venerdì 3 agosto 2007

Non solo incendi

L’Associazione Culturale “Viaggiare nel Pollino” condivide le preoccupazioni manifestate sulla stampa, sullo lo stato di carenza dei servizi pubblici nel Parco (rifugi, sentieristica, musei e centri visite) che hanno toccato negli ultimi anni livelli degni neanche di un paese del terzo mondo.I gravissimi attentati all’ambiente che hanno distrutto migliaia di ettari di bosco, fonte di notevole attrazione turistica, sono il segno di una incapacità delle amministrazioni locali, regionali e nazionali di avviare una seria attività di prevenzione, controllo e repressione degli incendi che potrebbe coinvolgere anche il mondo del volontariato fino ad oggi del tutto ignorato. Nonostante questo l’Associazione Culturale “Viaggiare nel Pollino”, onde evitare eccessive ripercussioni negative sull’andamento della stagione turistica, invita i mass-media a non dimenticare che, a fronte di qualche rifugio chiuso, nel Parco nazionale del Pollino esistono 115 strutture ricettive private, funzionanti, capaci di offrire accogliente ospitalità, informazioni turistiche, servizi navetta, animazione per tutte le tasche e oltre 45 esperte Guide Ufficiali del Parco che organizzano escursioni, arrampicate, gite a cavallo, in bicicletta, rafting ed altri numerosi e qualificati servizi. Inoltre seppur vero che l’ondata d’incendi ha avuto un carattere catastrofico nelle aree interessate, il Parco del Pollino è ancora un’area dal notevole interesse culturale, paesaggistico e naturalistico, con km di sentieri da percorrere in territori di incomparabile bellezza. Invitiamo di conseguenza i mass-media a sostenere con la dovuta e corretta informazione, l’immagine di un Pollino come meta turistica di eccellenza, in tutta sicurezza, senza rischi per l’incolumità dei visitatori.

giovedì 2 agosto 2007

Turismo nel Pollino: una realtà!

Intervento di Cosenza Giuseppe al WORKSHOP dell’azienda Promozione Turistica di Basilicata a Rotonda del 20 febbraio 2006.


Comparazione dati statistici presenze e ricettività turistica area Maratea e Pollino. Dati ufficiali dell’AZIENDA PROMOZIONE TURISTICA BASILICATA

AREA TURISTICA MARATEA - POLLINO

ARRIVI 44.983 - 43.442
PRESENZE 186.516 - 89.162
MEDIA SOGGIORNO 4,14 - 2,05
POSTI LETTO 3.411 - 2.524
NUMERO ESERCIZI 37 - 115
MEDIA POSTI LETTO PER ESERCIZIO 92 - 22
NUMERO GIORNI UTILIZZAZIONE POSTO LETTO 54 - 35
STIMA PRODOTTO LORDO 11.190.960 - 3.566.480
STIMA NUMERO ADDETTI FISSI 111 - 345

