Il Francese: dopo la battaglia di Campotenese


Salve sono BLUA’S ANTOINE
Si scrive BLOISE ma si legge bluàs.
Ero soldato dell’esercito Imperiale di Napoleone Bonaparte, e adesso sono ufficiale dell’esercito di Giuseppe Bonaparte, Re delle due sicilie.
Sono qui, sotto questo fortino borbonico fatiscente a vigilare il passo di Campotenese, da quando dal 9 marzo 1806, proprio qui abbiamo sconfitto l’esercito borbonico.

Fortino Borbonico

Li abbiamo rincorsi da Battipaglia, li abbiamo attaccati a Campestrino, a Lagonegro, a Lauria, a Castelluccio. Gli abbiamo morso il culo come cani rabbiosi.
Il giorno prima ci siamo accampati a Rotonda e la mattina ci siamo infilati nella stretta valle di San Martino.
Eravamo nervossissimi mentre salivamo nella valle perchè siamo dovuti passare in fila per uno con tutta l’artiglieria e i cavalli Ci aspettavamo, imboscate, trappole, agguati… invece niente.
Quando siamo arrivati qui, li abbiamo trovati tutti belli distesi nella pianura ad aspettarci. C’era la nebbia, nevicava e faceva freddo, e noi li abbiamo circondati senza dargli il tempo di dare il via alla difesa.
In pochi minuti, sparando poche munizioni abbiamo reso innocuo tutto l’esercito Borbonico che da tutto il regno si era riunito qui a Campotenese per resisterci. ll loro Generale era Damas , un francese, un traditore, un monarchico.
I Borbonici erano 18.000. Abbiamo fatto prigionieri 2 generali, 107 ufficiali, 1865 soldati. Gli altri si sono rifugiati in Sicilia, protetti dagli inglesi

Adesso però devo stare qua a controllare il passo dalle imboscante dei Briganti, gentaglia, delinquenti, disertori, ladri e fannulloni, che dicono di combattere contro lo straniero invasore. Ma non hanno capito che noi siamo venuti qui per portare “la libertè, la fraternitè, l’egalitè”. Hanno già dimenticato di quando i Borboni il 20 agosto 1799, hanno fatto impiccare 120 repubblicani nella Piazza del Mercato di Napoli e tra queste anche due donne, di cui una incinta… hanno aspettato che partorisse per tagliargli la testa.
L’altra era Eleonora Fonseca Pimental, una gran donna, bella e colta, repubblicana convinta, antimonarchica.
Dal patibolo gridò: “Forse un giorno gioverà ricordare tutto questo!” (*)

Quello che non capisco è perché ci siete così ostili.
Massena durante le operazioni per dare la caccia ad una banda di briganti, ha dovuto sopprimere una rivolta a Lauria. I civili sparavano dalle case contro le sue truppe che inseguivano i briganti, e pur intimando loro la resa, hanno rifiutato. Alla fine Lauria è stata messa a ferro e fuoco, con centinaia di morti.
Dal Convento di Colloreto di Morano i briganti partivano per le loro scorribande. Le teste di quelli che abbiamo preso e giustiziato le abbiamo esposte sulla strada per Morano a monito di chi avesse intenzione di unirsi a loro.
Ma questi erano briganti!
Perché non capite che l’Italia, grazie a noi, non è più la stessa? Gli Italiani da vili come erano dipinti negli spettacoli in piazza, adesso non tollerano più queste allusioni. Grazie a noi avete acquisito una coscienza nazionale, siete diventati patriottici e guerrieri (**). Avete dimostrato il vostro valore ai dominatori stranieri.
Siete liberi, siete affrancati dalle angherie baronali, perché il nostro Re ha abolito le feudalità. Ha riorganizzato il sistema burocratico amministrativo. Ha diviso la provincia in distretti, circondari e comuni.
Il Ponte della Valle o dei FrancesiHa fatto di Potenza, un villaggio sconosciuto, La Capitale della Provincia di Basilicata.
Ha confiscato i beni ai parassiti clericali e feudali.
Adesso stiamo costruendo il prolungamento della strada che da Napoli va in Calabria, passando da Rotonda!
E proprio in questi giorni dovrebbero aver finito il ponte sulla valle San Martino.
E statene sicuri che sarà un ponte solidissimo. Fra 200 anni sarà ancora lì.

