi dirà “perché gli altri sindaci cosa hanno fatto”? e io le rispondo “nulla, come LEI”.


Infatti dopo 15 anni il Parco, che ricordo è sotto il “controllo” diretto dei Sindaci, che possono mettere veti sui bilanci, osteggiare la designazione di Presidenti, direttori, consulenze, proporre idee, non ha realizzato ancora:



1. UN MUSEO DEL LUPO


2. UN MUSEO DELLA FERROVIA CALABRO LUCANA


3. UN PERCORSO CULTURALE SUI LUOGHI DI SAN NILO


4. UN CENTRO STUDIO E RICERCA DELLA LONTRA,


5. UN CENTRO OSSERVAZIONE DEI GRIFONI,


6. UN CENTRO DI DOCUMENTAZIONE DELLA STORIA E TRADIZIONE LOCALE


7. UNA BIBLIOTECA/ARCHIVIO,


8. UN CENTRO RECUPERO FAUNA SELVATICA,


9. MUSEO DEL PINO LORICATO,


10. UN MUSEO DEL CARSISMO,


11. UN MUSEO DELL’ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE


12. UN MUSEO DELLE MUSICHE E DEI STRUMENTI TRADIZIONALI


13. PERCORSI PER IL BIRDWATHING


14. SENTIERISTICA DIFFUSA


15. CENTRI INFORMAZIONI


16. UN MUSEO DELL’ACQUA


17. UNIVERSITA DEL TURISMO (se ne parlava anni fa per il villaggio ENEL di castelluccio)


18. MUSEO DELLA FLORA, ORTO BOTANICO, MUSEO DELLE ORCHIDEE


19. MUSEO DELLA FAUNA MINORE


20. MUSEO DEL PICCHIO NERO


21. MUSEO DEL BOSCO


22. PROGETTI DI BIOEDILIZIA


23. ANIMAZIONI CULTURALI


24. STABILIZZATO SAGRE ED EVENTI COERENTI CON IL TERRITORIO


25. Ecc ecc. ecc..



Ho usato la parola Museo, per semplificare, non per forza di museo bisogna parlare e non sono un museofilo.


Ma anche una bella OPERA D’ARTE di artista internazionale, agganciandosi al progetto ARTEPOLLINO della Regione Basilicata, che tanto si sta sforzando per rendere il nostro territorio più bello di quanto già non lo sia.



Provi a fare un gioco, aggiunga dei numeri, piccoli, di addetti e parliamo però di persone di altro profilo professionale, cioè quei tanto rimpianti “cervelli” che fuggono dalla nostra terra, e veda quanta gente potrebbe lavorare a questi miei “suggerimenti”. E stiamo parlando di “giovani” che attivando queste realtà a loro volta creerebbero indotto nei servizi connessi: agriturismi, guide, alberghi, agenzie viaggi, souvenir, prodotti agricoli, artigianato, bar… altro che i 112 caffè al giorno che potrebbero consumare i camionisti.


Colgo l’occasione per dire a Lei, e ai suoi colleghi, che affinchè queste cose funzionino bisogna impegnare giovani competenti e non i soliti amici degli amici, che rispecchiano fedelmente il colore politico della compagine amministrativa del Parco se si vuole evitare l’ennesimo fallimento. Quindi cominciate a chiedere ai vostri archeologi, naturalisti, biologi, ingegneri, veterinari, sociologi, storici, ecc. che idee hanno per il vostro territorio e candidate i loro progetti, con più zelo di quanto fino ad adesso abbia fatto per l’ENEL SPA.



Chiaramente i miei suggerimenti sono gratuiti, perché io appartengo a quei “giovani” ormai invecchiati, che potevano lavorare in uno di questi progetti elencati, ma che purtroppo non sono mai stati realizzati o (peggio) mai PENSATI, tanto era la nostra classe politica impegnata a scervellarsi su come aprire la Centrale del Mercure… ma se sapevo che Lei e i suoi colleghi eravate in tutte altre faccende affaccendati era meglio che emigravo come tutti gli altri… in attesa che mi si chiedesse di tornare per raccogliere biomasse.



Concludo ricordandole che mi auguro che la centrale non apra mai, altrimenti i suoi concittadini quando riceveranno la sua chiamata a raccogliere biomasse le risponderanno : NO GRAZIE, RACCOGLILE TU PER NOI!