Dati significativi
Il Reddito a Maratea è concentrato in pochi proprietari/titolari delle strutture mentre sul Pollino il turismo si distribuisce tra 115 esercizi, quindi è portatore di sviluppo diffuso. La gestione è pressocchè familiare, quindi ai 115 esercizi corrispondo 115 famiglie. Queste famiglie chiaramente hanno bisogno di altri addetti, soprattutto nei periodi di punta, per cui contribuiscono alla integrazione del reddito di altre famiglie.
Probabilmente i componenti di una famiglia che coadiuvano alla gestione dell’esercizio dal punto di vista statistico non sono ufficialmente assunti quindi risultano essere disoccupati. Nonostante quindi un dato statistico queste stesse persone si sentono impegnate nella gestione di un azienda familiare per cui non cercano o non hanno bisogno di altra occupazione.
Grazie alla gestione familiare questo tipo di esercizi non produce durante la bassa stagione disoccupazione temporanea, licenziamenti stagionali, ricerca di nuova occupazione, emigrazione.
In sintesi gli addetti nel settore turistico del Pollino rappresentano un freno vero all’emigrazione e allo spopolamento del territorio. Non disturbano i politici in quanto non rivendicano e non chiedono occupazione, diritti sindacali, ammortizzatori sociali. La loro “giovinezza”, la mancanza di esperienza e la frammentazione del territorio non ha permesso la creazione di una “coscienza di classe”, per non parlare dell’assenza politica di rappresentanze sindacali di categoria. Politici e sindacalisti sono molto più attenti alle categorie storiche di lavoratori (operai, edili, agricoltori, “disoccupati”) e trascurano questi piccoli imprenditori di “frontiera” che rapprendano il nuovo proletariato del XXI secolo, la resistenza estrema allo spopolamento della montagna.
Giorni di permanenza
Un dato che salta subito all’occhio è la durata di un soggiorno. A Maratea dura 4 giorni sul Pollino esattamente la metà. Ovviamente Maratea è soprattutto una meta di balneazione per cui un turista si ferma per un soggiorno piuttosto lungo.
Ma come mai un territorio così ricco di risorse ambientali, paesaggistiche, storiche, culturali, monumentali e con un alto grado di scolarizzazione (vedi recenti statiche sull’abbandono scolastico) non riesce a mettere in moto una rete di servizi che attrae e TRATTIENE i turisti? Se si riuscisse ad allungare il soggiorno di 1 solo giorno si avrebbe l’utilizzazione di un posto letto passerebbe da 35 a 51, e il “PIL” passerebbe da 3.566.480 a 5.213.040 e così via...
Cercare di incrementare il numero di arrivi significa che le strutture sarebbero insufficienti nei periodi di punta, sarebbero sotto utilizzate (affittare un letto per soli 35 giorni su 365 è veramente poco) mentre invece la chiave del successo è incrementare la permanenza, allungare il soggiorno, offrire servizi collegati tra diverse aree della Basilicata.

Per realizzare l’animazione e i servizi bisogna però impiegare persone capaci, competenti e motivate.
A questo punto mi presento. Chiedo scusa se parlo di me, ma non posso coinvolgere terze persone, ma credo in qualche modo di rappresentare una realtà e soprattutto forse rappresento quelli che dalla Basilicata se ne sono scappati.