Note

*la frase citata appartiene realmente a Eleonora Fonseca Pimental

** liberamente tratto dal “Memoriale di Sant’Elena” di Napoleone Bonaparte

10 Responses to “Il Francese: dopo la battaglia di Campotenese”

  • MAPI says:

    Tu sai quanto mi sia caro quel monito.

    Trovarti qui, su questo blog è un piacere grandissimo (mi auguro di non perderti nuovamente) ;-)

    Un abbraccio serale Mapi

  • Marc Henricot says:

    Non sapevo l’esistenza di quella lettera.
    Complimenti a chi l’ha publicata.
    Conosco, mentre il fortino dal quale son sapevo neanche l’origine borbonica. L’ho osservato tranquilamente nell’1991 mentre faccevo una gita a piedi, iniziata a Bruxelles tre mesi prima. Dopo una bella centinaia di tape mi trovavo li, accanto alla capelletta, a poca distanza della discesa vertiginosa verso Morano e Castrovillari.Dopo mio viaggio, ho scritto, una decina di pagine sulla mia scoperta della Basilicata. Se siete interressati a legerle, gliele mando. volentieri.
    Marc Henricot

  • Giuseppe Cosenza says:

    Ci farebbe molto piacere leggere il suo diario, anzi se vuole posso pubblicarla nel mio Blog, anche in Francese.
    Per quanto riguarda la lettera, non è autentica, ma un racconto che ho scritto io, con una citazione di Napoleone e una di Eleonora Pimental.
    Aspetto tue

  • Davide says:

    Si certo, questi francesi avevano “portato” la libertà, stuprando le donne di Lauria, saccheggiando e sterminandone la popolazione.
    Ancora oggi a Lauria ricordano quei tristissimi avvenimenti. I duosiciliani non vogliono ne eserciti ne re stranieri, il loro legittimo re era Ferdinando di Borbone, Re delle Due Sicilie

  • Giuseppe Cosenza says:

    Già ma bisogna ricordare tutte le vittime delle guerre e del potere assoluto.
    Non erano i Repubblicani napoletani legittimi cittadini sovrani del loro destino?
    Quale Sovrano è leggittimo? I Borboni erano italiani? Gli Angioini? Gli Aragonesi? Gli Svevi? I Normanni?
    Come dice Cacioppo “I Siciliani in migliaia di anni non hanno mai fatto un cazzo?”

  • Marc Henricot says:

    Salve Giuseppe,

    Sullo stesso argomento, non ha letto, per caso, di Paul Louis Courier :Le lettere di un polemista?

    Marc

    PS Come fare per mandare il mio breve raconto di viaggio tra la Basilicata e la Calabria?

  • giuseppe says:

    Caro Giuseppe,
    stai confondendo epoche diverse.
    Certo che i Borbone erano italiani, solo il capostipite era di orgine spagnola (ma la madre era l’italianissima Elisabetta Farnese-Parma). I Borbone erano peraltro gli unici monarchi che, nel loro tempo, parlassero in italiano ( al contrario i Savoja, ad esempio, si esprimevano nella loro lingua madre, il francese).
    In partciolare, da Ferdinando I in poi, cioè a metà del Settecento, i sovrani napoletani preferivano adoperare un colorito dialetto napoletano…

  • Giuseppe Cosenza says:

    Anche i Savoia hanno imparato l’Italiano, così come i Borboni.
    Fondamentalmente sono un anarchico, di conseguenza della lingua che usa un monarca, politicamente parlando, non me ne frega nulla.
    W le Rivoluzioni, w la Repubblica Napoletana, Abbasso le Monarchie.

  • angelo says:

    certo è strano inneggiare a una proto-nazione che con la scusa della libertà portò guerra e distruzione per l’intera europa, e per la loro “libertà” dovemmo anche pagarli, vedasi la pesante tassa che i napoletani dovettero pagare alle truppe di Championnet per aver “liberato il sud” più tutti le ricchezze e le opere d’arte saccheggiate.
    Mi ricorda qualcosa di recente…mi ricordano gli Usa e l’irak XD

  • calcagno nicola says:

    molto interessante tutta la discussione.Sono un appassionato di storia ed essendo di Lauria vorrei ogni notizia riguardante il sacco dell’agosto 1806 ad opera del gen.Massena.

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