martedì 24 luglio 2007

Pollino: Rifondazione si sveglia dal letargo?

C'è un solo commento che mi viene da fare leggendo questo comunicato stampa congiunto dei segretari rinfondaroli di Matera e Potenza : ma dove siete stati negli ultimi 5 anni? Perchè non siete mai intervenuti politicamente contro la gestione Fino del Parco? Letargo?

RONF - RONF. Buonanotte, ci sentiamo fra 5 anni

P.N. POLLINO: SERVE UNA SVOLTA NELLA POLITICA COMPLESSIVA DELLE AREE PROTETTE
“Appellarsi al destino cinico e baro, affermando di essere “drammaticamente colpiti”, non è un metodo efficace per ridurre l’azione criminale dei piromani sul territorio. Né è efficace fare riferimento ad azioni repressive come fondamento rieducativo di un substrato sociale con presunte vocazioni incendiarie”. È quanto dichiarano i due segretari provinciali di Potenza e Matera della Rifondazione comunista, Paolo Pesacane e Gianni Palumbo.“Vi è invece l’urgente e improrogabile necessità di fare – affermano gli esponenti di Rifondazione – una riflessione ampia e approfondita su quanto fin’ora non è stato fatto in termini di politica di conservazione dei territori. Le aspettative nate nel comprensorio del Parco Nazionale del Pollino con la istituzione formale risalente ormai a diversi anni fa, non sono state minimamente esaudite. La storia del Parco ci racconta del classico “carrozzone” incapace di custodire il territorio. Si perché di questo si tratta: custodire il territorio con i propri pregi paesaggistici-artistici-naturalistici senza se e senza ma. Ma la storia del Parco del Pollino, come di diversi altri Parchi italiani, soprattutto del meridione, è eloquente a riguardo e ci rivela, senza troppi tentennamenti, che la burocratizzazione dell’ennesimo ente pubblico, a sfavore di un’azione coesa alla tutela del bene comune per secoli tramandata da numerose generazioni, è dannosa specie se figlia di gestioni generate dalla spartizione politica da manuale Cencelli come il più delle volte accade per le nomine nei Parchi. E’ chiaro e scontato che – concludono Pesacane e Palumbo – le azioni criminali devono essere condannate senza esitazioni, ma occorrerebbe parallelamente cambiare il corso della storia del Parco del Pollino, altrimenti si rischierà di tornare indietro nel tempo, con le popolazioni che non avranno più voglia di un’idea di sviluppo non solo insostenibile, ma che è semplicemente la circostanza blasonata per pochi eletti di mostrarsi senza sostanza e non il modo condiviso di sperimentare una nuova pratica di vivere il territorio, conservandolo”.

9 commenti:

  1. Gianni Palumbo16 gennaio 2008 11:37

    Caro (come ti chiami?),

    io negli ultimi 5 anni ho vissuto nel mondo dell'associazionismo, come te. Sono stato sbattuto a destra e a manca, ho vissuto Genova, e tutto ciò che vi è stato prima e dopo. Sono segretario di Rifondazione dalla settimana prima di questo mio comunicato stampa il cui commento su questo sito lo ritrovo solo ora. Non so tu cosa abbia fatto negli ultimi 5 anni. Ma invece di sprecarci in polemiche, perchè non uniamo le nostre forze (ognuno conservando la propria identità) e facciamo qualcosa di utile insieme?

    Saluti
    Gianni Palumbo

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  2. Gianni Palumbo16 gennaio 2008 11:41

    Dimenticavo di dire, una cosa è la verbalizzazione del dissenso, altro la voglia di costruire insieme qualcosa. A me quel Fino prima e Pappaterra oggi non mi sono mai piaciuti, e l'ho sempre detto. Ho dato l'adesione alla OLA come LIPU diverso tempo fa e lo abbiamo replicato in tutte le salse. Pertanto mi piacerebbe molto vederti faccia a faccia e decidere insieme cosa fare. Se non sei impegnato a dormire, rispondimi.
    Ciao
    Gianni

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  3. La mia storia la puoi leggere in queste pagine. Ci sono articoli sulla situazione del parco dai primi anni del 2000. In qualche modo io sono intervenuto in tutte quelle che ho pubblicato.
    Io, da solo, se non con qualche appoggio esterno (hai citato la OLA) ho sempre contestato pubblicamente con lettere, articoli e interventi pubblici la gestione "partitica e interessata" del Parco...
    La Politica di sinistra,(di quella di destra non me ne frega nulla) è stata sempre assolutamente latitante.
    Per non parlare delle grandi associazioni ambientaliste che hanno fatto finta di non vedere. Ecco perchè il proliferare di comitati e associazioni in tutto il territorio.
    Per quanto mi riguarda il mio impegno "solitario" (non per scelta) mi è costato stress, soldi e isolamento.
    Per il resto ti invito a leggerti gli altri miei interventi e riflettere se il tuo partito, e gli altri partiti della sinistra, quando e come siano intervenuti rispetto a gravi questioni avvenute prima del tuo comunicato.
    Perchè non venite ad esempio a farvi una chiacchierata con il "comitato acqua è mezzo pane", con l"associazione Guide Ufficiali del Parco, con il Cosa Pollino, il Riccio di Castrovillari, tanto per citare qualcuno dei movimenti che auspica "interventi politici".