Mi chiamo Giuseppe Cosenza, ho 40 anni.
Sono laureato in Agraria, sono abilitato all’insegnamento di geografia alle scuole superiori, sono guida ufficiale del Parco, guida escursionistica ambientale della regione Basilicata, educatore ambientale, parlo inglese, ho fatto 3 mesi di esperienza in Inghilterra in una riserva naturale, ho lavorato in Umbria in diverse aree protette.
Cosa faccio per vivere sul Pollino.
Faccio la guida, accompagnando scuole, turisti italiani e stranieri (l’anno scorso anche giapponesi). Soprattutto lavoro con gruppi a cui faccio programmi che durano almeno una settimana, ma potrei anche farli restare 2 settimane allargandomi al di fuori del Pollino.
Sono titolare dell’agriturismo, che io chiamo simpaticamente il più piccolo del mondo (4 posti), dove ho avuto quest’anno 58 arrivi, 180 presenze che significa un soggiorno medio di 3 giorni: 1 più della media. Considerando che spesso mi chiedono di fermarsi un solo giorno il dato è ancora più positivo perché si fermano 3.
Per rendere “competitiva” la mia attività faccio tutto da solo: accompagno i turisti, preparo la colazione, lavo i piatti, rifaccio le camere, la manutenzione della struttura, l’agricoltore, curo un sito web del Pollino, faccio il grafico e il fotografo digitale, scrivo articoli, partecipo a fiere, convegni, conferenze, accompagno giornalisti, progetto tour sul Pollino e in Basilicata, per me e altre agenzie.
Addirittura quando vado a visitare un museo o un area archeologica, non solo per miei interessi culturali, ma anche per inserirlo in programmi mi fanno pagare il biglietto di ingresso.
Il fatto che a tutte le fiere turistiche a parlare di Pollino e Basilicata ci siano andati funzionari vari e politici, il Presidente del Parco con la sua grande corte (forse voleva rappresentare i fasti di Federico II) mentre io (o altre persone come me) erano a casa a lavare le tazze non ci avete fatto una bella figura.
Nel 2002 ad una fiera a Genova c’era uno stand del Pollino TOTALMENTE vuoto e io ero ben pagato in quello di fronte a promuovere la Provincia di Perugia. In quella della Basilicata ci sarei venuto anche gratis.
Il fatto che con centri visite chiusi, sentieri non segnati, percorsi da valorizzare, animazioni da fare, turisti che non sanno dove andare, turisti che si perdono, materiali pubblicitari inadeguati io, o altri “giovani” come me, per campare in Basilicata debbano stare a casa a lavare le tazze oppure debbano emigrare per avere soddisfazioni non solo economiche dovrebbe far vergognare chi ci governa.
Spesso i musei, i centri visite, gli uffici informazioni e tutti gli altri posti strategici per fare comunicazione e animazione turistica sono affidati a persone che (a volte anche mal pagati e sfruttati) più di dire “vai di qua”, “vai di là” e darti del materiale non sanno fare, peggio ancora non sanno nulla del monumento del territorio o della storia di cui sono custodi.
Il Pollino e la Basilicata è un territorio che ha un patrimonio sentieristico notevole, ma la sentieristica non è segnata, è trascurata o è fatta male perché non è stata affidata a persone competenti.
Ma per evitare di personalizzare la questione, volevo farvi l’esempio umano di un Giovane zampognaro di Terranova di Pollino. Questo insieme ad altri ha portato la nostra cultura in Italia e nel Mondo. La cultura della Zampogna e della tarantella attira centinaia di persone che vengono in vacanza qui sul Pollino. Tengono vive le feste tradizionali. Li trovi che suonano gratis ad Accettura, Teana, Rotonda, Aliano, ecc. Ma quando ci sono i soldi si preferisce far suonare pseudoartisti come dj Francesco, Cremonini. C’è una media di un museo della civiltà contadina, per comune in Basilicata e non avete pensato di aprire un museo della zampogna a San Costantino albanese che è l’ultimo paese albanese ad avere due zampognari, uno le costruisce e l’altro è addirittura docente di etnomusicologia a Milano. Tolto questo datemi un buon motivo per portare un turista in visita a San Costantino Albanese.
Ma adesso c’è l’aspetto tragico. A settembre a Terranova ho incontrato uno di questi zampognari e mi dice che stava partendo. Andava a FARE IL BIDELLO A BRESCIA!!!!!! Voi lasciate che i nostri ARTISTI e custodi della tradizione vadano a fare i BIDELLI nel Nord: che affare!

[youtube]http://it.youtube.com/watch?v=OnjwsmL2fPU[/youtube]

Quindi concludo con alcune domande:
1) dove siete stati in questi anni che avete lasciato noi e il Pollino nelle mani di questo presidente del Parco la sua famiglia e stretti conoscenti?
2) Lo sapete che il sottoscritto per aver criticato la gestione del Parco non è stato inserito tra le strutture turistiche nel sito dell’Ente?
3) La smetterete di considerare il turismo come un fatto accessorio e secondario?
4) Vi attiverete per mettere in piedi una serie di servizi che siano gestiti da chi lo sa fare?
5) È vero che per aprire un INFOPOINT bisogna pagare una tassa all’APT?
6) Vi metterete nei panni di un turista per capire quali sono i problemi per la fruizione di questo territorio?
7) Visto che io per SOPRAVVIVERE in Basilicata mi sono dovuto dotare di tutta una serie di competenze e titoli, pretenderete lo stesso a chi svolgerà ruoli dirigenziali negli enti che si occupano di turismo e gestione del territorio, come l’Ente Parco o farete in modo che il Parco sia amministrato anche questa volta da un politico trombato?
8 ) Ritenete veramente che la via per incrementare l’occupazione dei giovani, soprattutto dei cervelli, possa essere mandarli a raccogliere biomasse per la centrale del mercure, fare scarpe nel calzaturificio della perla del mediterraneo, lavare i gabinetti a piano visitone e pedarreto, asfaltare strade di montagna, cementare fiumi?
9) Veramente credete che i nostri villaggi si salvano dallo spopolamento promuovendo attività industriali?
10) Pensate davvero che una regione nella quale è impossibile programmare un viaggio tramite mezzo pubblico possa veder sviluppare il turismo giovanile?

