lunedì 2 ottobre 2006

Pollino... è anche peggio!

Pollino: non è come sembra, ma anche peggio: basta con gli “onorevoli”


Il presidente del Parco Francesco Fino nell’intervista del 27 settembre scorso rilasciata a “il Quotidiano” ha fatto alcune affermazioni sintomatiche della sua inadeguatezza a gestire un Area Protetta: la prova che si tratta della persona sbagliata messa al posto sbagliato. L’unica frase condivisibile è “non è tutto come appare”: infatti è anche peggio! Evidentemente chiuso nei suoi impegni ad avvalorare progetti e finanziamenti che giovano solo personalità del suo entourage politico-clientelare non si accorge del degrado ambientale e funzionale di cui è diventato esempio internazionale il NOSTRO Parco: Il Pollino viene preso ad esempio ormai di come NON deve essere un Parco.


Mi sembra allucinante la risposta che i centri visite siano chiusi perchè è finito il progetto degli LSU. Tutti gli altri parchi del mondo non hanno a disposizione LSU da sfruttare e parcheggiare e nonostante questo hanno Centri visita e punti informativi funzionanti ed efficienti. L’anno scorso i Centri visite hanno funzionato provvisoriamente bene per solo due mesi, grazie alle guide del parco, con il capitolo di spese per l’associazionismo. Sarebbe sufficiente inserire una voce in bilancio specifica per la gestione dei Centri Visite affidando di nuovo alle competenti guide,ovviamente, in quanto conoscitori del territorio.

Da quando dichiarato si evince di nuovo che i Centri Visite saranno affidati a chissà chi solo e semplicemte per soddisfare clientelismi, a danno della qualità del servizio.

Che le strutture non siano di competenza dell’Ente Parco, è una bugia grossa. Che siano di proprietà dei comuni è risaputo. Ma il parco si dovrebbe preoccupare di mettere in rete strutture che siano fondamentali alla fruizione del territorio e quindi promuoverne il loro recupero come punti di appoggio per gli escursionisti, per lo sci, centri visite per scolaresche, musei, ricoveri di emergenza e non come è stato fatto con il rifugio Fasanelli che è stato trasformato in un banale albergo con avvallo dell’Ente. L’Ente Parco è un Ente sovracomunale che dovrebbe dare indirizzoai comuni e non lamentarsi della mancanza di iniziative dei sindaci.

Gli operatori lamentano mancanza di un Parco organizzato, perchè questo è quanto loro raccolgono dalle lamentele dei turisti. Non è possibile che dopo dopo 13 anni il Parco non sia stato capace di realizzare una rete di sentieri segnati che permetta agli escursionisti di fruire del parco senza rischi. Emblematico il fatto che a Colle Impiso, il punto più visitato del parco manchi addirittura un cartello con scritto semplicemente “Colle Impiso”.

Anche per la sentieristica sarebbe stato sufficiente dirottare fondi stanziati per consulenze (lo spotdi Gattuso e ad altri personaggi dalla dubbia professionalità) e progetti di Educazione Ambientale inutili, che non hanno prodotto significativi arricchimenti culturali sul territorio. Questi fondi potevano essere destinati per realizzare itinerari segnati, magari coinvolgendo anche qui le guide.

Attualmente un turista che potrebbe fermarsi anche una settimana se resiste più di 2 giorni è un miracolo. Ecco perchè gli operatori si lamentano.

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