    Comunque io sono GIUSEPPE COSENZA, chiedi di me e ti diranno...

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  4. Io non riesco proprio a comprendere la polemica. Anche perché non penso che la discussione possa essere incentrata sul tema, assolutamente personalistico: "chi sei, che cosa hai fatto, da dove provieni, qual è il tuo percorso, ieri dov'eri...". Soprattutto perché appare paradossale che ci si possa scontrare anche quando (come nel caso di specie) non sembra ci sia una mancanza di condivisione sostanziale dei temi posti. Sinanche il risvegliarsi da un presunto letargo può essere letto in chiave positiva. Il dover rendere conto,però, di quale sia stata la propria militanza nell'ambito politico o associazionistico dimostra l'assurdità di una simile impostazione del ragionamento. Penso che chi sia nato ieri e nascerà oggi o domani assieme agli altri abbia il diritto e il dovere esprimere il suo personale convincimento. Dabvvero pensiamo che si possa parlare soltanto se si ha un adeguato curriculum od un percursus onorum? Questa forma di narcisismo ed individualismo porta soltato alla parcellizzazione ed alla polverizzazione del dissenso. Credo, invece, al contrario, che occorra unire gli sforzi e le forze diffuse sul territorio e che ben vengano tanti Giuseppe Cosenza se illuminati e pronti a confrontarsi ed unirsi per far contare la proprie ragioni.
    Paolo Pesacane

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  5. Guarda che sei stato tu a cominciare con "non so tu cosa abbia fatto negli ultimi 5 anni" e ti ho risposto. Il mio non è narcisismo, ma se vuoi frustrazione delusione e impotenza, davanti ad una classe politica che si è sottratta a fare "politica" ed ha avvallato decisioni gravi per il nostro territorio.
    L'Intervento del tuo partito è stato tardivo, e non mi interessano i cambiamento di dirigenza (proprio per non personalizzare): Quando noi abbiamo chiesto la "nomina di un presidente competente" il nostro appello è caduto nel vuoto ed ecco che il Pappaterra che non ti piace ha sostituito il Fino a cui non avete mai tirato le orecchie.
    Proprio in virtù della disponibilità al dialogo ed a unire le forze, ti ho invitato a fare una "chiacchierata politica" con i movimenti territoriali sulle questioni che ci premono.
    Fissa la data e io ti organizzo l'incontro qui a Rotonda con i rappresentanti dei movimenti lucani e calabresi. E dato che in questi "famosi 5 anni" la politica più che discutere se le poltrone o i finanziamenti dovevano essere lucani o calabresi non ha fatto, sarebbe gradita anche la partecipazione del tuo omologo calabrese.

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  6. Probabilmente mi confondi con Gianni Palumbo. Comunque, ne parlo con lui e ci risentiamo per fissare un data.
    Paolo Pesacane

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  7. Per Paolo
    Si scusami, vi ho confuso, per cui in effetti adesso leggo il tuo post con un altro tono.

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  8. Gianni Palumbo16 gennaio 2008 16:02

    Bene, caro Giuseppe,

    credo ci siamo capiti ed abbiamo la possibilità di scegliere una data per incontrarci e discuterne.
    Il tuo tono non era molto diverso dal mio.
    Non ho nessun problema a parlare apertamente dei problemi che ci sono, anche insieme a Paolo Pesacane, segretario prov.le di Potenza. Circa gli omologhi calabresi vedremo. Ma ti prego, sforzati di non fare tutta l'erba un fascio, perchè non è così.
    Comprendo le frustrazioni. Ciao. Gianni Palumbo

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  9. Carissimi non si va da nessuna parte se non si comincia a discutere per fare passi concreti.Al convegno organizzato a Castrovillari dalla sinistra democratica sabato scorso è intervenuto Tonino Perna ex presidente parco d'Aspromonte." Se non si inizia un processo identitario per cui gli abitanti del Parco del Pollino si innamorino di se stessi e del territorio che abitano, non si va da nessuna parte". ha detto tra l'altro.
    Il problema vero aggiungo è creare "comunità" e costruire un principio di responsabilità.Così la gente custodirà... Solo che in questi anni anche noi dell'associazione IL RICCIO di Castrovillari abbiamo avuto e abbiamo problemi a mettere in atto insieme alla "sinistra" una pratica che vada oltre i convegni e le tavole rotonde. Saremmo ben lieti se si potesse iniziare : meglio tardi che mai. Ciao a tutti

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