APPROFONDIMENTI

Estratto dal “RAPPORTO SUL TURISMO ITALIANO” a cura della società Mercuri srl

Anno 2005

Demografia
Gli anziani di età superiore rappresentano il 21% ma supera il 30% nei comuni più interni. Il reddito procapite è superiore al contesto allargato grazie alla vivacità del settore turistico.
L’invecchiamento della popolazione determina una scarsità di risorse umane giovani che rende più difficile l’avvio di processi di sviluppo innovativi

Accessibilità
Dipende essenzialmente dalla rete stradale. Il territorio è sprovvisto di adeguate reti e servizi di trasporto in grado di collegare l’area del Parco con le stazioni ferroviarie e le aerostazioni, nonché interconnettere i centri più importanti del Parco.
Il sistema viario presenta uno scarso grado di manutenzione. Il mezzo di trasporto più utilizzato è l’automobile. La segnaletica di pericolo, prescrizione e indicazione si presenta disomogenea da comune a comune, incoerente, degradata nei materiali.

Attrattori ambientali
La fruizione di queste risorse dipende dalla rete sentieristica. Il Pollino non è dotato di sentieri adeguatamente mantenuti e segnalati e in alcuni casi esistono sovrapposizioni di segnavie ufficiali e “fai da te”. La scarsa manutenzione rende alcuni percorsi non distinguibili e le carte sentieristiche sono poco affidabili. Queste rende difficile la possibilità di muoversi in autonomia.

Eventi
Sono concentrati tra maggio e agosto...

Centri visite
Aperti nei giorni feriali.
Dovrebbero dare servizi e informazioni per la fruizione del parco. Servizi e attività di educazione e didattica ambientale, collaborazione, assistenza monitoraggio e tutela del parco. Servizi di accoglienza. Sono affidati agli LSU.

Trend turistico
Evidenzia un trend di crescita dell’offerta. Ma il movimento turistico è sottostimato dai dati ufficiali da una parte perché non tutte le strutture ricettive comunicano i propri dati, dall’altra per l’incidenza che le seconde case possono avere sul totale dei residenti.

Le proposte del TCI

AMBITO INTERVENTI PROPOSTI
Accessibilità mobilità reti di trasporto
Riqualificazione e valorizzazione ambientale dell’autostrada A3
Interventi di manutenzione stradale
Recupero della linea ferroviaria Lagonegro - Castrovillari
Recupero delle stazioni come porte di accesso al parco
Miglioramento della segnaletica di preavviso e direzione
Pianificazione della segnaletica turistica
Monitoraggio e regolamentazione della segnaletica commerciale
Predisposizione di reti di collegamento tra diversi punti del parco nei periodi maggiore affluenza
Ricettività Creazione di un sistema di rilevazione dei flussi che consenta di monitorare il movimento turistico del parco
Apertura dei rifugi e riqualificazione degli stessi come punto di partenza per attività legate alle risorse naturali del parco
Risorse, fruizione, servizi Adeguamento della rete sentieristica
Predisposizione di carte dei sentieri
Creazione di network tra le strutture e gli altri soggetti che operano nel parco (guide, ass. sportive, società di noleggio, etc.)

PROMOZIONE
Punti parco: miglioramento dell’efficienza dei servizi erogati, gestione, flessibilità dell’apertura.
Apertura estiva di punti parco presso località balneari limitrofe all’interno di campeggi e villaggi turistici.
Promozione del parco presso località balneari e gli stabilimenti termali limitrofi
Predisposizione di adeguato materiale informativo sul Parco da distribuire alle strutture ricettive.
Creazione all’interno delle strutture ricettive, di corner sul parco e vetrine dedicate alla produzione locale.
Valorizzazione delle risorse storiche, artistiche e culturali a completamento dell’offerta di natura.
Incremento della promozione turistica di manifestazioni ed eventi.
Interventi di miglioramento dei centri abitati interni al Parco (recupero di edifici, arredo urbano, segnaletica)
Rafforzamento dell’attività di incoming per promuovere il turismo nel parco formazione Monitoraggio dei fabbisogni formativi dell’area
Organizzazione di corsi di lingua per gli operatori turistici.